"L'Ucraina faccia piena luce sul caso Rocchelli". Grimoldi (Lega) chiede giustizia a Kiev

Il vice presidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati parla dell'uccisione del reporter ucciso e dei rapporti dell'Italia con la Russia e con l'Ucraina

Il caso di Andrea Rocchelli, il reporter ucciso in Ucraina mentre svolgeva il suo lavoro, non è ancora risolto. Sono passati quattro anni. Ma la verità non è ancora venuta a galla. E i genitori di Andrea, insieme al governo italiano, chiedono giustizia. Una giustizia che però dall'Ucraina fatica ad arrivare. Ed è di questo che si è parlato alla tavola rotonda che si è svolta all'Holiday Inn di Assago dal titolo: "Il caso Andrea Rocchelli e lo stato dei diritti umani e della libertà di parola in Ucraina".

All'evento ha preso parte anche Paolo Grimoldi della Lega, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera dei Deputati, membro del Consiglio d’Europa e capo della delegazione italiana presso l’Osce. Raggiunto da Il Giornale.it, Grimoldi ha spiegato la posizione del governo italiano nel merito delle indagini sulla morte di Rocchelli. E il suo giudizio sull'attuale governo ucraino è deciso: "Il governo di Kiev non ci ha garantito giustizia. A quattro anni dalla morte di Rocchelli, l'Italia non sa ancora perché, quando e da chi è stato ucciso il reporter".

"Questo è dovuto anche a un atteggiamento lassista da parte dell'Unione europea, che ha dato 11 miliardi di euro al governo di Kiev per fare le riforme che non sono mai avvenute, fra cui quelle di maggiore trasparenza e maggiori garanzie giuridiche", spiega Grimoldi. Il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera fa riferimento al pacchetto di aiuti stanziato dalla Commissione europea nel 2014 che venne annunciato dallo stesso Juan Manuel Barroso "per assistere un governo ucraino solido e partecipato e orientato verso le riforme". Riforme mai avvenute, come denuncia Grimoldi, e che si denota anche dalle indagini e dalle garanzie offerte sul caso Rocchelli.

Ma quali sono le mosse del governo italiano nel prossimo futuro? "L'Italia, che è attualmente presidente dell'Osce, chiederà a tutti i candidati alle prossime elezioni in Ucraina di impegnarsi a fare luce sul caso. Altrimenti, i prossimi aiuti non saranno senza ricevuta...".

E sul fronte ucraino, Grimoldi, come capo della delegazione Osce, sarà impegnato anche al prossimo vertice di Milano, in cui i rapporti fra Kiev e Mosca saranno certamente centrali. "L'Italia, si pone come sempre per il dialogo. Per prima cosa, bisogna capire le motivazioni di entrambe le parti. Finora l'Europa ha solo parlato delle esigenze dell'Ucraina, ma anche la Russia ha le sue motivazioni nel conflitto", spiega Grimoldi. "L'Italia vuole il rispetto della sovranità ucraina e un governo autonomo e libero, ma vuole anche che siano rispettate le necessità russe. E per prima cosa bisogna puntare a togliere le sanzioni a Mosca, che hanno colpito direttamente le nostre aziende".