L'uscita di Lupi dilania Ncd «Ora via da questo governo»

Nel partito cresce la voce dei big che chiedono una rottura con Renzi o l'appoggio esterno. E il settimanale «Tempi» raccoglie il malcontento di Comunione e liberazione

L'umore negli ambienti vicini all'organizzazione ecclesiale cattolica oscilla tra la rabbia e la delusione. Una sintesi chiara viene espressa dal settimanale Tempi , diretto da Luigi Amicone, che sulla sua pagina web spara dieci domande che certo non eludono il punto politico della vicenda. Per citarne alcune: «Se un ministro non indagato si deve dimettere, significa che oggi i sottosegretari del Pd indagati si dimetteranno?»; «Se le “colpe” dei figli (Luca Lupi che ha accettato in regalo un orologio) ricadono sui padri, significa che le “colpe” dei padri (Tiziano Renzi, indagato per bancarotta fraudolenta) ricadranno sul figlio?»; «Costano di più due anni di intercettazioni o un “vestito di alta sartoria” da 700 euro?»; «Avete mai inoltrato via e-mail il curriculum di un giovane disoccupato? Occhio, è una cortesia che potrebbe essere usata contro di voi». Ma il vero quesito che contiene già in sé un verdetto negativo e un chiaro invito a staccare la spina all'esecutivo è l'ultimo: «Che cosa ci resta a fare Ncd in questo governo?».

Un catino ribollente sembra poi essere il partito di Angelino Alfano in Lombardia. Roberto Formigoni bolla Renzi come un «doppiopesista opportunista. Ha difeso gli amichetti suoi, ma non ha speso una parola per Lupi». Nicolò Mardegan, coordinatore Ncd a Milano, parlando con Intelligonews punta il dito contro il segretario e invoca «dignità politica». «Fossi stato in Alfano avrei creato una crisi di governo dicendo che Maurizio non si doveva toccare. È una presa per il c… dire che Maurizio si è dimesso. Sono una presa per il c… i comunicati di alcuni ministri e parlamentari. Gli hanno detto, e questa è stata la riunione e posso giurarlo, o ti dimetti o ti faccio sfiduciare. La Boschi stessa, tanto carina e brava, ha parlato di libertà di voto, come dire sei fottuto». Clima teso anche in Regione. Stefano Carugo e Luca Del Gobbo, consigliere e capogruppo della più numerosa rappresentanza di Ncd a livello nazionale, annunciano che lunedì formuleranno un documento politico in cui ufficializzeranno la richiesta alla segreteria nazionale di lasciare l'esecutivo. «No more» dice Carugo. «Basta. Non ha più senso andare a letto col nemico».

Se sui territori si piange, nei palazzi romani certo non si ride. I parlamentari che propongono l'appoggio esterno - guidati da Fabrizio Cicchitto - salgono di numero. Tra i più arrabbiati ci sono Maurizio Sacconi, Carlo Giovanardi, Sergio Pizzolante, Gianni Sammarco, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi, Raffaello Vignali, Vincenzo Piso. Riflettori accesi anche sull'incarico che verrà offerto all'ormai ex ministro. Dopo le dimissioni, Lupi viene dato per favorito alla guida del gruppo alla Camera. Ma Nunzia De Girolamo, da sempre favorevole al dialogo con Fi, non ci sta a fare la parte dell'agnello sacrificale e chiede un confronto interno al partito: «Non sarà certo Renzi a decidere per Ncd». La capogruppo mette anche il dito nelle contraddizioni renziane. Il botta e risposta è con il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini che nega vi sia un doppiopesismo in base all'appartenenza di partito. «Che bella faccia tosta», lo apostrofa De Girolamo. «Renzi ha dimostrato incoerenza e mancanza di coraggio».

di Fabrizio de Feo

Roma