L'idea degli Steve Jobs d'Italia: un'app per prenotare i rifugi

Nel parco tecnologico di Bolzano il concorso sul software libero premia tre studenti dell'università di Trento

Bolzano C'è una specie di Silicon Valley italiana nel cuore di Bolzano. Un super parco tecnologico derivato da quella che era una fabbrica costruita nel 1937, nel periodo d'oro del processo di italianizzazione dell'Alto Adige. All'epoca, il governo italiano aveva deciso che la strada per l'industrializzazione del Sud Tirolo dovesse partire da questa megastruttura.

Oggi non c'è più la vecchia fabbrica, quella che importava bauxite sarda e produceva alluminio, anche se l'architettura è stata mantenuta in un mix tra elementi architettonici moderni ed elementi storici dell'epoca. Qui, nel periodo di attività industriale, hanno lavorato oltre 1800 persone. Negli anni '60, '70 e '80 la produzione è diminuita progressivamente, fino a fermarsi del tutto. Poi, negli anni '90 la struttura è stata abbandonata.

Ora, a cavallo tra la vecchia architettura fascista e le costruzioni super moderne e green, c'è uno spazio enorme. È il Noi Techpark di Bolzano, che ha compiuto un anno a ottobre. Un palazzo nero ricorda il monolite di 2001 Odissea nello Spazio e mescola il vecchio al nuovo. La Wasserturm, la vecchia torre idrica che riforniva la fabbrica, è diventata uno strumento per la climatizzazione del parco tecnologico. Noi Techpark è grande 12 ettari e ospita ricercatori, laboratori, incubatori di start-up e istituti di ricerca. L'intero edificio è sotto tutela dei beni architettonici. Per ora il progetto complessivo è stato costruito al 20 per cento, con finanziamenti pubblici, ed è costato 100 milioni di euro.

Nel 2013 il bando internazionale di architettura è stato vinto da uno studio inglese, Chapman Taylor, e dall'architetto Lucchin, che hanno collaborato per costruire e recuperare gli edifici storici. Per la costruzione ci sono voluti due anni e tre mesi: un tempo record. Il restante 80 per cento dello spazio sarà finanziato da investitori privati e ospiterà anche la nuova sede dell'Università di Bolzano.

Il week end scorso ci sono stati due eventi legati al software libero. Oltre 500 persone hanno partecipato alla 18esima edizione della South Tyrol Free Software Conference, la più grande conferenza italiana sull'open software con ospiti come Wolfgang Burtscher, direttore generale del dipartimento ricerca e innovazione della Commissione Europea, e Josh Simmons, di Google Usa. E c'è stata anche una maratona di idee innovative, aperta a studenti e super nerd: il Vertical Innovation Hackaton. Una gara tecnologica di cervelli di 24 ore che ha coinvolto 100 ragazzi e sviluppatori di software open, con partecipazione di programmatori di Google e Facebook. I ragazzi hanno dovuto competere inventandosi strategie ecosostenibili sviluppate attraverso la programmazione informatica. A vincere la gara sono stati tre studenti dell'Università di Trento (Carlotta Tagliaro, Francesco Ballerin e Alberto Bombardelli) che hanno creato un sistema per riuscire a prenotare i bivacchi di montagna attraverso un portale web ideato durante la maratona. Il premio? La possibilità di presentare il loro progetto in Silicon Valley.

A un anno dall'inaugurazione con l'ex ministro Boschi, il parco è il regno delle contaminazioni tecnologiche. Improntato su ottica ambientale e ecosostenibile. Pannelli solari e ricircolo dell'acqua per il riscaldamento e mezzi a idrogeno/elettrici per raggiungere il parco: l'intero quartiere è diventato uno zero emission building. Nei laboratori di Noi Techpark, le aree di ricerca sono diverse: si va dalla tecnologia e all'innovazione nell'Ict, dall'ecosostenibilità alle energie verdi, dall'agroalimentare alle tecnologie di sviluppo alpine. La chiave innovativa di questo posto è la fusione tra centri di ricerca, aziende e talenti.

Il parco tecnologico e scientifico ospita 32 start-up, 28 tech companies e 30 centri di ricerca e sviluppo. Ed è in espansione: a fine anno entreranno altre 20 aziende. Per le aziende è importante stare vicino ai giovani talenti: hanno capito l'importanza di riuscire a trasferire il know how tecnologico a personale altamente qualificato. D'altro canto, dalle contaminazioni e dagli incontri tra diversi mondi nasce sempre qualcosa di interessante.