Libri, passeggiate (e cappelli) Ecco la nuova vita di Ratzinger

Il Papa emerito abita nel monastero Mater Ecclesiae Prega e studia. E ama i copricapo che gli vengono donati

Roma - Ha scelto una vita di silenzio e di preghiera. E' entrato volontariamente in un cono d'ombra per «l'ultima tappa del suo cammino di pellegrino» affinché il suo successore non ne venisse danneggiato. Ha scandalizzato alcuni teologi con la sua «cessazione dall'ufficio di romano pontefice» e creato discussioni vibranti sul futuro stesso del Papato. Il mondo, però, non l'ha dimenticato e ieri, uno speciale Tg2 Dossier firmato da Giovan Battista Brunori ha raccontato in maniera approfondita «la nuova vita del Papa teologo».

Joseph Ratzinger compirà domani 92 anni. Sono passati sei anni dalle sue dimissioni. Bersaglio di feroci accuse, definito «Panzerkardinal», arcigno custode della fede, con il passare degli anni è stato profondamente rivalutato, con l'emersione del vero profilo di un papa teologo capace di proiettare la Chiesa nella modernità.

Il vaticanista Brunori, accompagnato da Padre Georg, è entrato nel monastero Mater Ecclesiae in cui Ratzinger vive in Vaticano, ha visitato la cappella dove celebra ogni giorno la Messa, l'orto, le celle per la notte, la stanza riservata al fratello. «E' un uomo di 92 anni, lucidissimo» racconta l'arcivescovo Georg Ganswein «in pace con se stesso e con il Signore. É una persona molto tranquilla. Certo le forze fisiche sono diminuite. Con gli acciacchi nelle gambe, ma come dice lui è meglio avere nella testa molto chiara la situazione».

Padre Georg racconta anche la sua vita divisa a metà tra il Papa regnante e quello emerito. «All'inizio, di fronte a una situazione così nuova era difficile trovare l'equilibrio. Io abito qui con lui, la mattina c'è la messa alle 7 e mezza a cui partecipano le memores, Papa Benedetto e io. Dopo la Messa c'è il breviario, la colazione e poi io scendo al Palazzo Apostolico e accompagno Papa Francesco per le udienze, poi torno per il pranzo alle 13.30, una piccolissima passeggiata sulla terrazza e poi il riposo. Dopo accompagno il Santo Padre nei Giardini Vaticani dove fa una piccola passeggiata e dopo il Rosario. Alle 19 e 30 la cena, il telegiornale e poi il Santo Padre si ritira. Lui continua a studiare, scrivere lettere e leggere».

Oggi il Papa emerito non veste un abito da vescovo, ma un abito bianco talare semplice. Gli piace parlare con le persone, si innamora dei cappelli che gli portano, si ricorda i compleanni delle persone. In questo racconto intimo entra anche il rapporto con Papa Francesco. Il Cardinale Julián Herranz racconta che i due Papi «soffrono quando si cerca di giocare con loro e manipolarli per portarli da una o dall'altra parte. Papa Benedetto ha una profonda stima del successore, loro due sono come un diamante con tante sfaccettature. Facendolo girare la luce ne fa splendere di più una, la ricchezza del magistero da una parte, la carità dall'altra. Ma Papa Benedetto non discute mai con Papa Francesco dei problemi di governo della Chiesa, è attentissimo». Il documentario si conclude con un ricordo di Padre Georg dell'ultimo giorno di pontificato. «Scese dalla terza loggia, dall'appartamento, spegnendo la luce dietro di sé, al cortile San Damaso lo aspettava la macchina per l'aeroporto per andare a Castel Gandolfo. Un momento duro, doloroso». Un passaggio vissuto con straordinaria serenità dal Papa in cui, per dirla con Brunori, Benedetto XVI manifestò «il coraggio di mostrarsi debole e di vivere il papato come servizio, non come un potere».

Commenti

michele lascaro

Lun, 15/04/2019 - 09:33

Mi auguro che Dio lo faccia vivere a lungo. solo la Sua Parola può essere di conforto a tanti cattolici traditi.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Lun, 15/04/2019 - 09:47

Sono sempre più convinto che a parte gli hobby del Papa Emerito, lui "vigili sull'operato del Papa titolare". Non per nulla non si è mai allontanato dal Vaticano. Infatti risiede nel "monastero Mater Ecclesiae" situato all'interno della Città del Vaticano, nei Giardini Vaticani, vicino alla Fontana dell'Aquilone. Una sua discreta presenza, quasi un'ombra che "segue" Bergoglio. Bene, molto bene..

DRAGONI

Lun, 15/04/2019 - 10:50

IL PROBLEMA NON SONO I CAPPELLI MA IL CONTENUTO CHE E' NELLA SOTTOSTANTE TESTA COPERTA ED ORNATA DAI CAPPELLI!

Ritratto di beatoangelico

beatoangelico

Lun, 15/04/2019 - 11:07

Il Papa è Benedetto XVII° che di questo ne è pienamente consapevole. Non esiste nessun "abito bianco talare semplice" perché il bianco è colore esclusivamente papale. Bergoglio non ha nessuna legittimazione, tantomeno teologica visto che solo la morte estingue il mandato pettino considerato che il rito è definitivo, e metafisicamente non possono coesistere due primati.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Lun, 15/04/2019 - 11:44

Dragoni: commento condivisibile. Ha letto il libro di Benedetto XVI° "Gesù di Nazaret"? Se non lo ha fatto e lo farà, scoprirà che mente lucida e che fine teologo è Ratzinger. Non per nulla è stato il card. prediletto di Papa Giovanni Paolo II°. Buona giornata.

VittorioMar

Lun, 15/04/2019 - 11:55

..BENEDETTO XVI° ha troppo RISPETTO PER LA "SUA" CHIESA CATTOLICA e per i suoi DOGMI ma ...se parlasse un po' di più e non lo CENSURASSERO...saprebbe parlare al CUORE e all'ANIMA dei CATTOLICI...invece della CONFUSIONE ODIERNA (EBRAICOMUSULMANCATTOLICI...)....MARASMA CONFUSIONALE MENTALE INSOPPORTABILE !!

mich123

Lun, 15/04/2019 - 13:11

Le esibizioni dei Papi sono sempre commentate in lungo e in largo dai vaticanisti di servizio. La realtà é che, come tutti i mortali, i Papi se ne vanno. Coi loro acciacchi e le loro delusioni. Restano i problemi.

maurizio-macold

Lun, 15/04/2019 - 13:41

Ho sempre apprezzato papa Ratzinger e continuo a farlo, ma non ho per niente condiviso il contenuto del suo manifesto sulla pedofilia. La pedofilia e' SEMPRE esistita, fin dai tempi di Roma caput mundi ed anche prima, e non e' certo stata sdoganata nel 1968 dalla sinistra. Per la precisione.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 15/04/2019 - 13:42

Ogni Pontefice dovrebbe ergersi a baluardo della volontà divina, costruendo solidi muri contro il demonio. Dei comandamenti di non desiderare la roba/donna d'altri, sottolineati da Gesù nel "Padre nostro" trattando di debiti e debitori, comandamenti disobbediti e fatti disobbedire dal Paolo6, col diabolicamente perseverante Bergoglio, che addirittura avrebbe "santificato" il Montini, Papa Benedetto di nome e di fatto rappresenta un'eccezione di santa normalità. Lunga vita a BENEDETTO.

Ritratto di Marcello.508

Marcello.508

Mar, 16/04/2019 - 13:08

maurizio-macold - 13:41 "Della fisionomia della Rivoluzione del 1968 fa parte anche il fatto che la pedofilia SIA STATA DIAGNOSTICATA COME PERMESSA E CONVENIENTE. Quantomeno per i giovani nella Chiesa, ma non solo per loro, questo fu per molti versi un tempo molto difficile. Mi sono sempre chiesto come in questa situazione i giovani potessero andare verso il sacerdozio e accet­tarlo con tutte le sue conseguenze. Il diffuso collasso delle vocazioni sa­cerdotali in quegli anni e l’enorme numero di dimissioni dallo stato cle­ricale furono una conseguenza di tutti questi processi." Basta questo virgolettato per smentire sue illazioni.