Di Maio rottama la ditta di papà. E ora implora: "Finiamola qui"

Il grillino mette in liquidazione l'azienda di famiglia. Salvini lo difende: "Basta spiare dal buco della serratura"

Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio vuole spegnare in fretta i riflettori sia sugli abusi edilizi nei terreni di famiglia a Mariglianella che sui passaggi di società dell'attività imprenditoriale del papà Antonio Di Maio: due casi sollevati con l'inchiesta de Il Giornale. Archiviare velocemente sospetti e dubbi che ne potrebbero compromettere la leadership all'interno dei Cinque stelle.

Ieri il ministro ha formalizzato la messa in liquidazione di Ardima Srl, la società di famiglia di cui era socio al 50% con la sorella Rosalba. Già aveva annunciato in tv e nell'intervista al Fatto Quotidiano, la decisione di liberarsi dai legami societari. I fratelli Di Maio nominano liquidatore con tutti i poteri di legge Giuseppe Di Maio, il fratello del vicepremier che già ricopriva l'incarico di amministratore di Ardima. Dall'atto si evincono «le ragioni per le quali risulta conveniente e opportuno sciogliere anticipatamente la società e porla in liquidazione. In particolare - risulta all'Adnkronos - la prolungata inattività rende necessario procedere allo scioglimento anticipato». Con l'accelerata, Di Maio prova a tamponare le insidie che arrivano dal fronte societario: «Finiamola qui», implora. Ardima Srl era passata di mano, prima alla mamma Paolina Esposito, e poi ai figli, dopo la cancellazione della ditta individuale intestata a Di Maio senior. Nel mezzo dei tre passaggi di società, era arrivata un'ipoteca da parte di Equitalia su due terreni e un fabbricato (nel Comune di Mariglianella) per un debito da parte del papà di 176mila euro con il fisco. Sempre sul fronte fiscale, Di Maio ha spiegato che il papà non aderirà al condono fiscale appena varato dal governo, lasciando allo Stato la facoltà di continuare nell'azione di recupero delle tasse non pagate.

Ma il Pd incalza il capo politico del M5s. Il deputato dem Carmelo Miceli presenterà un esposto contro Di Maio per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, esercizio di attività d'impresa con lavoratori in nero, dichiarazioni fiscali infedeli, falso in bilancio. Il M5s si affida, invece, ad Angelo Pisani, ex legale di Maradona, che non ha dubbi: «Non esiste alcuna elusione fiscale alla luce della ipoteca già iscritta a carico dei Di Maio». Restano in piedi altri due filoni: abusivismo edilizio e reati ambientali. Dopo la scoperta di quattro manufatti abusivi nei terreni di proprietà della famiglia a Mariglianella, la Procura di Nola ha aperto un fascicolo. Mentre l'ente locale sta lavorando all'ordinanza per la demolizione dei fabbricati. Nel fascicolo in mano ai magistrati c'è anche l'informativa sui reati ambientali: nei terreni la polizia municipale ha sequestrato rifiuti speciali. Due inchieste destinate a spegnersi rapidamente. Ma è la scossa politica che preoccupa il leader dei 5 stelle, che ieri ha incassato la solidarietà del ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Parentesi per Luigi Di Maio, anche lui da una settimana vittima di attacchi di ogni tipo. Chiedo a quelli che attaccano me, Luigi e Conte in maniera preventiva: giudicate dai fatti e non andate a sbirciare dal buco della serratura. Non mi spaventano i Casamonica figuratevi se mi spaventano alcuni attacchi interni», ha commentato in una diretta Facebook il segretario del Carroccio. Due capitoli non sono chiusi: il ministero della Pubblica istruzione potrebbe aprire un'istruttoria sul doppio ruolo svolto dalla mamma (insegnante e titolare di imprese) e il lavoro in nero nella ditta del padre che potrebbe imbrigliare proprio il ministro del Lavoro.