L'Italia ha perso la lingua: si parla più l'arabo dei dialetti

Solo un italiano su otto usa prevalentemente l'idioma locale. Raddoppiano invece i madrelingua stranieri

Roma - Dialetti in via d'estinzione. Prosegue lenta ma inarrestabile la progressiva perdita dell'uso del dialetto un po' in tutta Italia. Un fenomeno iniziato decenni fa, al quale diede un impulso decisivo l'omologazione della lingua sia per la scolarizzazione di massa sia per la diffusione della televisione e del suo linguaggio. L'Istat rileva come ormai soltanto il 14 per cento della popolazione, ovvero poco più di 8 milioni di persone, parli prevalentemente il dialetto anche soltanto nella propria famiglia; con gli amici usa il dialetto solo il 12 per cento e si scende al 4,2 se si comunica con estranei. E se l'evoluzione della lingua è un fenomeno naturale la scomparsa dei dialetti era già considerata una perdita incolmabile negli anni '70. Pier Paolo Pasolini, che vedeva strettamente intrecciati l'espressione in dialetto e il riconoscimento della propria identità e diversità osservava che «il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà», definendo la scomparsa del dialetto come una tragedia: «Uno dei momenti più dolorosi della perdita della realtà». I numeri dell'Istat registrano il fenomeno: il 45,9 per cento della popolazione dai sei anni e oltre (26 milioni di persone) si esprime prevalentemente in italiano in famiglia e il 32,2 sia in italiano sia in dialetto. L'uso della lingua italiana è più diffuso al Nord-ovest e al Centro della penisola, mentre prevale il dialetto al Nord-est, al Sud e nelle Isole. Si parla prevalentemente italiano nel 61,3 per cento delle famiglie residenti al Nord-ovest e nel 60 di quelli residenti al Centro, rispetto al 27,3 delle persone che vivono al Sud e al 32,9 di quelle residenti nelle Isole. Raddoppia la popolazione che fa uso di un'altra lingua: il 6,9, circa 4 milioni di individui contro i 2 milioni registrati nel 2006. Nel 2015 comunque il 90,4 per cento della popolazione è di lingua madre italiana ma accanto alla scomparsa dei dialetti aumenta la presenza di quanti si dichiarano di lingua madre straniera. Anche in questo settore assistiamo rispetto al 2006 ad un raddoppiamento dal 4,1 al 9,6 del 2015. Le più parlate sono il rumeno, l'arabo, l'albanese, lo spagnolo e il cinese. Ovviamente sono le aree del Paese dove è più elevata l'incidenza di cittadini stranieri residenti ad essere interessate dalla presenza di persone di lingua madre straniera. Prima di tutto il Nord-est con il 15,2 poi il Nord-ovest, 11,5. La presenza di persone con lingua madre diversa dall'italiano è più forte tra i giovani di età compresa tra i 25 e i 44 anni, raggiungendo il picco tra le persone di 25-34 anni 16,9.

In Italia poi si legge sempre meno. I lettori sono passati dal 42 della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5 nel 2016. Sono le donne a leggere di più: il 47,1 contro il 33,5 degli uomini. Un dato resta costante da decenni: una famiglia su 10 non ha neppure un libro in casa

Commenti
Ritratto di BenFrank

BenFrank

Gio, 28/12/2017 - 08:24

Il fatto è che ormai non si parla neppure più l'italiano, ma un "tagliano" sgrammaticato con coniugazioni verbali e consecutio temporum di estrema fantasia. Abbiamo sostituito Tommaseo, Nencioni e Savini con la Fedelona e di Maiuccio, il che è tutto dire... Ma sapete come saranno contenti i kompagni pidioti? Macchebbello, tra un po' parleremo tutti l'arrabbo, come saremo demokratici! Sterilizzate la madre degli imbecilli...

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anticalcio

Gio, 28/12/2017 - 08:26

tra tre mesi,le cose cambieranno..quando cominceranno i veri respingimenti,si parlera' ancora con i nostri amati dialetti...alla facciaccia della ue,onu,e qualche alto prelato

Totonno58

Gio, 28/12/2017 - 08:35

E quann' 'bbuono 'bbuono?C'amma fa'?!?...a parte che bisognerebbe verificare...dalle mie parti tanti immigrati parlano in dialetto, tifano Napule, cantano le canzoni di Pino....guagliù,penzamm' a 'ccose 'cchiù 'sserie!

Ritratto di Azo

Azo

Gio, 28/12/2017 - 08:35

L `era Boldriniana, STA PER FINIRE. Comincerà una nuova era, quella del rimborso degli stipendi e delle pensioni, dei parlamentari tesserati al """PARTITO COMUNISTA ITALIANO ED AI LORO ASSOCIATI DI GOVERNO"""!!! CON QUESTA NUOVA ERA, L`ITALIA RITORNERÀ IL """BELPAESE""" CON TUTTI I SUOI DIALETTI E LE SUE TRADIZIONI!!!

rossini

Gio, 28/12/2017 - 08:39

E questo è niente. Quando, visto che si moltiplicano come sorci, diventeranno maggioranza e con lo ius soli avranno il diritto di voto, faranno le leggi a loro uso e consumo per affermare il primato della loro religione islamica. Cominceranno a chiudere le Chiese e dovremo ridurci a pregare di nascosto nelle catacombe come i primi cristiani. Affermeranno le loro usanze medioevali. In primis quella che prevede l'inferiorità della donna. Spargeranno un messaggio di odio e di intolleranza in tutta la società. Fermiamoli, finché siamo in tempo, votando per il centrodestra.

mich123

Gio, 28/12/2017 - 08:41

Parleremo arabo con accento napoletano. Salamelek. Leccame o salam.

Tergestinus.

Gio, 28/12/2017 - 08:46

Sarà vero forse in altre parti d'Italia, ma non certamente qui, dove il dialetto è il mezzo normale di comunicazione. Anzi, se tra gli anni Sessanta e Ottanta i genitori tendevano a parlare italiano ai figli, da almeno vent'anni a questa parte usano molto di più il dialetto, con il risultato che mentre i quaranta-cinquantenni parlano un italiano corretto senza quella fastidiosa inflessione locale, i trentacinquenni e quelli ancora più giovani parlano malissimo e la loro pronuncia è viziata da un'inflessione locale marcatissima.

Ritratto di Risorgere

Risorgere

Gio, 28/12/2017 - 08:46

In Veneto l'uso del dialetto locale è fortunatamente ancora intenso, addirittura in diffusione crescente presso gli stessi immigrati. Certamente i bimbi a scuola sono costretti a parlare solo italiano. Certamente le locuzioni più strette e le espressioni localistiche più colorite e peculiari sono in via di estinzione, rimanendo una sorta di blando dialetto convenzionale, stereotipato e uniformato in tutta la regione. Tuttavia è anche interessante notare come il dialetto, ripudiato generalmente dagli studenti, ritorni in auge quando gli universitari si affermano nel mondo del lavoro. Anche le classi dirigenti nei posti apicali trovano più diretto ed efficace esprimersi in dialetto rispetto ad un italiano anodino, sterile e inespressivo. L'uso del dialetto rivela personalità, sicurezza di sé, temperamento, sprezzo delle convenzioni, creatività, orgoglio per le proprie radici e la propria terra, che in Veneto, a differenza di altre regioni, è fortissimo.

Cesare007

Gio, 28/12/2017 - 08:50

Con l'aumento del numero di clandestini che manteniamo c'è l'aumento degli italiani che vivono in povertà. Esiste forse un nesso? (Domanda ironica)

Ritratto di bandog

bandog

Gio, 28/12/2017 - 09:09

Giustamente,anche perché il cor-ano si deve leggere direttamente dall'arabo,senza nessuna traduzione ed anche le hummah e le "indicazioni" della sharja. allah è al bar e salam allalium per tutti!!

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Gio, 28/12/2017 - 09:09

Di certo gli antichi romani quando colonizzavano i territori conquistati non facevano le scuole ad uso degli autoctoni anche se lasciavano margine ai loro costumi che con la caduta dell'Impero si riappropriarono del loro territorio in compenso il latino ha lasciato una chiara impronta: vedi i Rumeni, i Francesi, gli Spagnoli con la variante Catalana, gli Anglo Sassoni, i Portoghesi e non ultimi i dialetti italici. D'altronde le lingue dovrebbero servire per unire non per dividere ... aspettiamo cent'anni per dare un giudizio più appropriato.

Nick2

Gio, 28/12/2017 - 09:24

L'Italia ha perso la lingua e Francesca Angeli (o chi per lei) ha perso il cervello. Ammesso l'abbia mai avuto... PATETICI!

Ritratto di Risorgere

Risorgere

Gio, 28/12/2017 - 09:25

In Veneto, nonostante sia sempre stato bandito da ogni forma di istruzione e scrittura ufficiale, il dialetto è ancora molto usato da ogni ceto sociale e in ogni contesto, a differenza di regioni dove il dialetto è stato derubricato a mero folklore popolare e stupidamente abbandonato come retaggio culturale di cui vergognarsi. Parlare correttamente l'italiano è ovviamente fondamentale, ma il dialetto – codificato dall'uso vivente e non dalle istituzioni e dalle accademie - è più vitale, duttile, espressivo, ricco di sfumature, ironia, saggezza, profondità, delicatezza, realismo, disincanto, libertà, creatività. Il dialetto esprime la natura indolente o laboriosa, dolce o severa di un popolo, e il dialetto veneto in particolare è caratterizzato dal lirismo pragmatico delle origini contadine; esso è talmente malleabile da adattarsi senza difficoltà al pensiero speculativo e alle più moderne esigenze linguistiche della comunicazione professionale e tecnologica.

lappola

Gio, 28/12/2017 - 09:27

E' quello che vuole il PD , Per quelli non esiste più l'Italia ma esistono solo i parassiti e solo per loro si adopera. Anche il Papa ieri ha aperto un occhiolino sul fatto che si sta esagerando quando si rinuncia al presepio per non turbare la suscettibilità degli "ospiti" E' poco, come una goccia nel mare, ma sempre meglio che niente. Ma quelli del PD non ci sentono da quell'orecchio.

Ritratto di stufo

stufo

Gio, 28/12/2017 - 09:29

Niente più napoletano o romanesco nelle fiction ? Avremo anche magistrati che non biascicheranno piu' sentenze in vernacolo partenopeo ? Ahiaiaiaiai..salam

il sorpasso

Gio, 28/12/2017 - 09:35

Bene grazie a questo Governo del cavolo.Speriamo nelle prossime elezioni.

Ritratto di Risorgere

Risorgere

Gio, 28/12/2017 - 09:39

Concordo con chi osserva che non solo il dialetto sta scomparendo, ma anche l'uso corretto dell'italiano, e questo è inaccettabile. Il dialetto, portatore di un legame stretto con la propria terra, merita di sopravvivere ed essere valorizzato, ma l'italiano, il nostro collante nazionale, deve essere rigorosamentee preservato. La cultura linguistica deve contemplare sia l'uso disinvolto del dialetto, sia la assoluta padronanza dell'italiano. Il problema è la qualità della scuola, sempre più scadente, che cancella il dialetto senza insegnare l'italiano.

Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Gio, 28/12/2017 - 09:45

Ogni regione ha una sua "lingua". I dialetti sono varianti del territorio. Provate a studiare la lingua piemontese, o ligure, o napoletana, codificata da eccelsi studiosi, così la pianterete di usare il dispregiativo "dialetto", ecchecca!

baio57

Gio, 28/12/2017 - 10:01

Non è vero ,io per esempio parlo ancora in dialetto : "...Nick2 ma và a ciàpal in quel post..!!"

Ritratto di giangol

giangol

Gio, 28/12/2017 - 10:02

con le zecche rosse al governo obbligatorio imparare l'arabo. e chi non lo fa arresto con accusa di fascinazismo

Reip

Gio, 28/12/2017 - 10:06

E cosa vi aspettavate? In una nazione tra l’altro come l’Italia dilaniata da secolari conflitti interni, cosi diversa culturalmente, dove a stento si parla l’italiano, considerando che i dialetti sono ancora molto diffusi anche tra i giovani... Logico che adesso si parli l’arabo! Una volta questi mutamenti sociali e culturali avvenivano in centinaia di anni, adesso basta qualche decina di anni di invasione illegale di qualche altro centinaio di migliaia di proliferi finti profughi clandestini, e l’islam è servito!

effecal

Gio, 28/12/2017 - 10:10

se è vero è una notizia stupenda, i pdioti hanno gli occhi inumiditi dall'emozione in 2 parole, sono felici.

mariolino50

Gio, 28/12/2017 - 11:05

Risorgere IO sono toscano, ovvero il mio eventuale dialetto è la lingua italiana, parlo come scrivo qui, salvo la cosidetta calata. Però sono stato anche due anni a Venezia in Marina, non mi risulta di essere meno espressivo di voialtri, in quanto alle origini contadine le hanno tutti, salvo gli appartenenti alle classi sociali superiori. Qui anche i contadini dell'interno parlano in italiano da secoli, anche gli analfabeti lo sapevano.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 28/12/2017 - 11:09

Un libro in casa? Ed a cosa potrebbe servire, di grazia? Non basta già, per soddisfare ogni quesito, il sacro testo del Corano? Chiedere, per ulteriori precisazioni, ai figli di Allah che quotidianamente accedono a questo forum.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 28/12/2017 - 11:22

Vi sono, effettivamente, immigrati che ormai parlano il dialetto e tifano Juve o Napoli; ma non mi pare che questo costituisca un gran contributo alla 'crescita' e all'articolazione culturale' di questo Paese: qualunque straniero di seconda generazione è, bene o male, in grado di farlo; e allora? cosa cambia e cosa 'arricchisce' il 'panorama della conoscenza' in Italia? non bastavamo già noi a farlo?

Ritratto di italiota

italiota

Gio, 28/12/2017 - 11:22

...giocando a scopa all'osteria non si parla più il dialetto...da quando ALLAH E' AL BAR !!

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 28/12/2017 - 11:25

El sutuscritt... de provenienza baluba, rom, indocines, el dumanda de utegn la citadinanza lumbarda a cundiziùn: de parlà dumà dialet lumbard, de mangià dumà cassoela e pulenta e luganega, de mia purtà su di nost part 'na camionada de parent e amis, de laurà me en negher, de pagà i tass anca se nunc paghem no perché se sem rott i ball, de tifà per la squadra de la Padania, l'Inter o 'l Milan.

MEFEL68

Gio, 28/12/2017 - 11:26

@@@ Totonno58 - Senza rendertene conto hai detto bene "TANTI IMMIGRATI". E' questo il problema: sono TANTI e qui non c'è posto per tutti. Anche Gesù per sfamare tutti quanti dovette moltiplicare i pani e i pesci. E questo noi, purtroppo, non lo sappiamo fare! E' difficile questo concetto per voi followers di dinistra?

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 28/12/2017 - 11:41

...ovviamente non desta alcuna preoccupazione nè interesse il fatto che gli italiani non leggano più, tant'è che la notizia viene riportata nelle ultime 4 righe dell'articolo (che altrettanto ovviamente nessuno legge).

Ritratto di FoxMulder

FoxMulder

Gio, 28/12/2017 - 12:24

Sinceramente la sparizione dei dialetti non mi preoccupa più di tanto. Mi da più fastidio uno zotico che non sa l'italiano pur essendo nato qua che uno straniero che magari si sforza di imparare. Ovviamente il discorso non vale per chi non vuole integrarsi.

Totonno58

Gio, 28/12/2017 - 12:26

MEFEL68...ma che stai dicendo?se scrivevo il 75% degli immigrati che vivono a Napoli era meglio?

routier

Gio, 28/12/2017 - 12:27

E' fuor di dubbio che il vernacolo sia una incalcolabile ricchezza semantica, ma purtroppo è altrettanto vero che lo si sta perdendo a causa di una imperante neolingua composita fatta da improponibili neologismi, xenosintassi, anglismi, francesismi e varie forme di dialetto spurio. Comunque io vado orgoglioso del dialetto dei miei antenati che considero la mia prima lingua.

Ritratto di pravda99

pravda99

Gio, 28/12/2017 - 12:29

Tipico articolo di disinformatio che neanche la Pravda dei bei tempi. Dunque: Il dialetto e` al 14%. I non madrelingua sono al 9,6%. L'arabo e` la seconda lingua tra quelle straniere. E QUINDI, la conclusione LOGICA e` che "si parla più l'arabo dei dialetti". Secoli di logica aristotelica e di progressi matematici vanno nel ce.sso in un articoletto del Giornale-Pravda, ma almeno i famelici lettori hanno avuto la loro dose quotidiana di veleno xenofobo.

Tergestinus.

Gio, 28/12/2017 - 13:08

pravda99: "dei dialetti" sta per "dei singoli dialetti", è intuitivo. Ma come sempre ciascuno legge quel che vuol leggere.

Mannik

Gio, 28/12/2017 - 13:15

Ma che ragionamenti sono? Angeli, credo che il suo futuro non sia nel mondo del giornalismo. Le imprese di pulizia sono sempre alla ricerca di personale qualificato, ha mai tentato?

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Gio, 28/12/2017 - 13:42

Con questo andazzo i minareti sostitueranno le chiese.

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Gio, 28/12/2017 - 13:46

Ma se constatiamo che l'Accademia dei Lincei, è ed esiste per occupare posti di amici. QUALSIASI ESSERE E' AUTORIZZATO A STORPIARE UNA PAROLA SENZA NESSUNA REAZIONE DA PARTE DEGLI ESIMI, ALLORA DI COSA PARLIAMO?????.

piazzapulita52

Gio, 28/12/2017 - 13:53

L'ex Italia ha ormai perso tutto, non solo la lingua!!! Questo è il risultato della forzata globalizzazione voluta dai "poteri forti"; creare una massa di individui frutto del miscuglio di razze per essere facilmente dominati dall'elite! E questo criminale piano, salvo clamorosi sviluppi, verrà portato a termine!!! CHE SCHIFO!!!

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 28/12/2017 - 14:09

Tergestinus: E c'hai raggione... si parla più l'arabo del dialetto valmalese, parlato dai 56 abitanti del comune in provincia di Cuneo. Eh... è intuitivo e perfettamente logico: come avrà fatto pravda99 a non capirlo???

Malacappa

Gio, 28/12/2017 - 14:25

L'Italia ha perso tutto per colpa di traditori finti buonisti che si arrichiscono con il loro finto volontariato

Origo50

Gio, 28/12/2017 - 14:50

L'estensore dell'articolo dimentica che in vaste aree dell'Italia Centrale il dialetto non è altro che la Lingua Italiana

baio57

Gio, 28/12/2017 - 15:10

@ Sugnadur sessantases - Te ghe le sù con qui che paga mia i tass. Lè mia che tei pagat minga anca te ????

Ritratto di pravda99

pravda99

Gio, 28/12/2017 - 15:24

Targestinus, Concordo totalmente con lei quando dice che "come sempre ciascuno legge quel che vuol leggere". Si figuri che Dreamer_66 ha addirittura voluto leggerci un riferimento al dialetto valmalese - che poi vai a vedere se gli abitanti sono davvero 56, le fake news sono in agguato ad ogni angolo di strada. Piuttosto, come interpreta lei, cosa ci legge, nella frase della giornalista: "Ovviamente sono le aree del Paese dove è più elevata l'incidenza di cittadini stranieri residenti ad essere interessate dalla presenza di persone di lingua madre straniera." Secondo me e` un messaggio in codice agli scafisti...

DemetraAtenaAngerona

Gio, 28/12/2017 - 16:05

Qui di seguito le lingue estinte in Italia. Vogliamo ripristinarle tutte? Lingue germaniche Gotico LongobardoLingua antico ligure Greco anticoLingue osco-umbre Osco Umbro Volsco Dialetti sabellici Lingue celtiche Leponzio Lingue illiriche Messapico Etrusco Protosardo Retico Venetico Lingue latino falischeFalisco Latinol. ATENA: le lingue sono uno strumento che gli uomini usano per parlarsi, cambiano come tutte le cose umane. DEMETRA E ANGERONA felici per l’arricchimento dato dalle altre lingue e felici per il mantenimento dei dialetti...felici che le culture si incontrino parlino mantengano le loro peculiarità arricchendole con i nuovi venuti, come sempre è accaduto.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 28/12/2017 - 18:18

@DemetraAtenaAngerona, riporto da Wikipedia (non è fonte suprema, ma comunque è fonte sintetica): "ad Angerona spettava il compito di tenere segreto il nome della città, non consentendo ai nemici di conquistarla". Dato che (lei lo negherà ma le evidenze non si possono negare) quella che stiamo vivendo è un'invasione, ho l'impressione (ma lei mi dirà sicuramente che sbaglio) di una certa incompatibilità con "l'arricchimento" e la 'felicità' dell'incontro con le culture.

lappola

Gio, 28/12/2017 - 18:25

Rispondo a MEFEL68 - Gesù "fu costretto" a moltiplicare i pani per sfamare gli invitati; oggi quei malfattori del PD & Co-sinistra moltiplicano solo i parassiti ma per farli mangiare non moltiplicano un bel niente, anzi dividono quello che spetta a noi per darlo a loro. Non è cosi?

Ritratto di Dreamer_66

Dreamer_66

Gio, 28/12/2017 - 20:20

pravda99: Effettivamente, da fonte Wikipedia, risulta che gli abitanti di Valmala siano ora 48. Propongo un corso di dialetto valmalese per tutti i cittadini italiani di madrelingua araba.

DemetraAtenaAngerona

Gio, 28/12/2017 - 22:04

@rosariofracalanza Vuole che io stessa, Angerona non conosca il significato del mio nome? Ne sono consapevole ed è stato appositamente scelto....ma da sola avrei visto nemici ovunque...spesso fuori dalle mura, a volte dentro...chiamerei spesso Marte...guerra, odio, xenofobia e sangue....in mio aiuto e contenimento dalla facile paranoia di vedere nemici ovunque, ho al mio fianco chiamato Atena Dea della Ragione e Demetra Dea della Vita e della Fertilità.... esse non escludono di servirsi delle miei virtù... Al momento non vedo eserciti in armi che attaccano la "Città", vedo le difficoltà e le bellezze degli incontri tra culture e uomini diversi...avere al mio fianco Atene e Demetra e non Marte è un bene, è bene per il nostro stesso è bene prodigarci per l’incontro e non lo scontro. Angerona

DemetraAtenaAngerona

Gio, 28/12/2017 - 23:10

@rosario.francalanza. Vuole che io stessa, Angerona non conosca il significato del mio nome? Ne sono consapevole ed è stato appositamente scelto....ma da sola avrei visto nemici ovunque...spesso fuori dalle mura, a volte dentro...chiamerei spesso Marte...guerra, odio, xenofobia e sangue....in mio aiuto e contenimento dalla facile paranoia di vedere nemici ovunque, ho al mio fianco chiamato Atena Dea della Ragione e Demetra Dea della Vita e della Fertilità.... esse non escludono di servirsi delle miei virtù... Al momento non vedo eserciti in armi che attaccano la "Città", vedo grazie ad Atena e Demetra le difficoltà e le bellezze degli incontri tra culture e uomini diversi...avere al mio fianco Atene e Demetra e non Marte è un bene, è bene per il nostro stesso bene, è bene prodigarci per l’incontro e non lo scontro. Angerona

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 29/12/2017 - 12:42

@DemetraAtenaAngerona, mi perdoni, ma un conto è rendere 'multiforme' e 'articolato' un pensiero attraverso varie componenti, e un conto mettere insieme, riempiendo gli spazi con i buoni propositi, delle divinità che mi sembrano (parere personale) in palese contraddizione. La protezione della propria città dai nemici non ammette 'se' e 'ma': un nemico è un nemico! Va individuato e messo in condizione di non nuocere, quello è sicuro. E potrebbe anche essere più vicino di quanto crediamo! Ma quella è un'altra storia. Comunque sono contento; perchè tra i due post ha almeno corretto il mio cognome! E anche per questo Le auguro un Felice Anno Nuovo per Lei e famiglia!

DemetraAtenaAngerona

Ven, 29/12/2017 - 13:46

@rosario.francalanza. Grazie, le ricambiamo gli auguri. Buon Anno Nuovo! La vita e' piena di contraddizioni... Gli incontri, anche i matrimoni più felici, non escludono scontri, incomprensioni....siamo consapevoli che l'incontro tra culture diverse non escluda lo scontro....per alcuni individui di più per altri meno....se bussano alla mia porta...apro... Se le intenzioni sono di buttarla giù... Angerona interviene....comunque Buon Anno Nuovo a tutti...che vengano in Italia tutti...per TURISMO da turisti.