Maestre aguzzine nell'asilo di Ariccia

Tre educatrici e un'assistente arrestate: malmenavamo i bambini

Stefano Vladovich

Roma «Mamma, maestra botte». Sono le parole di un bimbo di due anni e mezzo a mettere in allarme i genitori. Un dente spezzato in una caduta accidentale e un livido, però, convincono a denunciare i fatti ai carabinieri. Basta una settimana per filmare ciò che accade sistematicamente nell'asilo degli orrori.

Schiaffi, strattoni, colpi alla testa su bambini di due, tre e cinque anni per farli sedere o mangiare. I video sono chiari: tre maestre e una bidella vengono arrestate. L'audio, poi, registra frasi umilianti nei confronti dei piccoli alunni. Le accuse: maltrattamenti su minori aggravati dall'età delle vittime e dalla continuità. Accade tutto in un asilo pubblico, il San Giuseppe di Ariccia, paesino dei Castelli Romani. Le indagini rapide e mirate, dei carabinieri di Ariccia portano il gip a spiccare gli ordini di cattura per le 4 aguzzine: Franca L.P., 64 anni, Santa S., detta Tina, 56 anni, Maria Rita M., 55 anni e Maria Rita G., 58 anni. Per le 4 donne il giudice ha disposto gli arresti domiciliari tra Velletri, Albano, Ariccia e Formia. Quello che le telecamere, piazzate nelle aule e nella mensa, riprendono ogni giorno per 2 settimane ha dell'incredibile. Nell'asilo di via Laziale, proprio di fronte alla stessa caserma dei carabinieri, i piccoli vengono picchiati con rabbia da tre insegnanti e un'operatrice scolastica. Un modus operandi che, per le tre maestre e la loro assistente, rientrava nella normalità. Una storia assurda che comincia per caso: «Mio figlio cade dallo scivolo e si rompe un dente - racconta a il Giornale Michela, 24 anni, la mamma che ha denunciato la situazione -. Lo vedo dalla finestra di casa. Giorni dopo si presenta con un livido su una gamba. Gli chiedo, sei caduto ancora in giardino? Lui: no maestra, botte. Non ci potevo credere. Non voleva tornare a scuola, aveva paura di andare in bagno con la bidella. Anche a mio marito sembrava una cosa pazzesca. Lo stesso, però, succede a un suo compagno di classe. Ne parlo con gli altri genitori e anche loro hanno gli stessi sospetti. Non ci penso due volte e vado in caserma a denunciare il fatto. Sola». «Ora che anche le immagini parlano chiaro, e non solo le parole stentate di un bambino di due anni e mezzo, chiediamo giustizia - continua -. Le maestre devono andare in galera e il sindaco deve garantirci un nostro diritto. Non ce ne andremo, il mio bambino deve continuare a frequentare l'asilo. Sono le maestre,a dover andar via». La dirigente scolastica non rilascia dichiarazioni. Interviene il sindaco di Ariccia, Roberto Di Felice, che si augura il «massimo rigore». «Le indagini proseguiranno i prossimi giorni - spiega il colonnello Salvatore Sauco, comandante DI Frascati -, con gli interrogatori di garanzia». Sul caso Ariccia interviene anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini: «L'impegno per il 2019 è quello di approvare la legge che permette di accendere le telecamere negli asili e nelle case di riposo, per difendere bimbi e anziani dalle violenze di (pochi) balordi». Fra gli ultimi episodi: a settembre l'asilo Papero Giallo di Roma al centro di violenze su bimbi tra i 19 e i 32 mesi. Stesso mese, sospesa una maestra reggiana. Dodici mesi di stop all'insegnamento per una collega di Messina, colpevole di maltrattamenti continuati.