L'odissea di Niki e Federica: le sorelle risorte per i diritti

La prima, cassintegrata, da anni si batte per i diritti degli operai di Porto Marghera L'altra è rimasta invalida dopo un incidente: ora fa lezioni di sicurezza nelle scuole

Entrare al Petrolchimico di Porto Marghera negli anni Ottanta era come fare tredici al totocalcio; rappresentava la certezza di un lavoro stabile che ti poteva accompagnare per tutta la vita. Certo il lavoro al Petrolchimico era tutt'altro che facile ed era così pericoloso che ogni sei mesi venivano fatti controlli del sangue e delle urine e ogni pochi anni veniva prescritta una tac e un'ecografia epatica a garanzia dello stato di salute di chi quotidianamente lavorava all'interno del polo industriale. Lo sviluppo di Porto Marghera è legato alla visione di un imprenditore veneziano, Giuseppe Volpi, che nel 1904 fondò la S.A.d.E. (acronimo di Società Adriatica di Elettricità) e fu capace di affermarsi in un decennio come una delle più importanti società di elettricità a livello Nazionale.

Porto Marghera si trasformò, dopo la morte di Volpi e con l'avvento della plastica, nell'impianto produttivo chimico più importante d'Italia (assieme a quello di Porto Torres in Sardegna) e uno dei principali d'Europa. Per tutti questi motivi Nicoletta Zago (Niki per tutti), nata a Mestre nel 1965 da un papà artigiano e una madre casalinga, si adoperò per diplomarsi perito chimico. Nel 1988, appena diplomata, Niki è chiamata all'interno del polo chimico più importante d'Italia. Erano i referenti delle risorse umane di Porto Marghera che, tenendo d'occhio chi si diplomava facevano loro offerte di lavoro. L'inizio per Niki non è facile e si accorge subito dell'alta professionalità di chi, coraggiosamente mettendo a rischio la propria vita, cerca di conquistarsi una serenità economica lavorando a Porto Marghera. Niki inizia nel laboratorio di produzione del pvc e nell'area di controllo della qualità del prodotto e così va avanti per quindici anni lavorando per la società che trasformava i nitroderivati in sostanze sbiancanti per detersivi e per la cosmesi oltre che occuparsi della vulcanizzazione dei pneumatici.

Il lavoro di Niki diventa sempre più importante per l'equilibrio economico della sua famiglia che, nel 1993 fu protagonista di un episodio che ne segnò per sempre la vita. La sera del 15 settembre del 1993 Federica, sorella di Niki e appena diciottenne, uscì con altre due amiche per andare a prendere una pizza. Alla guida dell'auto, un'amica di Federica che, appena patentata, perse il controllo del mezzo uscendo dalla strada. Fu un disgraziato errore di guida che a Federica provocò la lesione del midollo costringendola da quel momento, paraplegica, sulla sedia a rotelle. La famiglia Zago dovette cercare, a Mestre, un appartamento senza barriere architettoniche. Quell'incidente avrebbe potuto far saltare gli equilibri familiari e invece diventa motivo di costruzione di un importante sodalizio. E ancor di più il lavoro al Petrolchimico di Porto Marghera diventa importante per il sostentamento di un nucleo familiare.

Intanto nel 1986 nasce Vinyls Italia con il nome di European Vinyls Corporation da una fusione tra l'Enichem e l'ici olandese con l'obiettivo di continuare a gestire la produzione di Pvc. Vinyls viene nel 1994 quotata alla borsa di Amsterdam e per Niki sembra realizzarsi il sogno di un luogo fisso di lavoro. Ma da lì a poco incominciano ad accumularsi i debiti della Vinyls fino ad arrivare, nel 2008, a 77 milioni di euro. Nasce così una nuova società, la Vinyls Italia S.p.A che dopo 20 giorni dall'acquisizione comunica la propria impossibilità ad operare a causa della forte esposizione debitoria. Il 27 Novembre 2009 tutti gli operai del Petrolchimico di Porto Marghera sono messi in cassa integrazione. Da quel momento per Niki e per tutti gli operai del polo petrolchimico inizia una lunga battaglia tesa al ricollocamento. Niki inizia la sua battaglia di giustizia, Federica diventata campionessa di paracanoa, girando le scolaresche per spiegare ai ragazzi come anche la più banale delle distrazioni può causare un incidente capace di cambiarti per sempre la vita.

Niki racconta gli anni della battaglia a Porto Marghera come degli «anni da incubo» dove la drammaticità della perdita del posto di lavoro è compensata dalla dignità della protesta dei lavoratori. Anni in cui per superare l'iniziale silenzio dei media Niki insieme ad altri operai si arrampica a 176 metri di altezza sulla fiaccola del petrolchimico in segno di protesta. Protesta che oggi è divenuta un monologo teatrale dell'autore Filippo Tognazzo. Oggi purtroppo è a scadenza la cassaintegrazione, durata già molti anni, che da novembre rischierà di licenziare tutti gli operai rimasti nell'azienda di Porto Marghera. Tra questi c'è anche Niki, ma a lei e alla sorella Federica, pur nella drammaticità della situazione, non si riesce a cancellare il sorriso dal viso. Anche questo le rende un esempio per molti.

@terzigio