L'Italia scivola sul "gelicidio" e il maltempo non dà tregua

Strade chiuse e pronto soccorso in tilt in Lombardia A Roma muore clochard, il Vaticano apre le chiese

Non è neve ma è altrettanto pericoloso. È il gelicidio, che sta paralizzando mezza Italia. E mai parola fu più azzeccata per descrivere un fenomeno meteo. Ieri mattina il Nord Italia si è svegliato scivolando su una sottile e impietosa lastra di ghiaccio. Roba di pochi millimetri, ma sufficienti a mettere in ginocchio le città. Risultato: traffico nero, treni partiti con un'ora di ritardo a causa delle rotaie gelate e degli scambi bloccati dal ghiaccio. E ancora: code al pronto soccorso per braccia e gambe rotti durante le scivolate, incidenti ovunque. Chi si è azzardato a muoversi in bicicletta o in scooter si è arreso quasi subito. L'effetto maltempo ha colpito anche i mari: a Livorno un'imbarcazione si è incagliata a causa del vento forte e sono dovuti intervenire i soccorsi per sbloccarla. Collegamenti marittimi in tilt a Napoli. Insomma, l'Italia, che mai aveva sentito la parola gelicidio, ha imparato in poche ore il significato del termine e presto lo inserirà nel vocabolario comune. Non è detto infatti che non ricapiti. Ma tecnicamente di cosa si tratta? In meteorologia il gelicidio è un fenomeno provocato dalla pioggia che cade al suolo in forma liquida anche con temperature inferiori allo zero, gelando poi a contatto con il terreno. Perché questo accada, però, è necessario che le gocce d'acqua siano molto piccole, che l'acqua contenuta sia pura (ovvero priva di sali) e che ci sia un repentino raffreddamento della colonna d'aria negli strati bassi dell'atmosfera. Insomma, la natura ci ha deliziato di una rarità. Di cui, meteo amatori a parte, avremmo fatto volentieri a meno. Il gelicidio ha l'aspetto di una coperta di ghiaccio che avvolge rami, alberi, pali elettrici e naturalmente il suolo. Parliamo di ghiaccio liscio, molto scivoloso e pesante. Più consistente della semplice brina. E quindi più pericoloso perché può anche provocare la caduta di cavi elettrici e di rami.

A Milano è stato chiuso parco Sempione, trasformato in una «pista di ghiaccio» e ridotto per qualche ora a una trappola pericolosissima. Il 118 è intervenuto per oltre duemila casi e le code hanno intasato i pronto soccorso. Le strutture ortopediche sono andate in codice nero, ovvero il massimo grado di difficoltà: un evento eccezionale. E il responsabile del 118 ha diramato una comunicazione urgente per chiedere ai colleghi di liberare le ambulanze in servizio nel più breve tempo possibile. Parecchi i disagi anche in Lombardia: a Lodi è stata chiusa la tangenziale verso Milano e sono stati registrati tamponamenti in zona Crema dove, fra le decine di cadute, la peggiore è stata quella di un'anziana scivolata sul ghiaccio mentre usciva di casa: non essendoci ambulanze disponibili, i vicini di casa hanno formato una «catena umana» per soccorrerla e non cadere a effetto domino. L'Abruzzo ha dichiarato lo stato di emergenza regionale. A Roma una clochard di 53 anni che è stata trovata morta per assideramento nella sua roulotte. Per scongiurare altre morti per freddo il Vaticano continua ad aprire nella Capitale varie chiese di notte.

Quali altre sorprese ci riserverà il meteo nei prossimi giorni? Il termometro dovrebbe salire già da oggi al Nord ma continuerà a nevicare nelle regioni centrali.

Al Sud ci sarà una piccola tregua, ma le temperature caleranno subito dopo. Il freddo proseguirà anche la prossima settimana. E l'Italia, che ha goduto di un autunno clemente fino a Natale, paga un conto con gli interessi tra neve e bizzarrie del meteo.

Commenti
Ritratto di stufo

stufo

Sab, 14/01/2017 - 11:58

......Il suo significato, secondo il dizionario Treccani, è ‘fenomeno meteorologico piuttosto raro (anche detto tempesta di ghiaccio, vetrone, vetrato), per il quale l’acqua piovana, cadendo con temperatura inferiore a 0 °C (ma ancora liquida per soprafusione), si congela rapidamente a contatto degli oggetti colpiti, rivestendo tutto di ghiaccio liscio e limpido e arrecando gravissimi danni alla vegetazione’. Deriva dal lat. gelicidium, a sua volta composto di gelu ‘gelo’ e di -cidium, da cadĕre ‘cadere’..... A Trieste è relativamente frequente, come il 24 dicembre 1963, 10 febbraio 1985, gennaio 1971 ecc. in città, più spesso sull'altopiano carsico o estrema periferia. Il tutto complicato da raffiche di bora anche a 100 e più. Saluti

agosvac

Sab, 14/01/2017 - 13:15

Ma non ci dovevano essere Inverni caldi ed Estati torride??? Ricordo che la scorsa Estate è stata piuttosto fresca e questo Inverno mi sembra alquanto gelido!!!

Ritratto di nando49

nando49

Sab, 14/01/2017 - 14:53

Mia moglie è scivolata fratturandosi un polso e lacerandosi l'arcata sopraciliare. A Milano,in periferia, non si è visto nessuno spargi sale. Al Pronto Soccorso dell'Ospedale Ortopedico Galeazzi siamo entrati poco prima delle ore 10 di mattina e ne siamo usciti alle 22,30.A quell'ora il Pronto soccorso era ancora affollato di persone che erano li dalla mattina. Milano in TILT. E il sindaco parla sempre di "periferie" ma poi non fa nulla.