"Lifeline qui non sbarca" Nuovo scontro con Malta

Da Roma richiesta ufficiale, La Valletta non cede: «Non c'è pericolo imminente». Toninelli: disumani

Un nuovo caso Aquarius, solamente un po' più complicato. La nave Lifeline, che giovedì mattina aveva preso a bordo 224 profughi («in acque internazionali» - dicono loro - mentre Italia e Libia li accusano di aver interferito nelle operazioni di soccorso della guardia costiera libica in acque libiche) nella mattinata di ieri ha navigato lentamente verso Malta dopo aver soccorso nella notte un altro gommone in difficoltà incrociato lungo la rotta. E quindi a quel punto i migranti stipati su un'imbarcazione che teoricamente potrebbe trasportare 50 persone sono saliti a 239.

«Un aereo dell'agenzia europea Frontex si sta recando nell'area in cui si trova la Lifeline - ha annunciato Danilo Toninelli -, e una volta verificato che si trova in acque maltesi Frontex farà partire una richiesta a La Valletta perché apra i porti». Al ministro delle Infrastrutture ha poi fatto eco Matteo Salvini indicando ai maltesi anche come procedere: «La nave dovrà essere sequestrata e il suo equipaggio arrestato per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina».

Sì, perché questa è la differenza sostanziale col caso Aquarius: capire se la Lifeline, che batte bandiera olandese, sia o meno iscritta nel registro nautico dei Paesi Bassi. Secondo Amsterdam no, mentre ieri mattina la Ong tedesca ha pubblicato su Twitter un documento che ne certificherebbe la provenienza. Caso risolto? Mica tanto, perché il documento riguarda la registrazione presso una federazione velistica olandese come nave da diporto, mentre sul portale dell'Imo (l'Organizzazione marittima internazionale) risulta registrata come search&rescue. L'indagine di bandiera da parte dell'Italia andrà avanti, quindi la questione rimane aperta.

Nel frattempo però la priorità è trovarle un approdo e a quel punto è iniziato un nuovo round tra Italia e Malta. «La Valletta non può evitare di assumersi una responsabilità umanitaria», ha incalzato Toninelli. «Né la Lifeline né Roma ci hanno trasmesso una richiesta formale», la replica dei maltesi. Una volta inoltrata la richiesta da parte della Capitaneria di porto intorno all'ora di pranzo Toninelli è poi tornato alla carica: «Roma non sta coordinando l'operazione e la nave si trova nell'area di soccorso maltese, quindi aprano i porti e salvino vite umane come finora ha fatto solo l'Italia. E a Lifeline dico abbiate senso di responsabilità e si dirigetevi verso Malta, altrimenti la nave verrà sequestrata». Richieste cadute nel vuoto, visto che La Valletta non si ritiene competente e ha dato la sua disponibilità solo a un soccorso mirato a pochi casi di prima emergenza. Per Malta non esiste un pericolo imminente. «Assurdo, la loro disumanità è lo specchio dell'Europa», il commento finale di Toninelli. In serata si è fatto sentire pure Salvini: «Tranquilli che in Italia non arriva, a casa mia le navi fantasma che hanno arricchito i trafficanti di uomini non entrano»

In mezzo ai due fuochi, come di consueto, un carico di vite. «La gente ha avuto coperte, cibo e assistenza medica dai nostri medici e infermieri - ha spiegato il portavoce della Ong -, fortunatamente non ci sono feriti gravi ma a causa di stupri, torture e schiavitù nessuno è in buone condizioni». Non è escluso che, come nel caso della Aquarius, la loro destinazione finale possa essere la Spagna: il ministero degli Esteri iberico infatti è in contatto con Malta, Italia e Francia per trovare una soluzione.

A proposito di Spagna e di Aquarius, 28 minorenni che erano sbarcati da quella nave e che poi erano stati trasferiti in un centro di accoglienza ad Alicante, sono scappati. Sedici li hanno rintracciati nei dintorni, per gli altri 12 continuano le ricerche. In mare o sulla terraferma, insomma, la questione profughi è più aperta che mai. Il tutto a poche ore dal mini summit europeo di Bruxelles in cui teoricamente il tema dell'immigrazione è all'ordine del giorno.