Licenziate 500 maestre senza diploma

La sentenza del Consiglio di Stato. I sindacati: «A rischio altre 1.300»

Ogni anno sempre la stessa storia. Le insegnanti che mancano. I presidi che cambiano. I posti vacanti. Le cattedre scoperte. Quest'anno si aggiungono i docenti licenziati, quelli con il solo diploma magistrale che sono tornati precari. E ora pure le insegnanti che il diploma magistrale ce l'hanno ma non hanno la laurea. Con Bussetti che doveva assumerne oltre 58mila, ora rischiano di saltarne 55mila.

Anzi denunciano i sindacati Anief: «a pochi giorni dall'inizio dell'anno scolastico entra nel vivo la caccia al supplente. Sarà una vera impresa, perché si tratterà di sistemare almeno la metà delle 53.627 nomine a tempo indeterminato andate deserte». Quelle stesse supplenti che per anni hanno coperto i buchi. Sempre precarie. Sempre in ansia. Mai stabilizzate. Quelle stesse insegnanti che avevano fatto ricorso per un lavoro a tempo indeterminato, ma che ora per la sentenza del Consiglio di Stato vedono i propri contratti stracciati.

In Veneto le maestre senza laurea già licenziate in Veneto ammonterebbero a cinquecento e altre mille e trecento rischiano di restarsene a casa. Il problema è che molti insegnanti sono in possesso sì di diploma magistrale ma non hanno la laurea in Scienze della Formazione primaria e quindi non possono insegnare. In Veneto sono circa settemila le maestre senza laurea che da anni però insegnano nelle scuole primarie e in quelle dell'infanzia. Dopo il ricorso, avevano ottenuto una riserva, cioè vagavano in attesa che i giudici si pronunciassero. Ora che i giudici si sono pronunciati, le prime lettere di licenziamento sono arrivate. In Veneto ora mancano 7821 insegnanti, di cui 2284 di sostengo.

Sul caso è intervenuto l'assessore regionale all'Istruzione e Formazione, Elena Donazzan. «Alla strutturale mancanza di programmazione nella scuola, a cui nessun governo ha saputo porre rimedio - dice si aggiunge quest'anno il problema degli insegnanti precari storici, o entrati di recente in ruolo, che sono stati cancellati dalle graduatorie, come il caso dei diplomati magistrali, e che tornano più precari di prima, inseriti nelle sole graduatorie di istituto che non possono dare la prospettiva dell'entrata in ruolo».