L'ex Br Alvaro Lojacono: "Accetterei l'ergastolo in Svizzera. L'impasse non dipende da me"

L'uomo, che partecipò all'agguato di via Fani dove morì la scorta di Aldo Moro, oggi ha rotto il silenzio rilasciando un'intervista a un quotidiano elvetico. E ha detto: "L'ergastolo lo farei qui. L'impasse non dipende da me". Ma per la Svizzera, Lojacono è un uomo libero

Il sequestro di Moro in via Fani

"L'Italia non ha mai chiesto la mia estradizione alla Svizzera e una consegna come richiede la Lega equivarrebbe a una deportazione alla boliviana (il riferimento è all'arresto di Cesare Battisti, ndr), che la Confederazione non prevede". Ha paralto dopo vent'anni di silenzio, in cui è sparito e si è trasferito al di là dei confini, in Svizzera. E ha parlato in un'intervista rilasciata al giornale elvetico Ticino online/20 minuti.

Alvaro Lojacono, oggi, ha 63 anni. È uno dei condannati all'ergastolo per la strage di via Fani. Faceva parte del commando di terroristi delle Brigate Rosse che rapì Aldo Moro e che uccise gli uomini della sua scorta. Ma per l'agguato del 16 marzo 1978, Lojacono non scontò la sua pena in Italia.

"Lo Stato non ha mai chiesto mia estradizione"

"Forse l'Italia non ha voluto che uno stato straniero mettesse il naso nel processo Moro", ha dichiarato Lojacono. Che poi ha aggiunto: "Sarebbe comprensibile. Qualunque sia la ragione, non sono le autorità svizzere, né una mia presunta opposizione ad aver creato l'impasse attuale".

Lojacono: "L'ergastolo in Svizzera? Sì"

Ha preso il cognome della madre e oggi è un cittadino svizzero. Soltanto lì, infatti, sarebbe disposto a scontare la sua pena. E se l'Italia si muovesse con una richiesta di "exequatur", cioè il riconoscimento, in Svizzera, delle sentenze emesse sul territorio nazionale nei suoi confronti, accetterebbe l'esito delle decisioni giudiziarie: "Accetterei senza obiezioni, almeno metteremmo la parola fine a questa vicenda".

La pena in Svizzera

Lojacono venne arrestato, per la prima volta, l'8 giugno del 1988, a dieci anni dal delitto Moro. E a disvelare il suo ruolo nel sequestro era stato il memoriale Morucci. Rimase in carcere, in Svizzera, per 11 anni. Nel maggio del 2000, in libertà condizionale, venne arrestato una seconda volta, in Francia, sulla base di sentenze definitive in Italia. E dopo quattro mesi e dieci giorni venne scarcerato. Secondo quanto riportato da Repubblica, però, oggi, per le autorità elvetiche, che lo avevano già condannato all'ergastolo per la sua militanza nelle Brigate Rosse, Lojacono non avrebbe più carichi pendenti. La sua pena, infatti, venne ridotta a 17 anni, che l'ex terrorista finì di scontare il 7 giugno 2005.

Commenti
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Evam

Sab, 19/01/2019 - 00:26

Io invece lo farei a Montecarlo.

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02121940

Sab, 19/01/2019 - 01:13

La Svizzera é a due passi. Perché non ce lo andiamo a prendere?

Happy1937

Sab, 19/01/2019 - 09:33

Schifosi individui loro e ancor di più i loro sinistri protettori, camuffati da intellettuali.

al43

Sab, 19/01/2019 - 10:11

Peccato che nell'ordinamento giudiziario svizzero l'ergastolo non esiste....certo anch'io se dovessi scegliere sceglierei un cinque stelle sulla spiaggia di Malibu.

Vigar

Sab, 19/01/2019 - 11:29

Certo, magari a Saint Moritz. Parliamone.....

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Leonida55

Sab, 19/01/2019 - 11:56

Non deve esser lui a decidere. L'ergastolo deve scontarlo nel paese in cui ha commesso i gravissimi reati. Troppo comodo chiedere di scontarlo in altro paese dove la pena è blanda o sarebbe scarcerato. Allora lo chiedesse alla Korea del Nord, dove si troverebbe bene ed hanno le stesse idee.