L'interferenza che Bergoglio non ha gradito

Il testo sarebbe stato concordato con Francesco. Molti segnali dicono di no

Il «nonno saggio in casa» - così l'ha più volte definito papa Francesco ha battuto un colpo. E che colpo. Il testo di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa è un documento lucidissimo, altro che «appunti» come li chiama lui: 18 pagine, quasi 40mila battute, una bozza di enciclica. Una testimonianza drammatica, con denunce impressionanti che, oltre alle derive culturali ed etiche del Sessantotto, colpiscono la Chiesa degli ultimi 50 anni. Non direttamente il Vaticano, ma seminari, episcopati, teologi: cattivi maestri di cui Ratzinger fa nomi e cognomi. C'è una critica pesantissima sul «garantismo» ingiustificato di vaste correnti teologiche. Un documento in «ratzingerese» puro dove riappaiono i «valori non negoziabili» e i «beni indisponibili» e si depreca che l'Europa abbia perso le radici cristiane.

Ma è un duro atto d'accusa anche verso la Chiesa di oggi, non soltanto quella del passato. Ratzinger lamenta la disaffezione alla messa, l'abbandono dei sacramenti, la perdita della fede. «Come ha potuto la pedofilia raggiungere una dimensione del genere?», si chiede. E risponde: «In ultima analisi il motivo sta nell'assenza di Dio. Anche noi cristiani e sacerdoti preferiamo non parlare di Dio». E indica, come esempio da seguire, i nuovi martiri contemporanei: «È pigrizia del cuore non volere accorgersi di loro».

Ratzinger racconta di avere elaborato i suoi appunti prima della riunione dei vescovi del 21-24 febbraio. L'intento era «fornire qualche indicazione che potesse essere di aiuto in questo momento difficile». Ma del suo approfondimento, che è storico, culturale, teologico ed ecclesiale, non c'è stata traccia nei lavori di quei tre giorni. Ratzinger ha allora ritenuto giusto pubblicare il suo testo «a seguito di contatti con il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e con lo stesso Santo Padre». Oltre a questo passaggio, Benedetto cita Francesco soltanto un'altra volta, nell'ultima riga, per ringraziarlo.

Fila tutto liscio tra i due uomini vestiti di bianco, regnante ed emerito? Non sembrerebbe. La diffusione del testo avrebbe creato imbarazzo a Santa Marta perché appare come un puntello, non richiesto, a un magistero considerato non sufficientemente chiaro e approfondito. Un sostegno storico e teologico a una riunione tra papa e vescovi poco efficace. Si potrebbe anche pensare che i due papi lavorino in tandem, e che l'emerito si sia permesso di dire quello che l'altro è costretto a tacere. Un gioco di sponda. Invece no, come dimostra l'accoglienza dei media ecclesiastici al testo ratzingeriano.

Vatican News ospita un breve sunto. Il sito di Avvenire non ne parla per niente, mentre la vaticanista del quotidiano dei vescovi, Stefania Falasca, amica personale di Bergoglio, ha pubblicato due tweet inequivocabili contro Ratzinger citando altrettanti articoli del Direttorio per i vescovi dal titolo Apostolorum successores. «Il Vescovo emerito avrà cura di non interferire in nulla nella guida della diocesi ed eviterà ogni atteggiamento e rapporto che potrebbe dare anche solo l'impressione di costituire quasi un'autorità parallela a quella del Vescovo reggente», è il primo tweet. Ratzinger è vescovo emerito di Roma.

Il secondo è giunto quattro ore dopo, se la tirata d'orecchi non fosse stata sufficientemente chiara: «Per l'unità pastorale il Vescovo emerito svolgerà la sua attività sempre in pieno accordo e in dipendenza dal Vescovo in modo che tutti comprendano chiaramente che solo quest'ultimo è capo e primo responsabile del governo della diocesi». Quella di Benedetto, insomma, è considerata un'interferenza, un magistero parallelo che rischia di oscurare quello di Francesco.

Commenti

michele lascaro

Ven, 12/04/2019 - 09:45

Bergoglio può anche non gradire. L'importante è che gradiamo noi, di scarsa levatura, ma fedeli all'uso antico.

Giorgio Colomba

Ven, 12/04/2019 - 09:48

Il quotidiano dei vescovi ha un grande Avvenire dietro le spalle.

i-taglianibravagente

Ven, 12/04/2019 - 09:50

Queste sono lettere da Papa. Quando un Papa parla scuote il mondo, se dice quello che deve dire e come lo deve dire.

tosco1

Ven, 12/04/2019 - 10:37

"Bergoglio non gradisce" è tutto un programma. Mi sono scattate in mente minimo 12 pagine dei suoi "non gradimenti e dei suoi gradimenti". Ne viene fuori un pensiero tutto suo personale.Giuro che stanotte l'ho sognato. L'ho visto nella sua stanza che si toglieva l'abito bianco , e in pantaloni e maglione , ha preso una bicicletta sul piazzale antistante e, pedalando , verso via della Conciliazione, è sparito alla mia vista. Strano,perchè io non sogno praticamente mai.

Luigi Farinelli

Ven, 12/04/2019 - 11:25

Spero che Papa Ratzinger continui a inviare lettere di denuncia. Bergoglio pare l'apripista del relativismo eico nella Chiesa cattolica (basti riandare all'incredibile risposta alla lettera di Scalfari). E il problema della pedofilia non deve essere sviato per cercare il marcio solo all'interno del clero (qui i colpevoli dovrebbero ricevere pena doppia) ma dell'intera società civile occidentale, entro la quale la progressione esponenziale della pedofilia e del laicismo più abbietto (degno dei Catari o della Repubblica anarchica spagnola negli anni '30) ormai traboccano ma si fa finta che rientri tutto nell'ambito dei "nuovi diritti" e del garantismo onnipresente. Da decenni ormai la sinistra sta tentando di sbolognare la pedofilia, usando gli stessi metodi usati per omosessualismo e aborto: cifre truffaldine e plagio graduale dell'opinione pubblica. E l'intera società civile occidentale privata dei valori assoluti di riferimento sta andando in putrefazione.

kennedy99

Ven, 12/04/2019 - 11:54

certo carissimo bergoglio quando uno dice la verità non è gradito. ti capisco perfettamente caro bergoglio. e come se ti capisco.

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 12/04/2019 - 13:22

Mediaticamente è cominciata la propaganda per l'otto per mille, ed ecco che l'impresentabile Bergoglio scompare, e parla il Papa Benedetto... Di nome e di fatto.