La maledizione Grandi opere Ora la tangente è l'appalto

Raffica di arresti per due inchieste tra Roma e Genova In manette il figlio di Monorchio, indagato Lunardi jr

Patricia Tagliaferri

Roma Subappalti truccati, tangenti non più in soldi ma in commesse, direttori dei lavori che certificavano la regolarità delle opere a prescindere dalle modalità di esecuzione, anche quando veniva usato calcestruzzo di scarsa qualità o cemento che sembrava colla, come documentato dalle indagini. L'importante era accaparrarsi più cantieri possibili, contando sull'omertà degli imprenditori che sapevano degli illeciti ma tacevano per non essere estromessi dagli affari.

E poi ci chiediamo il perché di cantieri infiniti come quello della Salerno-Reggio Calabria, che infatti risulta nell'elenco delle grandi opere, insieme alla Tav Milano-Genova e la People Mover, la navetta che collega aeroporto e stazione di Pisa, finite in due inchieste, della Procura di Roma e di Genova, che ieri hanno portato ad una raffica di arresti in tutta Italia per accuse che vanno dalla corruzione alla tentata estorsione, fino all'associazione a delinquere. Il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha garantito che sulle grandi opere coinvolte non è stato posto alcun blocco, mentre il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, vuole valutare se ci sono le condizioni per un eventuale commissariamento. Tra le 21 persone per le quali il gip Gaspare Sturzo ha disposto le misure cautelari tra il carcere e i domiciliari c'è anche Giandomenico Monorchio, figlio dell'ex ragioniere dello Stato, in veste di amministratore della Sintel, una società incaricata della direzione dei lavori per la realizzazione della tratta Av Milano-Genova-Terzo Valico dei Giovi. Tra gli indagati invece risulta Giuseppe Lunardi, figlio dell'ex ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture («Non ho ricevuto alcuna informazione di garanzia, io estraneo», dice in serata). A capo dell'organizzazione sgominata dai carabinieri del comando provinciale di Roma c'era Giampiero De Michelis, fino al 2015 direttore dei lavori delle tre opere. Con il suo socio, l'imprenditore calabrese Domenico Gallo, sarebbe riuscito ad ottenere dalle ditte esecutrici dei lavori contratti, commesse, consulenze e forniture per oltre 5 milioni di euro a favore di aziende a loro riconducibili, con la complicità di funzionari e dirigenti del General Contractor Cociv. Altre 14 misure ai domiciliari sono state disposte dalla Procura di Genova, la cui indagine riguarda l'aggiudicazione di commesse per un valore complessivo di oltre 324 milioni di euro per la realizzazione del Terzo Valico. Quattro degli indagati sono coinvolti anche nell'inchiesta romana, tra questi Gallo e De Michelis. Anche qui assegnazioni pilotate dei lotti, offerte anomale diventati regolari, concorrenti di comodo per indirizzare le aggiudicazioni. In un caso la turbativa d'asta sarebbe stata accompagnata dal pagamento di una somma di denaro. Tangenti, ma non solo. Talvolta per aggiudicarsi i lavori gli imprenditori offrivano prestazioni sessuali di escort.

Nell'ordinanza il gip Sturzo sottolinea come gli indagati rivestono ancora «ruoli apicali all'interno di società impegnate nella realizzazione di importanti opere pubbliche nell'ambito delle quali da un lato realizzano una gravissima violazione della regole della libera concorrenza, includendo nelle attività solo le imprese disponibili ad elargire favori, dall'altro violano le procedure di sicurezza e di qualità delle opere realizzate grazie alla compiacenza della direzione dei lavori che continua ad essere gestita dalla Sintel di Monorchio». Tutto questo, oltretutto, mettendo a rischio l'incolumità delle persone.