Ancora caos nei 5 Stelle: nella riunione di fuoco stoppata nuova fronda

In una riunione tenutasi a Palazzo Madama, alcuni senatori del M5s hanno chiesto di votare subito le modifiche allo statuto. La proposta è stata respinta. L’ala progressista del Movimento spinge per l’alleanza con il Pd

Tensione altissima nel M5s sul tema dello statuto e di possibile alleanze con altri partiti per affrontare una tornata elettorale.

"Lo statuto cui si riferisce Di Maio è del tutto immaginario, visto che quello del partito del 2017 non preclude alleanze di sorta, anzi: non disciplina proprio il tema. Ed è singolare che sia proprio lui, sulle cui esigenze di capo politico è stato confezionato lo statuto, a cadere in questo incidente interpretativo...". È quanto ha riferito all'Adnkronos, l'avvocato Lorenzo Borrè, a proposito delle parole di Luigi Di Maio che ieri sera, davanti agli attivisti emiliano romagnoli, ha affermato che "da statuto" il MoVimento non può appoggiare il candidato di un altro partito.

Il tentativo, dopo il risultato della piattaforma Rousseau che ha sancito la presenza del M5s alle elezioni Regionali i Emilia-Romagna e in Calabria, sarebbe quello di cercare quantomeno un’alleanza con il Pd. Ipotesi stoppata dal capo politico del MoVimento che ha citato le regole presenti nello statuto.

Ma quanti auspicano accorsi elettorali con quelli che sono già alleati di governo non si arrendono. È fallito, almeno per ora, il tentativo della fronda grillina di mettere ai voti la riforma del regolamento del gruppo M5s Senato. In una riunione tenutasi oggi a Palazzo Madama, come annunciato da Stefano Lucidi, alcuni senatori del cosiddetto “gruppo dei 16”, incaricato di redigere la bozza del nuovo statuto, hanno chiesto di votare oggi stesso le modifiche. La proposta, però, è stata respinta.

A quanto apprende l'Adnkronos, il tentativo sarebbe stato stoppato dal capogruppo Gianluca Perilli che ha dichiarato come "non sia corretto votare ora il testo. Prima deve vederlo Luigi Di Maio". La posizione del presidente dei pentastellati eletti a Palazzo Madama è stato appoggiato dalla vicepresidente del Senato Paola Taverna.

Per Perilli, quella di oggi è stata una riunione in cui ci si è aggiornati sullo stato dei lavori. "Per le modifiche serve un approfondimento, una condivisione e una revisione da portare avanti".

Tutto rinviato. Ma non tutti gli esponenti pentastellati hanno gradito."Volevamo provare a cambiare le cose. Procediamo allegri verso il baratro...", ha sintetizza un senatore dopo l'incontro. Una frase che fa trapelare la paura del M5s di incorrere in una nuova batosta elettorale dopo quella rimediata in Umbria.

L’essere la “terza via” come ha ribadito ieri Di Maio avanti ai “portavoce” ed attivisti riuniti nell'Hotel Savoia Regency di Bologna non piace neanche ad altre figure di primo piano del MoVimento che vorrebbero andare al voto non da soli. L'ala di sinistra del Movimento non molla e invoca un nuovo voto sulla piattaforma web del M5s per decidere se allearsi o meno con il Pd in vista delle Regionali.

Per Roberta Lombardi, capogruppo grillina in Regione Lazio, "se c'è un progetto insieme, come è successo a livello governativo non vedo niente di male che si dica, in maniera molto trasparente, 'questi sono gli impegni che vogliamo prendere insieme, su questo ci misurate e su questo ci corresponsabilizziamo, come siamo corresponsabilizzati al governo". La Lombardi mette le mani avanti affermando che “in ogni caso, Emilia Romagna e governo devono essere partite separate. Il governo non cadrà dopo le regionali".

Per la maggior parte dei parlamentari 5s, però, il discorso di una alleanza con il Pd è chiuso. "Non voglio sentire parlare di alleanze", taglia corto il senatore Gabriele Lanzi. La vicepresidente della Camera Maria Edera Spadoni osserva: "In Emilia ci sono nostri attivisti e consiglieri comunali che da anni fanno battaglie con una opposizione dura e costruttiva al Pd emiliano romagnolo. Nessuno dal territorio ha mai aperto ad alleanze".