I pm non spaventano gli italiani: "Avanti con le grandi opere"

Malgrado gli scandali e il clamore mediatico sulle infrastrutture, il 56% dei cittadini ritiene "prioritari" gli investimenti

Ma è ancora il caso di investire soldi pubblici in grandi opere? Tutto il settore delle grandi opere pubbliche è, ormai da diverso tempo, sotto accusa. Il ministro Lupi è stato costretto alle dimissioni (per la verità, per motivi del tutto estranei all'inchiesta giudiziaria), diversi importanti responsabili ministeriali sono arrestati o indagati. E, nei mesi scorsi, scandali simili si sono manifestati per altre opere come l'Expo e il Mose.

D'altra parte, il nostro Paese ha, secondo molti, assoluta necessità di rinnovare e integrare le sue infrastrutture e il settore coinvolto (principalmente quello delle costruzioni) è sempre stato uno dei più importanti nella nostra economia e, in questo periodo, ha tra l'altro grande necessità di un rilancio.

Che ne pensano gli italiani? Malgrado tutti gli scandali e il clamore mediatico sul settore delle infrastrutture, la grande maggioranza dei cittadini ritiene che esso vada potenziato e che sia essenziale un programma di opere pubbliche per il nostro Paese. Secondo un sondaggio Eumetra svolto in questi giorni su di un ampio campione rigorosamente rappresentativo dell'universo dei cittadini italiani, il 56% ritiene «prioritari» gli investimenti in opere pubbliche e riqualificazione del territorio e un altro 34% li giudica comunque «abbastanza prioritari». Solo poco meno del 10% non ritiene importante questo genere di interventi. I risultati confermano quanto emerso due anni fa in un'analoga ricerca condotta dall'Ance: anche allora la netta maggioranza degli italiani si dichiarava favorevole a investimenti nelle infrastrutture. Colpisce poi l'irrilevanza (1%) della percentuale di chi risponde «non so» (diversamente da quanto accade spesso in sondaggi di questa natura): gli italiani hanno opinioni molto chiare e nette sull'argomento.

Appaiono particolarmente favorevoli agli investimenti in infrastrutture coloro che esercitano una professione in proprio (imprenditori e liberi professionisti), i più giovani e chi risiede nei grandi centri oltre i 100.000 abitanti. Dal punto di vista dell'orientamento politico, il giudizio sull'opportunità degli investimenti in infrastrutture è relativamente simile tra gli elettori dei diversi partiti, con un calo significativo tra i votanti per Sel (che si dimostrano meno interessati a queste tematiche) e un'accentuazione tra chi si colloca nel Centro.

Gli italiani indicano anche delle priorità nei settori di intervento. L'ambito ritenuto decisamente più importante è quello della ristrutturazione di edifici pubblici come scuole od ospedali, indicata come assolutamente urgente dall'84% dei cittadini. Evidentemente, i numerosi casi di degrado denunciati dai media (o riscontrati personalmente dagli intervistati) hanno fortemente sensibilizzato l'opinione pubblica. Subito dopo, in ordine di priorità, viene indicata la riqualificazione delle opere pubbliche a rischio dal punto di vista sismico o idrogeologico. Viceversa è relativamente meno sottolineata la necessità di concludere alcuni dei lavori infrastrutturali già avviati, come la Tav. Beninteso, anche il completamento della Tav è richiesto dalla maggioranza assoluta degli italiani. Ma, evidentemente, le polemiche passate e presenti hanno avuto l'effetto di ridimensionare il livello di questo consenso.

Nell'ambito dello stesso sondaggio, abbiamo provato a «provocare» gli intervistati, facendo esplicito riferimento agli scandali di questi giorni e domandando se, ciò nonostante, sia il caso di proseguire con i progetti infrastrutturali. Il suggerimento, dato dalla netta maggioranza, è stato di farlo. Addirittura, il 37% chiede di rafforzare gli investimenti. Ancora una volta, lo dicono in misura più accentuata i giovani, coloro che dispongono di un titolo di studio più elevato e i residenti nelle grandi città.

L'insieme di questi risultati indica dunque come gli italiani siano consapevoli del fatto che, al di là degli scandali più o meno frequenti, sia necessario intensificare gli interventi nelle infrastrutture di cui l'Italia ha bisogno, anche dal punto di vista della ripresa economica.

È un segnale positivo che mostra come l'opinione pubblica sia consapevole delle vere necessità del Paese.

Commenti

denteavvelenato

Sab, 21/03/2015 - 09:46

Appena il 56, ma no dai, sono molti di più gli itaGliani che giustificano tutto ai potenti, e che sono contenti per la spartizione di denaro pubblico

veneziano

Sab, 21/03/2015 - 10:01

Mannheimer, ma non ha un briciolo di pudore ? tutto come niente fosse! e voi del Giornale pensate di fare un buon servizio ai lettori proponendoci i pensieri di tale personaggio?

unosolo

Sab, 21/03/2015 - 13:57

servono certamente ma diamo mandato alla finanza di controllare appalti e subappalti e riprendere il divario , abbiamo assistito ad assegnazione di appalti sempre ai noti mentre i piccoli li prendevano a calci , il divario tra appalto e sub deve rientrare allo Stato con tanto di interesse. solo cosi avremmo opere con consegne previste senza ulteriori proroghe e aumenti indiscriminati.

cicero08

Dom, 22/03/2015 - 09:27

il problema vero è un altro: sono i lenoni o mangioni o papponi a non avere abbastanza paura dei PM....