Nomine Ue, l'ira dei leghisti: patto segreto tra 5 Stelle e Pd

La tensione allentata sulla questione conti non restituisce totale serenità alla maggioranza. Ci sono da dipanare i nodi relativi ad alcune nomine. Quella di vicepresidente dell'Europarlamento è già diventato materia di scontro sotterraneo tra leghisti e grillini. L'europarlamentare del Carroccio Mara Bizzotto, mancato l'obiettivo, tuonava contro le elite di Bruxelles. Ma poi la poltrona è andata a Fabio Massimo Castaldo, grillino di lungo corso a Bruxelles. E tra i leghisti è nato il sospetto di un inciucio tra M5s e Pd per arrivare alla nomina di Castaldo. Sospetto rinforzato dal fatto che il Movimento aveva dato libertà di coscienza ai suoi europarlamentari per quel che riguarda il voto per la presidenza che ha poi premiato proprio un uomo del Pd, David Sassoli. In tema di nomine del resto anche a Roma c'è stato uno stop: Salvini è entrato mercoledì sera al vertice con il nome di Lorenzo Fontana come ministro per gli Affari europei, ma non c'è stato accordo. La Lega avrebbe dunque riproposto Alberto Bagnai, ma pare difficile l'economista no euro possa avere l'avallo di Conte e soprattutto del Quirinale. Anche perché i commissari devono superare il vaglio dell'Europarlamento. Ecco perché potrebbe tornare in campo Giancarlo Giorgetti. L'alternativa potrebbe essere l'ex direttore del Dis Giampiero Massolo.