Luciano Canfora seppellisce il Pd: "Ormai è un partito da incenerire"

Il celebre classicista usa parole di fuoco sul maggiore partito della sinistra italiana: "L'unica cosa che si può chiedere è che si affrettino a liquidare lo stato maggiore"

Luciano Canfora è un uomo ben conscio del valore delle parole e abituato a dosarle con attenzione. Per questo se sceglie di usare un'espressione forte come "il Pd va incenerito" bisogna prestare particolare attenzione.

Il celebre professore emerito di Filologia Classica presso l'Università degli Studi di Bari ha rilasciato al Fatto Quotidiano un'intervista che farà discutere. E che dalle parti di Largo del Nazareno non sarà certo accolta con piacere.

All'indomani dell'ennesima, pesantissima sconfitta dei democratici nelle recenti consultazioni amministrative, l'accademico di formazione marxista non usa certo toni morbidi verso l'attuale classe dirigente piddì: "L'unica cosa che si può chiedere, immaginando che esistano ancora circoli e militanti attivi del Pd, è che si affrettino a liquidare lo stato maggiore."

Il quadro tracciato dal professore sul futuro della sinistra italiana è assai fosco: citando lo storico ateniese Tucidide, Canfora ricorda che "la speranza può portare alla distruzione della città."

"La sinistra non esiste più. Punto. Il Partito democratico è da liquidare, anzi incenerire", insiste. Parole che arrivano come una bomba sui vertici di un partito abbandonato in misura sempre maggiore dagli elettori a favore di forze antisistema come Lega e MoVimento Cinque Stelle. Tuttavia Canfora ne ha anche per le formazioni minori che si collocano a sinistra del Pd.

Rivela che alle ultime elezioni politiche ha votato Liberi e Uguali ma che la formazione guidata da Pietro Grasso ha deluso le sue aspettative: "Sembrava che quella formazione dovesse raggiungere addirittura il dieci per cento e invece è stata superata dal principio di realtà".