Loris sull'auto del killer, strangolato e gettato via. Riparte la giostra del Dna

I cani hanno seguito le tracce del bimbo fino al punto in cui è salito su un mezzo. Test genetici e le immagini di 41 telecamere per trovare il colpevole

da Ragusa

L'ha ammazzato e gettato nel canale di scolo. È un mostro ancora senza volto quello che ha strangolato il piccolo Andrea Loris Stival, 8 anni appena, il piccolo di Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, ammazzato sabato. La conferma a ciò che non solo gli investigatori ma tutto il paese sospettava è arrivata ieri dal procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia dopo i primi risultati degli esami autoptici. Al momento non si sa se il piccolo abbia subito un tentativo di violenza sessuale ma gli inquirenti attendono gli ulteriori esiti degli esami effettuati da Giuseppe Iuvara, il medico che ha eseguito l'autopsia. Di certo c'è che Loris in quel canneto vicino al mulino non ci è arrivato da solo. Qualcuno lo ha portato lì, o in macchina e con un motorino, e quindi lo ha strozzato e poi spinto giù nel canalone. Un volo di due metri e mezzo, alla fine del quale il bambino ha sbattuto la testa. Non è chiaro se fosse già morto o solo svenuto, se sia stata la caduta a finirlo.

Sabato mattina Andrea Loris era stato accompagnato a scuola dalla mamma, ma in classe, la terza elementare della «Falcone Borsellino», non è mai entrato. L'allarme era scattato alla fine delle lezioni quando la madre, tornata per riportarlo a casa, non l'ha visto uscire coi compagni. Anche la gente del paese si era immediatamente mobilitata per le ricerche. Sin da subito si è temuta la presenza di un orco, di un maniaco che potesse aver rapito il bambino. La Procura non si sbottona: «Indaghiamo a 360 gradi, non trascuriamo nessuna ipotesi, ma ci sono delle piste privilegiate», spiega Carmelo Petralia. Il che lascia supporre che gli inquirenti un punto di partenza ce l'abbiano. Una pista che sarebbe proprio quella della pedofilia. La Scientifica ha eseguito tamponi ovunque alla ricerca di qualche traccia di Dna.

Intanto si cerca di decifrare meglio la complessa personalità del ragazzino. Loris dall'inizio dell'anno aveva «bigiato» due volte le lezioni. Ma pare si fosse sempre fatto trovare dalla madre in perfetto orario davanti al cancello della scuola, al suono della campanella d'uscita. Era un bimbo sveglio. Seguendo questo ragionamento, non si sarebbe allontanato a piedi, col timore di fare tardi. Più probabile sia salito su un'auto o un motorino fidandosi del conducente, sicuro di poter poi rientrare in tempo. Il mostro lo ha caricato poco lontano da scuola. I cani molecolari, cui è stato fatto annusare un indumento, hanno seguito il percorso di Loris per qualche decina di metri, almeno fino al punto dove è arrivato camminando. Poi si perdono le tracce.

La dinamica dell'omicidio è un'altro punto oscuro. Forse il bambino si è ribellato forse ha urlato e potrebbe essere a quel punto che il suo «finto amico» ha perso la testa. Fino alle 11.30 e poi dalle 15 alle 16.30 al mulino vecchio c'era il proprietario, ma lui non si è accorto di movimenti sospetti. Dunque il delitto potrebbe essere maturato in quel «buco» temporale. L'assassino- secondo il criminologo Francesco Bruno, un adulto inesperto, relativamente giovane, che avrebbe ucciso per paura di essere denunciato- avrebbe dunque agito sapendo di essere solo. Per disfarsi del cadavere ha dovuto addirittura saltare un cancello chiuso.

A ritrovare il piccolo, poco prima delle 17, è stato un cacciatore, Orazio Fidone, che ha detto di essere andato in quella zona isolata e buia seguendo il suo istinto. L'uomo è stato sentito a lungo in Questura, ma non risulta indagato. La sua auto è stata sequestrata per le verifiche di rito, lui al momento risulta semplicemente «persona informata sui fatti». Due sono gli elementi su cui puntano gli inquirenti: lo zainetto blu con cinghie gialle di «Toy Story», cercato finora invano, e le immagini delle 41 telecamere di sorveglianza piazzate tra scuola e paese e che potrebbero avere immortalato il bambino. Magari anche il mezzo su cui è salito.