Malore per Gentiloni: operato «Sto bene, torno presto»

Il premier sottoposto ad un intervento di angioplastica di ritorno da Parigi. «Lavora troppo, riposi di più»

Paura per il premier Paolo Gentiloni al rientro da Parigi dove aveva incontrato il presidente francese François Hollande. Il presidente del Consiglio, nella serata di martedì, è stato portato al Policlinico Gemelli di Roma dove è emersa la necessità di un piccolo intervento di angioplastica per uno stent a un vaso periferico, perfettamente riuscito. Il premier sta meglio, è vigile e comunica al telefono, ma dovrà restare in ospedale fino a sabato: un decorso standard che prevede le dimissioni entro due o tre giorni dall'intervento per monitorare che il flusso sanguigno sia nella norma. Lunedì Gentiloni è intenzionato a tornare al lavoro. «Grazie dell'affetto e degli auguri. Medici e personale sanitario bravissimi. Sto bene. Presto torno al lavoro», twitta in serata il premier.

Il capo del governo «ha un po' esagerato con la mole di lavoro», viene riferito da fonti di governo: «Dall'inizio dell'incarico a Palazzo Chigi, lavora dal mattino presto fino a notte fonda. Dovrebbe riposare di più, ma ha già detto di voler tornare lunedì». In agenda Gentiloni aveva una visita a oggi Londra per incontrare la premier britannica Theresa May che è stata rinviata.

Il premier, a quanto si apprende, si era sentito male già durante l'incontro con Hollande. Poi il rientro a Roma e la scelta di effettuare in tarda serata alcuni accertamenti compresa una Tac al Policlinico Gemelli. «Ha fatto tutto lui, si è trattato di un malessere che ha gestito in prima persona» spiega Michele Anzaldi del Pd. Le condizioni del presidente del Consiglio sono buone ed è ricoverato nella unità di terapia intensiva cardiologica. Il decorso post operatorio procede regolarmente e vengono seguite le terapie standard dopo un'angioplastica.

Il pieno successo dell'intervento è confermato dall'ottimo decorso clinico. L'intervento è stato eseguito dal Professor Filippo Crea, Direttore del Polo di Scienze Cardiovascolari e Toraciche della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, e dalla sua equipe. Fuori e dentro il Policlinico sono state rafforzate le misure di sicurezza. Numerosi gli agenti di polizia in abiti civili che presidiano i corridoi al piano terra ed evitano che curiosi, giornalisti e anche congiunti di ricoverati raggiungano l'area dove c'è l'Utic, l'Unità di Terapia Intensiva Cardiologica.

Se ve ne sarà bisogno sarà il ministro più anziano a presiedere le riunioni del Governo finché il premier Paolo Gentiloni non si sarà rimesso e riprenderà il proprio lavoro. Il membro più anziano del Consiglio dei ministri è Claudio De Vincenti, che è nato il 28 ottobre 1948; di poco più giovane è Valeria Fedeli, nata il 29 luglio 1949; segue Pier Carlo Padoan, nato il 19 gennaio 1950. I ministri ci tengono a stemperare la tensione. «Ci siamo mandati dei messaggi stamattina alle 7. Sta benissimo, anche perché risponde a messaggi di primo mattino» dice la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin. L'intervento cui è stato sottoposto Gentiloni ha avuto un «risultato molto positivo: riprenderà molto presto la sua attività, nessun problema» spiega De Vincenti.

Messaggi di vicinanza arrivano da tutto l'arco costituzionale, opposizioni comprese: dal Movimento 5 Stelle, passando per Forza Italia con tanto di comunicato di Silvio Berlusconi, Lega, Fdi, Sinistra italiana. Dall'estero è il premier canadese Justin Trudeau a concedersi su Twitter un messaggio in italiano: «Auguri di pronta guarigione».