L'islam usa la spada non la ragione. Così Ratzinger ci aveva avvertiti

La lectio magistralis tenuta dall'allora Pontefice nel 2006 aveva squarciato il velo sulla vera natura del Corano Benedetto XVI fu accusato dalla stampa di islamofobia, ma dieci anni dopo le sue parole appaiono profetiche

Pubblichiamo ampi stralci della lectio magistralis «Fede, ragione e università - Ricordi e riflessioni». L'orazione è stata tenuta da papa Benedetto XVI il 12 settembre 2006 all'università di Regensburg (Ratisbona) durante il suo viaggio apostolico in Baviera. Un discorso profetico nel quale il Pontefice toccava i temi del rapporto tra il cristianesimo e l'islam, parlando anche di jihad. Citando un teologo e la sua analisi di un dialogo tra un dignitario persiano e l'imperatore bizantino del XII-XIII secolo, si parla dell'«irrazionalità» della guerra di religione propugnata da Maometto. La lezione provocò molto clamore e scatenò dure polemiche nei confronti di Ratzinger, ma aprì uno squarcio sulla natura dei rapporti tra le due religioni e sulla vera essenza del Corano. Un documento che risulta ancora più attuale ed efficace.

Illustri Signori, gentili Signore!

È per me un momento emozionante stare ancora una volta sulla cattedra dell'Università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l'Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all'università di Bonn. Era nel 1959 ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari.

(...)

L'Università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch'esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del «tutto» dell'universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra Università c'era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva. Di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell'insieme dell'Università, era una convinzione indiscussa.

Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d'inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi probabilmente l'imperatore stesso ad annotare, durante l'assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non le risposte dell'erudito persiano. Il dialogo si estende su tutto l'ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull'immagine di Dio e dell'uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le «tre Leggi»: Antico Testamento, Nuovo Testamento e Corano. Vorrei toccare in questa lezione solo un argomento piuttosto marginale nella struttura del dialogo che, nel contesto del tema «fede e ragione», mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.

Nel settimo colloquio (controversia) edito dal professor Khoury, l'imperatore tocca il tema della jihad (guerra santa). Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2,256 si legge: «Nessuna costrizione nelle cose di fede». È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il «Libro» e gli «increduli», egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: «Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». L'imperatore spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. «Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione (logos) è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte».

L'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. Theodore Khoury commenta: per l'imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest'affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un'opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazn si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l'uomo dovrebbe praticare anche l'idolatria.

Qui si apre, nella comprensione di Dio e quindi nella realizzazione concreta della religione, un dilemma che oggi ci sfida in modo molto diretto. La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco o vale sempre e per se stesso? Io penso che in questo punto si manifesti la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia. Modificando il primo versetto del Libro della Genesi, Giovanni ha iniziato il prologo del suo Vangelo con le parole: «In principio era il verbo», ovvero il logos. È questa proprio la stessa parola che usa l'imperatore: Dio agisce con logos. Logos significa insieme ragione e parola: una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l'evangelista. L'incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso. La visione di San Paolo, davanti al quale si erano chiuse le vie dell'Asia e che, in sogno, vide un Macedone e sentì la sua supplica: «Passa in Macedonia e aiutaci!» (cfr At 16,6-10), questa visione può essere interpretata come una «condensazione» della necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l'interrogarsi greco.

In realtà, questo avvicinamento ormai era avviato da molto tempo.

(...)

Con questa nuova conoscenza di Dio va di pari passo una specie di illuminismo, che si esprime in modo drastico nella derisione delle divinità che sono soltanto opera delle mani dell'uomo (cfr Sal 115). Così, nonostante tutta la durezza del disaccordo con i sovrani ellenistici, che volevano ottenere con la forza l'adeguamento allo stile di vita greco e al loro culto idolatrico, la fede biblica, durante l'epoca ellenistica, andava interiormente incontro alla parte migliore del pensiero greco, fino ad un contatto vicendevole che si è poi realizzato specialmente nella tarda letteratura sapienziale. Oggi noi sappiamo che la traduzione greca dell'Antico Testamento - la «Settanta», realizzata in Alessandria - è più di una semplice (da valutare forse in modo poco positivo) traduzione del testo ebraico: è infatti una testimonianza testuale a se stante e uno specifico importante passo della storia della Rivelazione, nel quale si è realizzato questo incontro in un modo che per la nascita del cristianesimo e la sua divulgazione ha avuto un significato decisivo. Nel profondo, vi si tratta dell'incontro tra fede e ragione, tra autentico illuminismo e religione. Partendo veramente dall'intima natura della fede cristiana e, al contempo, dalla natura del pensiero ellenistico fuso ormai con la fede, Manuele II poteva dire: non agire «con il logos» è contrario alla natura di Dio.

Per onestà bisogna annotare a questo punto che, nel tardo Medioevo, si sono sviluppate nella teologia tendenze che rompono questa sintesi tra spirito greco e spirito cristiano. In contrasto con il cosiddetto intellettualismo agostiniano e tomista iniziò con Duns Scoto una impostazione volontaristica, la quale alla fine portò all'affermazione che noi di Dio conosceremmo soltanto la voluntas ordinata. Al di là di essa esisterebbe la libertà di Dio, in virtù della quale Egli avrebbe potuto creare e fare anche il contrario di tutto ciò che effettivamente ha fatto. Qui si profilano delle posizioni che, senz'altro, possono avvicinarsi a quelle di Ibn Hazn e potrebbero portare fino all'immagine di un Dio-Arbitrio, che non è legato neanche alla verità e al bene. La trascendenza e la diversità di Dio vengono accentuate in modo così esagerato, che anche la nostra ragione, il nostro senso del vero e del bene non sono più un vero specchio di Dio, le cui possibilità abissali rimangono per noi eternamente irraggiungibili e nascoste dietro le sue decisioni effettive. In contrasto con ciò, la fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata esista una vera analogia, in cui certo le dissomiglianze sono infinitamente più grandi delle somiglianze, non tuttavia fino al punto da abolire l'analogia e il suo linguaggio (cfr Lat IV). Dio non diventa più divino per il fatto che lo spingiamo lontano da noi in un volontarismo puro ed impenetrabile, ma il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore. Certo, l'amore «sorpassa» la conoscenza ed è per questo capace di percepire più del semplice pensiero (cfr Ef 3,19), tuttavia esso rimane l'amore del Dio-logos, per cui il culto cristiano è logike latreia, un culto che concorda con il Verbo eterno e con la nostra ragione (cfr Rm 12,1).

Il qui accennato vicendevole avvicinamento interiore, che si è avuto tra la fede biblica e l'interrogarsi sul piano filosofico del pensiero greco, è un dato di importanza decisiva non solo dal punto di vista della storia delle religioni, ma anche da quello della storia universale un dato che ci obbliga anche oggi. Considerato questo incontro, non è sorprendente che il cristianesimo, nonostante la sua origine e qualche suo sviluppo importante nell'Oriente, abbia infine trovato la sua impronta storicamente decisiva in Europa. Possiamo esprimerlo anche inversamente: questo incontro, al quale si aggiunge successivamente ancora il patrimonio di Roma, ha creato l'Europa e rimane il fondamento di ciò che, con ragione, si può chiamare Europa.

Alla tesi che il patrimonio greco, criticamente purificato, sia una parte integrante della fede cristiana, si oppone la richiesta della dis-ellenizzazione del cristianesimo: una richiesta che dall'inizio dell'età moderna domina in modo crescente la ricerca teologica. Visto più da vicino, si possono osservare tre onde nel programma della dis-ellenizzazione: pur collegate tra di loro, esse tuttavia nelle loro motivazioni e nei loro obiettivi sono chiaramente distinte l'una dall'altra.

La dis-ellenizzazione emerge dapprima in connessione con i postulati fondamentali della Riforma del XVI secolo. (...) Così la fede non appariva più come vivente parola storica, ma come elemento inserito nella struttura di un sistema filosofico. Il «sola Scriptura» invece cerca la pura forma primordiale della fede, come essa è presente originariamente nella Parola biblica. La metafisica appare come un presupposto derivante da altra fonte, da cui occorre liberare la fede per farla tornare ad essere totalmente se stessa. Con la sua affermazione di aver dovuto accantonare il pensare per far spazio alla fede, Kant ha agito in base a questo programma con una radicalità imprevedibile per i riformatori. Con ciò egli ha ancorato la fede esclusivamente alla ragione pratica, negandole l'accesso al tutto della realtà.

La teologia liberale del XIX e del XX secolo apportò una seconda onda nel programma della dis-ellenizzazione: di essa rappresentante eminente è Adolf von Harnack. Durante il tempo dei miei studi, come nei primi anni della mia attività accademica, questo programma era fortemente operante anche nella teologia cattolica. Come punto di partenza era utilizzata la distinzione di Pascal tra il Dio dei filosofi ed il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. (...)Come pensiero centrale appare, in Harnack, il ritorno al semplice uomo Gesù e al suo messaggio semplice, che verrebbe prima di tutte le teologizzazioni e, appunto, anche prima delle ellenizzazioni: sarebbe questo messaggio semplice che costituirebbe il vero culmine dello sviluppo religioso dell'umanità. Gesù avrebbe dato un addio al culto in favore della morale. In definitiva, Egli viene rappresentato come padre di un messaggio morale umanitario. Lo scopo di ciò è in fondo di riportare il cristianesimo in armonia con la ragione moderna, liberandolo, appunto, da elementi apparentemente filosofici e teologici, come per esempio la fede nella divinità di Cristo e nella trinità di Dio. In questo senso, l'esegesi storico-critica del Nuovo Testamento sistema nuovamente la teologia nel cosmo dell'Università: teologia, per Harnack, è qualcosa di essenzialmente storico e quindi di strettamente scientifico. Ciò che essa indaga su Gesù mediante la critica è, per così dire, espressione della ragione pratica e di conseguenza anche sostenibile nell'insieme dell'Università. In sottofondo c'è l'autolimitazione moderna della ragione, espressa in modo classico nelle «critiche» di Kant, nel frattempo però ulteriormente radicalizzata dal pensiero delle scienze naturali.

(...)

Per il momento basta tener presente che, in un tentativo alla luce di questa prospettiva di conservare alla teologia il carattere di disciplina «scientifica», del cristianesimo resterebbe solo un misero frammento. Ma dobbiamo dire di più: è l'uomo stesso che con ciò subisce una riduzione. Poiché allora gli interrogativi propriamente umani, cioè quelli del «da dove» e del «verso dove», gli interrogativi della religione e dell'ethos, non possono trovare posto nello spazio della comune ragione descritta dalla «scienza» e devono essere spostati nell'ambito del soggettivo. Il soggetto decide, in base alle sue esperienze, che cosa gli appare religiosamente sostenibile, e la «coscienza» soggettiva diventa in definitiva l'unica istanza etica. In questo modo, però, l'ethos e la religione perdono la loro forza di creare una comunità e scadono nell'ambito della discrezionalità personale. È questa una condizione pericolosa per l'umanità: lo constatiamo nelle patologie minacciose della religione e della ragione, patologie che necessariamente devono scoppiare, quando la ragione viene ridotta a tal punto che le questioni della religione e dell'ethos non la riguardano più. Ciò che rimane dei tentativi di costruire un'etica partendo dalle regole dell'evoluzione o dalla psicologia e dalla sociologia, è semplicemente insufficiente.

Prima di giungere alle conclusioni alle quali mira tutto questo ragionamento, devo accennare ancora brevemente alla terza onda della dis-ellenizzazione che si diffonde attualmente. In considerazione dell'incontro con la molteplicità delle culture si ama dire oggi che la sintesi con l'ellenismo, compiutasi nella Chiesa antica, sarebbe stata una prima inculturazione, che non dovrebbe vincolare le altre culture. Queste dovrebbero avere il diritto di tornare indietro fino al punto che precedeva quella inculturazione per scoprire il semplice messaggio del Nuovo Testamento ed inculturarlo poi di nuovo nei loro rispettivi ambienti. Questa tesi non è semplicemente sbagliata; è tuttavia grossolana ed imprecisa. Il Nuovo Testamento, infatti, e stato scritto in lingua greca e porta in se stesso il contatto con lo spirito greco, un contatto che era maturato nello sviluppo precedente dell'Antico Testamento. Certamente ci sono elementi nel processo formativo della Chiesa antica che non devono essere integrati in tutte le culture. Ma le decisioni di fondo che, appunto, riguardano il rapporto della fede con la ricerca della ragione umana, queste decisioni di fondo fanno parte della fede stessa e ne sono gli sviluppi, conformi alla sua natura.

Con ciò giungo alla conclusione. Questo tentativo, fatto solo a grandi linee, di critica della ragione moderna dal suo interno, non include assolutamente l'opinione che ora si debba ritornare indietro, a prima dell'illuminismo, rigettando le convinzioni dell'età moderna. Quello che nello sviluppo moderno dello spirito è valido viene riconosciuto senza riserve: tutti siamo grati per le grandiose possibilità che esso ha aperto all'uomo e per i progressi nel campo umano che ci sono stati donati. L'ethos della scientificità, del resto, è volontà di obbedienza alla verità e quindi espressione di un atteggiamento che fa parte della decisione di fondo dello spirito cristiano. Non ritiro, non critica negativa è dunque l'intenzione; si tratta invece di un allargamento del nostro concetto di ragione e dell'uso di essa. Perché con tutta la gioia di fronte alle possibilità dell'uomo, vediamo anche le minacce che emergono da queste possibilità e dobbiamo chiederci come possiamo dominarle. Ci riusciamo solo se ragione e fede si ritrovano unite in un modo nuovo; se superiamo la limitazione autodecretata della ragione a ciò che è verificabile nell'esperimento, e dischiudiamo ad essa nuovamente tutta la sua ampiezza. In questo senso la teologia, non soltanto come disciplina storica e umano-scientifica, ma come teologia vera e propria, cioè come interrogativo sulla ragione della fede, deve avere il suo posto nell'università e nel vasto dialogo delle scienze.

Solo così diventiamo anche capaci di un vero dialogo delle culture e delle religioni un dialogo di cui abbiamo un così urgente bisogno. Nel mondo occidentale domina largamente l'opinione, che soltanto la ragione positivista e le forme di filosofia da essa derivanti siano universali. Ma le culture profondamente religiose del mondo vedono proprio in questa esclusione del divino dall'Universalità della ragione un attacco alle loro convinzioni più intime. Una ragione, che di fronte al divino è sorda e respinge la religione nell'ambito delle sottoculture, è incapace di inserirsi nel dialogo delle culture. E tuttavia, la moderna ragione propria delle scienze naturali, con l'intrinseco suo elemento platonico, porta in sé, come ho cercato di dimostrare, un interrogativo che la trascende insieme con le sue possibilità metodiche. Essa stessa deve semplicemente accettare la struttura razionale della materia e la corrispondenza tra il nostro spirito e le strutture razionali operanti nella natura come un dato di fatto, sul quale si basa il suo percorso metodico. Ma la domanda sul perché di questo dato di fatto esiste e deve essere affidata dalle scienze naturali ad altri livelli e modi del pensare, alla filosofia e alla teologia. Per la filosofia e, in modo diverso, per la teologia, l'ascoltare le grandi esperienze e convinzioni delle tradizioni religiose dell'umanità, specialmente quella della fede cristiana, costituisce una fonte di conoscenza; rifiutarsi ad essa significherebbe una riduzione inaccettabile del nostro ascoltare e rispondere. Qui mi viene in mente una parola di Socrate a Fedone. Nei colloqui precedenti si erano toccate molte opinioni filosofiche sbagliate, e allora Socrate dice: «Sarebbe ben comprensibile se uno, a motivo dell'irritazione per tante cose sbagliate, per il resto della sua vita prendesse in odio ogni discorso sull'essere e lo denigrasse. Ma in questo modo perderebbe la verità dell'essere e subirebbe un grande danno». L'Occidente, da molto tempo, è minacciato da questa avversione contro gli interrogativi fondamentali della sua ragione, e così può subire solo un grande danno. Il coraggio di aprirsi all'ampiezza della ragione, non il rifiuto della sua grandezza: è questo il programma con cui una teologia impegnata nella riflessione sulla fede biblica entra nella disputa del tempo presente. «Non agire secondo ragione (con il logos) è contrario alla natura di Dio», ha detto Manuele II, partendo dalla sua immagine cristiana di Dio, all'interlocutore persiano. È a questo grande logos, a questa vastità della ragione, che invitiamo nel dialogo delle culture i nostri interlocutori. Ritrovarla noi stessi sempre di nuovo, è il grande compito dell'Università.

Regensburg, 12 settembre 2006

Commenti
Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mer, 27/07/2016 - 10:29

Non tirate in ballo papi e preti solo quando vi fa comodo.

chebarba

Mer, 27/07/2016 - 10:38

spada per gli infedeli e per gli adepti indigenza, ignoranza (mancanza di istruzione e cultura), violenza e lavaggio del cervello, cosi governanti, imam, capi e capetti varie fazioni li tengono sotto il tallone

zingozongo

Mer, 27/07/2016 - 10:38

grandissimo ratzinger, aveva capito tutto !ma poi basta vedere la storia tutti gli assedi dei turchi,erano arrivati fino in austria,ma non e che soto sotto lo hanno mandato via perche non allineato col buonismo boldriniano pro immigrati ?solouna cosa non concordo , quando dice che dio non sparge sangue, se vedete le conferenza di mauro biglino cita come nei libri dell esodo e di cronache mose ordinasse massacri di donne e bambini ,per il resto grande ratzinger, magari tornasse al posto di bergoglio

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Mer, 27/07/2016 - 10:39

Ora qualcuno ci dimostrerà che Ratzinger aveva subito la nefasta influenza dei libri della Fallaci...

Mario.Franco.Ba...

Mer, 27/07/2016 - 10:41

Adesso ho capito, è dipeso tutto da me, se ascoltavo il papa meno abusivo, l'Europa si sarebbe salvata. E' come tanti che dicono se ci stava ancora Berlusconi, si stava meglio.

roseg

Mer, 27/07/2016 - 10:45

Anatema il significato etimologico della parola deriva dal greco ἀνάθημα (anathêma – letteralmente sospeso),ed è quello che è accaduto a Papa Ratzinger, dopo la lectio magistralis, per farla breve gli hanno imposto di togliersi dai cabasisi in base agli ordini della famiglia rothscild.

antipifferaio

Mer, 27/07/2016 - 10:46

l'AVER TOCCATO QUESTO TEMA è motivo per cui BENEDETTO XVI è stato LICENZIATO!!!!!

Ritratto di centocinque

centocinque

Mer, 27/07/2016 - 10:47

Grande!

scarface

Mer, 27/07/2016 - 10:49

E' sempre più evidente il motivo per cui Papa Benedetto XVI, il Papa, è stato costretto ad abdicare.

florio

Mer, 27/07/2016 - 10:56

Secondo gzorzi, è meglio mettere la testa sotto la sabbia e dire che va tutto bene, come fanno i compagni sinistrati suoi amici. Gli allarmi lanciati da chi conosceva bene il modo operandi dei musulmani, sono rimasti inascoltati, (Oriana Fallaci), oggi il problema si pone in maniera devastante, porvi rimedio è diventato impossibile, grazie all'insipienza della politica buonista e timorosa di offendere le bestie assassine, all'accoglienza senza regole. Questa invasione la pagheremo cara, siamo destinati a sparire e sottometterci al kaliffato. Grazie a tutti i dementi sinistri ciechi e sordi agli avvisi di reale pericolo a cui andavamo incontro. Buon islam a tutti!

Ritratto di liusstrale

liusstrale

Mer, 27/07/2016 - 10:58

Amare i nemici di evangelica memoria non significa amare gli assassini ma amare gli altri uomini che non sono cristiani per aiutarli ad una conversione. Se ci sono uomini che progettano consapevolmente di uccidere i altri uomini e quindi sanno quello che fanno, non solo non vanno perdonati, ma gli altri uomini degni di questo nome, possono dire loro che e non sono degni di godere il creato e che è giusto che per la difesa dell’ordine del creato siano eliminati da questo Pianeta.

hectorre

Mer, 27/07/2016 - 11:02

gzorzi e tu non dire fesserie......ha detto una verità che francesco non ha il coraggio di dire...tante coincidenze che fanno riflettere....primavera araba,invasione di profughi,nuovo papa,isis.....e i fessacchiotti sinistri che si preoccupano dell'islamofobia...sveglia!!!!!!

giovauriem

Mer, 27/07/2016 - 11:02

allora francesco fa parte della lobby , lo si costriga alle dimissioni e si ririmetta al soglio ratzinger , vero cattolico .

Ritratto di Ulrico

Ulrico

Mer, 27/07/2016 - 11:07

Già! L’indimenticabile lectio magistralis di Benedetto a Ratisbona. Appare evidente che le divergenze sull’islam, con la maggior parte dei prelati, fu la principale causa delle sua rinuncia, poiché il disegno doveva andare avanti, era necessario che al vertice della chiesa di Roma, ci fosse uno con idee diverse. Infatti, non a caso è stato eletto un gesuita, capace di considerare i musulmani, al netto delle stragi e della loro “feroce” aggressività, “fratelli nella fede”.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 11:08

Commento da anni su questo blog,che l'ISLAM contappone "Volontà e Potere" al nostro concetto di "Giustizia e Ragione".Il rogo dei libri di Averroè,nella piazza di Cordova,nel XII secolo,conclusione della disfatta dei "razionalisti",segna la vittoria del pensiero "tradizionalista" degli Ashariti,imponendo il dogma della "incapacità della ragione di conoscere la realtà"...un vero e proprio "SUICIDIO DELL'INTELLETTO"...(ci separano 800 anni di diversa cultura....più tutto il resto)...

cgf

Mer, 27/07/2016 - 11:08

Interessanti spunti, in effetti la Fede è frutto dell'anima per l'anima, un ateo non ha fede perché non crede nell'anima, ma se la fede è giustificazione del corpo ed a quanto di più ignobile vi sia nell'uomo, compreso uccidere per 'fede', spiace dirlo ma è satana che vince e non Dio.

Ritratto di abj14

abj14

Mer, 27/07/2016 - 11:10

Ora, non ci resta che aspettare la contro-lectio-magistralis del ns tuttologo Raoul Pontalti, supportato magari dai suoi segretari spirituali specializzati nelle tematiche islamiche come Omar El-Etc-Etc, che demolirà quanto sviluppato da Benedetto XVI.

idleproc

Mer, 27/07/2016 - 11:10

Sono personalmente convinto che la sofistiacata analisi del rapporto dialettico tra Fede e Ragione, sia un apporto filosofico fondamentale anche per un agnostico come me. Un agnostico dà altri contenuti alla Fede che sono l'empatia verso gli altri uomini e il mondo, la rabbia per l'ingiustizia, la volontà di agire sul mondo per renderlo "giusto" con solo una vaga consapevolezza su cosa sia effettivamente "giusto". La ragione nel "materiale" ci guida nel comprendere il mondo e nell'agire arricchendosene. Fede e Ragione non possono essere separate. Senza la Fede che pone dei limiti, la Ragione può diventare criminale verso l'uomo e il mondo. Senza la Ragione che ponga un limite alla Fede quando si assolutizza, può come la Ragione, diventare criminale. In mezzo a questa dinamica viviamo e facciamo le nostre scelte delle quali siamo sempre responsabili.

Mizar00

Mer, 27/07/2016 - 11:11

Veramente una persona di una statura intellettuale notevole.

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 11:12

Lo dissi allora e lo ripeto ora. In quella disgraziatissima lectio magistralis in cui Josef Ratzinger si ricordò di essere stato professore di teologia a Tubinga e delle controversie con i teologi protestanti dimenticandosi di essere pontefice in carica la questione centrale non fu affatto l'islam, preso semplicemente a pretesto di discussione, bensì il protestantesimo vero oggetto della critica del sommo teologo e pessimo politico. Stupenda lezione teologica, pessima esternazione politica perché insorse l'intero mondo islamico che si sentì offeso dalla citazione dell'imperatore bizantino e questo il teologo dimentico di essere papa non lo aveva minimamente considerato, accecato com'era dalla voglia di continuare a Ratisbona le le diatribe tubingensi con i teologi protestanti. Chi abbia un minimo di preparazione storica e filosofica può rendersi agevolmente conto che è così.

Totonno58

Mer, 27/07/2016 - 11:14

Lasciate perdere Benedetto XVI, sommo teologo ma anche inguaribile battutista (come ogni cattedratico che si rispetti)...quel giorno, tra tanta cultura profusa, combinò anche un sacco di guai...

Ritratto di Straiè2015

Straiè2015

Mer, 27/07/2016 - 11:16

È vero, l’Islam usa la spada e non la ragione. Ma questo non è lo stesso comportamento tenuto dalla Chiesa nei secoli passati?

blaster

Mer, 27/07/2016 - 11:19

Concordo con ROSEG! Cercando di ampliare il concetto, non dimenticherei che tali famiglie di "illuminati" stanno imponendo l'attuazione del Piano Kalergi, grazie ai burattini messi a capo dei governi fantoccio d'Europa.... E' tutto preordinato, non c'è nulla di casuale; anche la "disinformazia" prona e collusa, che viene ricompensata a dovere (basta filtrare con la propria intelligenza - chi ce l'ha -). Avete per caso letto su qualche giornalone che nel 2010 sono stati insigniti del Premio Kalergi Angela Merkel e Van Rompuy? E le varie inchieste tipo Panama Papers (capitali depositati in paradisi fiscali) che fine hanno fatto? "Loro" sanno.........

Ritratto di bandog

bandog

Mer, 27/07/2016 - 11:20

L'islam usa la spada essendo indietro di 14 secoli, Noi dovremo usare qualcosa di recente..consiglierei i Lanciafiamme per bonificare l'Europa!

Accademico

Mer, 27/07/2016 - 11:22

Trovo per lo meno temerario, se non del tutto inopportuno e comunque di cattivo gusto, tirare in ballo - ed a sproposito - la nota Lectio Magistralis tenuta a Ratisbona da Benedetto XVI. Si trattò, invero, di una svista involontaria in cui incorse l'anziano Pontefice al quale l'umanità intera è, ancor oggi, profondamente grata per aver a suo tempo - generosamente e responsabilmente - rassegnato le proprie dimissioni dal soglio di Pietro.

Sentry

Mer, 27/07/2016 - 11:22

non era ancora chiaro che fa tutto parte di un disegno per annientare la nostra cultura e sostituirla col nuovo ordine islamicomunista?

Libertà75

Mer, 27/07/2016 - 11:33

@Pontalti, quindi per non offendere i mussulmani bisognerebbe pensare a cancellare la Divina Commedia dai programmi di studio scolastici? Le citazioni storiche condivisibili e non smentibili, sono patrimonio di qualsiasi uomo in terra, e come tale anche di un potefice. Un Papa è prima di tutto un cristiano, non un politico.

cgf

Mer, 27/07/2016 - 11:35

@Raoul Pontalti lei dica quello che vuole ma nei fatti Josef Ratzinger è divenuto papa e lei.... ancora si barcamena a trovare qualcuno che l'ascolta.

Ritratto di Bob-Fargo-ND

Bob-Fargo-ND

Mer, 27/07/2016 - 11:38

Sono riusciti perfino a "pensionare" Papa Ratzinger e sostituirlo con un ignavo papocchio per costringerci a vivere (e morire) nello schifo nel quale ci stanno cacciando. Ribelliamoci, dunque, ma prima che sia troppo tardi!

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Mer, 27/07/2016 - 11:44

hectorre, florio: non avete capito molto, anzi, direi un c...o, ma non è colpa vostra.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Mer, 27/07/2016 - 11:45

ora capiamo perchè ha lasciato il Vaticano la sua carica di Pontefice.

salvatore40

Mer, 27/07/2016 - 11:51

Ratzinger bravo in teologia, scarso in filosofia, scarsissimo in storia. Dalla storia globale non c'è posto per faziosità o dimenticanze. Nessuna religione istituzionale è santa e immune da crudeltà terrorismo potere e prepotere. La storia del cristianesimo ha per secoli fatto uso di spada, direttamente o indirettamente. E' stata scritta anche una Storia Criminale del Cristianesimo. Ma non è né conosciuta né letta !

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 11:51

@Raoul Pontalti:....lei è un fazioso,miope "borioso",che non vuole vedere,la realtà,per una semplice costruzione contorta della sua personalità,da "trombato",come molti hanno scritto su questo blog!. Ratzinger,in quell'occasione(e lo dico da ateo),aveva lanciato all'ISLAM una corda di dialogo,che si chiama "ragione",perchè tutti gli storici,sanno che qualche cosa nel XII è andato "storto" all'interno dell'ISLAM,e sul "perchè" è andato storto.La causa è la disfatta della "razionalità",del principio "causa-effetto".Lui aveva sperato con quel discorso,che gli intellettuali musulmani,riuscissero a riscoprire la razionalità,riprendendo un cammino,interrotto da oltre dieci secoli!!!Lei scrivendo che li ha offesi,dimostra la sua pochezza mentale!!!

Ritratto di AlleXpert

AlleXpert

Mer, 27/07/2016 - 11:53

E come dire: "Uomo avvisato mezzo salvato"!! Essere avvisati per tempo può salvarci a metà, l'altra metà, però, dipende da noi e dalla nostra scelta di seguire, o meno, il consiglio ricevuto. Evidentemente non abbiamo voluto seguire il consiglio di PAPA Ratzinger!! Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 11:53

Sottoscrivo il commento di idleproc.

flip

Mer, 27/07/2016 - 11:53

san Malachia, nella sua ultima profezia, aveva visto giusto. prepariamoci.

Ritratto di ohm

ohm

Mer, 27/07/2016 - 11:55

il Pontalti che ha sicuramente , modestia a parte, la minima preparazione storica e filosofica si rende conto che quello che lui descrive nel breve post è il verbo......invece,detto terra terra, cioè quello scibile di cui è a conoscenza anche il gradino più basso della popolazione, capisce che Ratzinger ce l'aveva con gli islamici perché, essendo egli una persona colta e studiosa degli effetti che potessero nascere da questo inevitabile scontro, dovuto alla necessità di un piano ben definito di essere invasi da una popolazione rozza e ferma all'anno mille e che ci vuole trascinare nel profondo del baratro incivile. Maledico le famiglie che nel mondo voglio tenere in mano il potere e decidere per tutta l'umanità il percorso della vita....ma se il Signore esiste ne vedremo delle belle ......

venco

Mer, 27/07/2016 - 11:56

Cosa possiamo aspettarci dai seguaci del grande profeta assassino e torturatore? pace, libertà e democrazia? mai più, Adesso chi NON è islamofobo è nostro nemico e sostenitore di questa criminalità.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 11:57

@Totonno58:....il "diverso" controcorrente che idolatra Francesco!...Ti pareva che non commentasse!!Mi spieghi,cose ci trova di bello nell'ISLAM?...Me lo spieghi,visto che ne è "innamorato"!!

Ritratto di mina2612

mina2612

Mer, 27/07/2016 - 12:00

Non occorre essere un profeta per saper leggere la realtà che ci corconda. Solo i dementi non la vogliono vedere... e la ragione ce la dovrebbero spiegare, prima o poi...

tonipier

Mer, 27/07/2016 - 12:15

" SPEZZARE LE CATENE " La cultura araba è diventata incapace di rinnovare i fasti del suo antico splendore quando ha dismesso le sue connotazioni di elaborazione speculative e scientifiche al servizio della umanità è, sopraffatta dalla esasperazione del dogmatismo del contenuto del Corano, è stata piegata al servizio dell'integralismo espansionistica islamico, in modo particolare al servizio della Jihad, la guerra santa imposta contro gli infedeli.

edo1969

Mer, 27/07/2016 - 12:22

bravo Pontalti, vai pure a posto: 9 anche oggi. Ti mancano la congettura di Riemann, l'estinzione dei dinosauri e come hanno costruito le piramidi. Facci sapere quando le hai risolte.

Una-mattina-mi-...

Mer, 27/07/2016 - 12:25

NON SOLO, PAPA Ratzinger nel suo MESSAGGIO per la 99ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, 13 GENN.2013, PROCLAMA: "Il Papa ESORTA AD “EVITARE il rischio del mero assistenzialismo”. Bisogna “favorire l’autentica integrazione, in una società dove TUTTI siano membri ATTIVI e RESPONSABILI...ogni Stato ha il DIRITTO di REGOLARE i flussi migratori e di ATTUARE politiche dettate dalle ESIGENZE generali del bene comune...SOPRATTUTTO, aggiunge il Papa, andrebbe però affermato “il diritto a NON EMIGRARE”, cioè a essere messi in condizione di RIMANERE NELLA PROPRIA terra...secondo il Pontefice sono “quanto mai opportuni interventi organici e multilaterali per lo sviluppo dei Paesi di partenza, CONTROMISURE efficaci per DEBELLARE il traffico di persone, PROGRAMMI organici dei flussi di ingresso LEGALE." … L'11 FEBB. 2013 IL PAPA RASSEGNA LE DIMISSIONI, CON DECORRENZA DAL GIORNO 28... IL RESTO E’ STORIA, L’INIZIO DELLA FINE.

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 12:30

@Libertà75 a voler cancellare certi passi della divina commedia non sono affatto gli islamici bensì i giudei di Gherush92 con il pretesto che l'opera del sommo poeta conterrebbe parti di sapore razzistico, islamofobo ed omofobo. Su tale argomento puoi vedere i miei commenti su questi forum a partire dal 2012. Qod licet bovi non licet Iovi, ciò che è concesso ad un teologo non è consentito ad un sommo pontefice capo della Chiesa universale e capo di Stato e pertanto nelle sede opportuna e pronunciata da chi è solo uno studioso quella lectio magistralis sarebbe stata ineccepibile e correttamente intesa da tutti (gli aventi le necessarie basi culturali).

Totonno58

Mer, 27/07/2016 - 12:31

Zagovian....siamo alle allucinazioni,direi....

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 12:32

@Straiè2015:.....nei secoli passati!...Siamo nel 2016!!

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 12:36

@tonipier:....certo,ha "dismesso" la ragione!!...Da oltre 800 anni!!!

Ritratto di Azo

Azo

Mer, 27/07/2016 - 12:37

Quanti anni sono passati dall`inizio dell`esilio di Ratzinger??? Lui l`hà capita l`intenzione dei mussulmani, perciò potremmo fare due deduzioni:la prima, è che il pontefice era troppo intelligente, la seconda, è che tutte le alte cariche del parlamento Italiano, non sono altro che dei RUBAGALLINE, CHE SONO IN CARICA SOLAMENTE PER FREGARE IL PIÙ POSSIBILE DAL DANARO PUBBLICO!!!

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 12:39

Se la redazione me lo consente vorrei una volta per tutte smentire la questione del trombato fatta circolare da chi dal Nicaragua non è capace di fare una ricerca seria sulle persone. Si può verificare in quel di Trento come io abbia chiuso nel 2005 la mia esperienza istituzionale semplicemente non ricandidando per scelta personale e sei anni prima fui eletto contemporaneamente sia al consiglio comunale che circoscrizionale (e dovetti optare) e fui nominato consigliere comprensoriale, altro che trombato.

kayak65

Mer, 27/07/2016 - 12:51

il papa argentino non riuscirebbe mai a concepire un tale discorso filosofico e teologico. a lui bastano le battute stupide (chi sono io per giudicare, gli tiro un pugno...) e le telecamere sempre accese per fare il piacione. insomma il renzi vaticano. e tutti noi vediamo e paghiamo le conseguenze di questo personaggio inadatto a coprire il ruolo di capo della cristianita'

fabiod

Mer, 27/07/2016 - 13:04

adesso capite perché hanno tolto ratzinger per mettere il papa bolivariano

fabiod

Mer, 27/07/2016 - 13:07

tonioier....antichi fasti? quali del mi,lle e una notte ? non conosco nessun muhammad alighieri nella cultura araba

Ritratto di caster

caster

Mer, 27/07/2016 - 13:27

Peggio del papa attuale socialista filo-immigrazione non potevamo meritarci. L'invasione è già decisa e la nostra caduta non è lontana, A meno che il popolo,le masse, abbiano un moto di orgoglio e coraggio e facciano pulizia della feccia pro-muslim che impesta le nostre vite. progressisti = rovina dell'occidente.

Ritratto di Straiè2015

Straiè2015

Mer, 27/07/2016 - 13:30

@Zagovian… Si, nei secoli passati, ma non nel Giurassico. Giordano Bruno lo hanno arrostito vivo nel febbraio del 1600 ma nessun papa ha mai chiesto perdono. Anzi, proprio Ratzingher, in una Udienza generale del 3 ottobre 2007, ha rievocato la "grande figura" di San Cirillo di Alessandria, il mandante dell’assassinio della filosofa neoplatonica Ipazia, scorticata, accecata e bruciata da un gruppo di fedeli monaci Parabolani.

vince50_19

Mer, 27/07/2016 - 13:50

2° invio Nel discorso di Ratzinger la frase contestata dagli islamici è stata la seguente (citata dal Papa e pronunciata da Manuele il Paleologo):«Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava». Lo stesso papa aveva precisato PRIMA E DOPO questa citazione che era SOLO un espresso invito alla discussione. Ergo è inutile mentire: il profeta Muhammad, negli ultimi anni della sua vita - historia docet - si è macchiato di feroci delitti, su commissione o perpetrati personalmente. Inutile adombrarsi, menare il can per l'aia. Oggi assistiamo, tramite il jihad (applicato da fondamentalisti islamici), alla "conquista" di quella parte del mondo chiamata Casa della Guerra (Dar al-Harb), quei territori non (ancora) sottoposti alla Shari'a. Ratzinger, ebbe ragione allora a parlare di Islam che usa la spada: oggi è così, purtroppo.

Ritratto di Chichi

Chichi

Mer, 27/07/2016 - 14:01

Aveva anche avvertito, ancora cardinale, sulla causa prima dell’attuale tracotanza islamica in tutta l’UE. C’e un opuscoletto frutto dello scambio di opinioni tra il laico Marcello Pera – allora ordinario di filosofia della scienza all’università di Pisa e presidente del Senato – e Joseph Ratzinger – Cardinale prefetto della Congregazione per la dottrina della fede – «SENZA RADICI», Mondatori, Milano 2004. Non so se sia ancora in vendita. Ma varrebbe la spesa di pubblicarne ampi; io ne propongo un piccolo assaggio, (Continua… post 2).

Ritratto di Chichi

Chichi

Mer, 27/07/2016 - 14:02

(… post 2) Marcello Pera: «SOFFIA SULL'EUROPA UN BRUTTO VENTO. SI TRATTA DELL'IDEA CHE BASTA ASPETTARE E I GUAI SPARIRANNO DA SOLI, O CHE SI PUÒ ESSERE ACCONDISCENDENTI ANCHE CON CHI CI MINACCIA E POTREMO CAVARCELA. È LO STESSO SOFFIO DEL VENTO DI MONACO NEL 1938.» (Continua… post 3).

Ritratto di guga

guga

Mer, 27/07/2016 - 14:06

Raoul Pontalti lei dica quello che vuole ma nei fatti Josef Ratzinger è divenuto papa e lei.... ancora si barcamena a trovare qualcuno che ... Che lo legga sul corrierino, magari.

cgf

Mer, 27/07/2016 - 14:25

@Straiè2015 guardi che 115 anni fa l'uomo non volava, nel frattempo, dicono, è andato sulla Luna, quando il web ancora non esisteva ancora.

leitz

Mer, 27/07/2016 - 14:51

Ha ragione Socci e la brava Oriana Fallaci

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 14:51

Straié2015 se la Tua fonte di informazioni si riduce all'enciclopedia delle servette (Wikipedia) abbi almeno il buon gusto di leggere anche le note dove troverai esplicitamente che chi tira in ballo Cirillo è Socrate Scolastico, un novaziano, dunque eretico e scismatico e che aveva in uggia Cirillo ma che si limita a dire quali vantaggi ne avrebbe tratto Cirillo dalla morte della filosofa. In realtà a inguaiare storicamente Cirillo è un altro autore, Damascio, ultimo scolarca dell'Accademia, dunque un pagano come Ipazia, dunque inattendibile. Se ancor peggio la Tua fonte è il film Agora non discuto più. Osservo peraltro che lo stesso Socrate Scolastico teneva in onore Ipazia e soprattutto Sinesio di Cirene che fu suo allievo e poi divenne vescovo di Tolemaide. E' dunque priva di fondamento la tesi laicistico-massonica di una responsabilità di Cirillo nell'assassinio di Ipazia.

roseg

Mer, 27/07/2016 - 14:54

LA LECTIO TROMBATIS DEL pontalti FINALMENTE CI è PERVENUTA,ore 11.12, SUSCITANDO LO SCROSCIARE DEGLI APPLAUSI DA PARTE DEL BLOG. INSOMMA UNA COME SEMPRE UNA "STANDING OVATION" AHAHAHAHAHAHAHAH

nova

Mer, 27/07/2016 - 14:57

E' l'Islam wahabitico (Arabia Saudita) l'estremizzazione e strumentalizzazione di una religione a fini di guerra. Le madrasse pakistane ed afgane addestrarono con Bin Laden ufficiale pagatore una ciurma multinazionale che poi combattè in Afganistan contro l'URSS, in Cecenia (1992 - 2005) contro la Russia ortodossa, in Bosnia e Kosovo (1992 - 1999) contro la Jugoslavia cristiano ortodossa ed ora con l'ISIS.

carpa1

Mer, 27/07/2016 - 15:06

@kayak65. L'attuale pontefice non solo non riuscirebbe a concepire un tale discorso filosofico, ma non ha saputo far suo neppure un discorso più realistico e diciamo "terra a terra" come quello citato da una-mattina-mi delle 12.25; discorso talmente pragmatico da essere comprensibile anche ad un bambino dell'asilo. Ma si sà, le persone più altolocate (politici in prims) hanno perso l'uso della ragione ancor prima di nascere.

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 27/07/2016 - 15:09

@Straiè2015:....che anche la "chiesa" ne abbia combinate tante,abbia raccontato un sacco di fanfaluche,continui a raccontarle,etc.etc.,è un fatto,e per questo io sono ateo.Ciò non toglie che dopo tanti "martiri"(Bruno,Campanella,la strage degli Albigesi,etc....),secoli di "inquisizione,e "oscurantismo",ci abbiano liberati dalle cose "peggiori",conservando l'"essenza culturale",il "messaggio sociale" originario,intriso di filosofia greca,riconducibile a pochi,essenziali principi,tuttora validi.Che la "chiesa" abbia poi costruito attorno a questi un "business" che dure da 2.000 anni,è un'altro discorso.Il problema è che da oltre 8 secoli,l'ISALM,insiste in una arcaica,"irragionevole",e storicamente "violenta" posizione,che stride con la ragione(la de-ellenizzazione dell'ISLAM),con i tempi!!!

gedeone@libero.it

Mer, 27/07/2016 - 15:38

Non rispondete al fascio-comunista trentino, non fategli pubblicità.

Ritratto di comand.TANI

comand.TANI

Mer, 27/07/2016 - 15:52

idleproc: Sono d'accordo con lei, il " succo" del discorso è proprio quello: Fede e ragione.

Ritratto di Straiè2015

Straiè2015

Mer, 27/07/2016 - 16:06

@ Raoul Pontalti. Tanto per cominciare gradirei che mi desse del lei. Le mie fonti sono ben altre che i film o la Wikipedia, ma sicuramente meno di parte delle sue. Socrate Scolastico è indubbiamente un cristiano, quindi un testimone degno di fede. Probabilmente lei si accontenta di quanto scritto nell’Enciclopedia cattolica la quale, non potendo negare i fatti, usa il vecchio sistema di screditare la fonte. Sarei curioso di sapere se le sue fonti menzionano il fatto che, nel 361, ad Alessandria era stato assalito il tempio di Mitra, che nel 391 il patriarca Teofilo, zio di Cirillo, fece radere al suolo il tempio di Dioniso ed incitò pacifici monaci a dar fuoco al Serapeo, con annessa biblioteca. Le sue fonti narrano, poi, del terribile pogrom antiebraico orchestrato da Cirillo o stendono un velo pietoso? In definitiva, Ipazia è morta di raffreddore o di geloni? Ce lo vuole gentilmente spiegare, lei che sa tutto?

david71

Mer, 27/07/2016 - 16:09

Grazie a queste parole non è più Papa. Grazie davvero.

hectorre

Mer, 27/07/2016 - 16:49

gzorzi..detto da te è un complimento, ti ringrazio infinitamente.........con i tuoi commenti da bar dello sport dimostri,come sempre, la tua pochezza....alla prossima

Raoul Pontalti

Mer, 27/07/2016 - 17:22

Straiè2015 io do del tu al mio cane e anche a Dio, Tu non sei il mio cane ma nemmeno Dio, ergo...Le mie fonti sono eterogenee, pur non disdegnando talvolta l'Enciclopedia cattolica (non consultata nel caso). In materie di mio interesse dai tempi del liceo (storia, filosofia) o dell'università (biologia, scienza degli alimenti) so dove mettere mano nei siti istituzionali e piluccare opportunamente ad es. tra le tesi di laurea e di dottorato o in lavori di ricerca, etc. Qualche testo poi posseggo nella mia biblioteca. La conoscenza non è immagazzinare nozioni ma sapere dove trovarle e usando discernimento.

Ritratto di Lupodellealpi

Lupodellealpi

Mer, 27/07/2016 - 17:28

Benny XVI è un papa (ora emerito). Don Chichì applica l'agenda della Massoneria argentina. Pierre Virion in MISTERIUM INIQUITATIS aveva predetto tutto quel che sarebbe accaduta alla Chiesa e al mondo in previsione dei Tempi Ultimi.

Ritratto di ilsaturato

ilsaturato

Mer, 27/07/2016 - 17:46

Un sentito grazie alla redazione per non avere pubblicato nemmeno una parte (delle 5) del mio commento delle 14:30.... e complimenti per l'effetto "repubblica" che provocate sempre più in chi legge alcuni articoli di alcuni vostri collaborazionis... cioè, volevo dire, collaboratori.

linoalo1

Mer, 27/07/2016 - 17:53

Profezia??Vuoi vedere che,senza saperlo,abbiamo avuto un Papa Idovino???Come avrà fatto ad indovinare che l'Islam avrebbe usato la Spada??

edo1969

Mer, 27/07/2016 - 20:03

ah ma il pontalti è laureato in scienza dell'alimentazione, molto si spiega: indirizzo enologia

Trentinowalsche

Mer, 27/07/2016 - 20:31

Il discorso di Ratzinger a Ratisbona è un autentico case study. E' l'affermazione decisiva contro la conversione mediante la violenza; l'assunto principe è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio». Discorso elogiato, tra gli altri dai filosofi Hbermas e Scruton, storici e teologi come Ferguson e Moltmann. Che volete, chi ha adeguati studi classici sa distinguere il grano dal loglio...

killkoms

Mer, 27/07/2016 - 23:18

e gli "utili idioti" lo avevano deriso ed insultato!

MOSTARDELLIS

Gio, 28/07/2016 - 01:36

Avete capito la differenza tra Ratzinger e Bergoglio? E il motivo per cui Ratzinger ha dovuto lasciare?

steacanessa

Gio, 28/07/2016 - 09:19

Un vero Papa!

tonipier

Gio, 28/07/2016 - 09:19

!"LA POSIZIONE DELL'ISLAM RISPETTO ALL'EUROPA" La diffusione in tutto il mondo di cellule di concentrazione del fideismo islamico, di convertiti alla fede del Profeta di Medina, sui quali indubbiamente esercita grande fascino la pratica della violenza come connaturale ad un pragmatismo fideistico destinato a sfidare i tempi ed a proiettarsi in modo sempre più deciso verso l'avvenire, delinea come in visione profetica spettrale anche i sovvertimenti ed i disastri ai quali andranno incontro le nazioni, gli Stati che rientrano nei programmi destabilizzanti elaborati dalle centrali ed accettati dalle succursali dei seguaci del Profeta.

scimmietta

Gio, 28/07/2016 - 09:43

X Raoul Pontalti: "... pessima esternazione politica perché insorse l'intero mondo islamico ..." e ci credo, ha semplicemente detto la verità. P.S. anche se sei un tuttologo forse hai qualche lacuna, ti informoche non esiste l'islam moderato, ma piuttosto ne esistono due, uno che ha fretta, l'altro che è semplicemente più paziente ... il resto ce lo mettono le "anime belle" di casa nostra tipo te e la tua amica boldrini.

scimmietta

Gio, 28/07/2016 - 09:51

X Zagovian: "...qualche cosa nel XII è andato "storto" all'interno dell'ISLAM..." niente è più errato, è andato tutto storto fin dall'origine ... è nato storto.

scimmietta

Gio, 28/07/2016 - 10:00

X tonipier: .... stà terminando il petrolio e "loro", grazie ad una "religione" secolarissima, guardano avanti ponendo le basi per mantenere privilegi di casta dominante e perpetrare il "loro" potere feudale...

Ritratto di abj14

abj14

Gio, 28/07/2016 - 10:19

Una-mattina-mi-... 12:25 – Infatti, mai una volta che Papa Francesco avesse, non dico condannato ma almeno ammonito, redarguito, ripreso i vari capi di stato o i governi dei paesi da cui se ne vanno i cosiddetti migranti. Anzi, ha sempre fatto di tutto per incoraggiarli ad andarsene, sradicandoli così dalla loro cultura, costumi. tradizioni, per venire in Europa a bighellonare parassitariamente (chissà poi perché in Europa – leggi UE – e non per esempio in Argentina). – (2° invio)

Mefisto

Gio, 28/07/2016 - 10:31

@RoulPontalti scrive abbastanza bene, e sfoggia una discreta conoscenza da topo di biblioteca. Purtroppo non è cultura, e lo si deduce immediatamente dal mare di caxxate che spara...

MarcoE

Gio, 28/07/2016 - 10:42

Per quanto mi riguarda Benedetto è il Papa! Fatico molto all'idea del doppio Papa ...

Ritratto di Friulano.doc

Friulano.doc

Gio, 28/07/2016 - 10:57

Fu profeta. Fu dimesso.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Gio, 28/07/2016 - 23:13

Gli acuti ragionamenti di Papa Ratzinger contrastano con l'abissale IGNORANZA COMUNISTOIDE di chi lo ha sostituito. Come si può accettare l'ipocrisia di un Papa CHE NEANCHE DI FRONTE ALL'ASSASSINIO DI UN PRETE HA IL CORAGGIO DI PARLARE DI GUERRA DI RELIGIONE? Cosa vuol fare questo Bergoglio? Allearsi con i tagliagole dell'islam?

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Ven, 29/07/2016 - 10:42

@abj14:....certo,ne lui nei i vari "paesi" europei,ne le varie ONLUS "umanitarie"....Nessuno,si rivolge a loro,e visto che questi loro "governanti"(come da noi),non li hanno messi lì i MARZIANI,DI FATTO sono loro stessi responsabili,dei loro problemi(come noi in Italia),ladove invece di trovare una via autoctona,per risolverli,I FURBI,vengono da noi,accolti a braccia aperte come "risorse"!!