L'ex pm de Magistris spiava pure il Papa

Nell’archivio di Gioacchino Genchi, il consulente tecnico dell'allora pm, c'era anche l'utenza di Ratzinger

Un nuovo tassello sulla famigerata inchiesta Why not è stato portato alla luce dal settimanale Panorama. E riguarda Luigi de Magistris. Infatti, nell’archivio di Gioacchino Genchi, il consulente tecnico dell'allora titolare dell'inchiesta a Catanzaro, c’erano "i tabulati dei direttori dei servizi segreti" e "utenze riconducibili alla Santa sede, al Vaticano".

Come scrive Panorama, "il fatto è emerso il 12 febbraio scorso, in un’udienza del processo che si sta svolgendo a Salerno sull’ipotesi che l’inchiesta "Why not", condotta tra 2006 e 2007 in Calabria da De Magistris, sia stata ostacolata. Quel giorno è stato interrogato in aula Alfredo Garbati, il pm calabrese che nel dicembre 2007, due mesi dopo l’avocazione decisa dal capo della Procura generale di Catanzaro, subentrò a De Magistris in "Why not". È stato Garbati a rivelare che nella banca dati c’erano anche "52 utenze telefoniche riferibili al Consiglio superiore della magistratura", tra cui quelle personali di alcuni suoi membri, più "14 utenze della segreteria generale della presidenza della Repubblica"".

Inoltre, Panorama elenca altri tabulati telefonici finiti nei controlli: dall’utenza del Procuratore nazionale antimafia a quelle di tredici parlamentari passando per quella del premier.

Commenti

ammazzalupi

Gio, 05/03/2015 - 14:07

Con un simile personaggio la magistratura ha guadagnato in TRASPARENZA. Grazie a loro, infatti, tutti possiamo vedere quanto faccia schifo!

geronimo1

Gio, 05/03/2015 - 14:43

Cio' rientra perfettamente nella psiche di chi ha vinto un concorso e si crede tramutato in un Dio!!!!! D' accordo che in Italia una parte politica e di popolazione ha fatto di tutto per farglielo credere (ed uccidere cosi' i propri nemici), ma da qui a ritenere che il resto del mondo sia una "galassia da spiare" (tanto qualcosa pur spuntera'!!!) ci passa l' oceano!!!! Eppure ritengo che grazie al percorso fatto, qualsiasi giovane avvocato che vince un concorso da procuratore sia "indotto" a prendere questo atteggiamento!!!! E poi, a nessuno e' venuto in mente di interrogarsi ed agire sulla regolarita' e trasparenza di questi concorsi?????? Non e' che siano gestiti dalla stessa Casta alla quale si vuole accedere???? Uno per tutti: come ha fatto un certo Di Pietro (che non parla neppure in corretto italiano) a vincere uno di questi concorsi?????????????????????????????????????

honhil

Gio, 05/03/2015 - 14:46

E’ la prova provata che le intercettazioni erano strategicamente fatte a strascico. Con l’obbiettivo di creare archivi segreti da gestire, poi, a proprio piacimento. Ma se qualcuno pensa che finalmente al Csm e all’Anm qualcuno si svegli, ha riposto male le sue speranze. Le toghe è altro che sperano e a quest’altro si dedicano. Anima e corpo. Un esempio per tutti. Alla stazione centrale di Roma e Milano, nugoli di borseggiatori -«Si tratta, quasi sempre, di rom (non è un pregiudizio né un giudizio: è un fatto) », scrive Beppe Severgnini-, ogni giorno fanno affari d’oro. Anche perché quando vengono colti sul fatto, il tempo di portarli nel posto di polizia e sono subito fuori. Perché? Perché mancano le leggi per trattenerli, rispondono i soloni di turno. Ma nessuno di questi Archimede della giustizia, tuttavia, sa spiegare perché se un onesto cittadino ruba per fame una mela viene arrestato e lo fanno marcire in cella.

Libertà75

Gio, 05/03/2015 - 15:08

Che vergogna, si vede che sono ancora komunisti che si permettono di intercettare capi di Governo di paesi esteri (come il Papa)... poi hanno anche il coraggio di criticare Putin solo perché loro, ora, servono Obama.

lamwolf

Gio, 05/03/2015 - 15:35

Nessuno saprà mai quanti soldi pubblici sperperati per intercettazioni, telefoniche e ambientali, nessuno ma sono tanti tantissimo milioni di euro negli ultimi 20 anni. Poi non contiamo quelli per incastrare a tutti i costi Berlusconi allora siamo fuori con l'accuso.