Manovra in deficit e rischio accise È rimasto un buco da 22 miliardi

Legge di Bilancio e contratti di lavoro gravano sui conti 2018

Roma - Nel post referendum sarà difficile fare quadrare i conti, comunque vada il voto e chiunque sarà l'inquilino di Palazzo Chigi. E non è colpa delle turbolenze dei mercati, in caso di vittoria del No, né di un aumento degli interessi sul debito.

Le difficoltà vengono dalla legge di Bilancio, ma anche dal contratto degli statali siglato pochi giorni fa in pompa magna. Due eventi che hanno lasciato un «buffo» sui conti del 2018 che ora è intorno ai 22 miliardi, ma che potrebbe salire ulteriormente.

Il grosso sono della bolletta che arriverà nel dicembre 2017 sono le clausole di salvaguardia. La «finanziaria», in deficit e generosa oltre il dovuto proprio a causa del referendum, ha portato il conto delle clausole di salvaguardia a 19,8 miliardi. Il governo dovrà trovare una somma che già corrisponde a una manovra per evitare l'aumento dell'Iva al 25% e un incremento delle accise. Poi il contratto degli statali, rinnovato mercoledì per il triennio 2016-2018. Per il pubblico impiego nella manovra ci sono 2,6 miliardi complessivi sul 2018, tra nuove assunzioni e rinnovo del contratto. Solo il secondo anno di aumenti per i dipendenti pubblici, a secco da sette anni, costerà 1,9 miliardi.

Poi c'è il costo dell'operazione che servirà a garantire il bonus da 80 euro anche a chi, con gli aumenti di quest'anno, avrebbe perso il diritto a riceverlo. Cifra difficile da prevedere. Per il 2017 si va da 150 milioni del governo ai 400 milioni previsti dai sindacati. Spese inevitabili che si riproporranno anche nel 2018. Ma c'è di più. Promettendo aumenti mini medi di 85 euro, il governo ha di fatto sforato le previsioni di spesa. Tutto dipende da come andranno le trattative per i contratti delle singole categorie di dipendenti pubblici (quella siglata nei giorni scorsi era un'intesa politica). Difficile che il welfare e benefit promessi dal governo, siano a costo zero. Impossibile che non ci siano da coprire, proprio a partire dal 2018, i premi di produzione, che tornano soldi distribuiti a pioggia.

«Il governo ha promesso che troverà i soldi di volta in volta», confida una fonte sindacale. In sostanza i soldi stanziati nella legge di Bilancio non sono sufficienti e si dà per scontato che tra le spese incomprimibili delle prossime manovre, oltre alle operazioni da artificieri per disinnescare le clausole di salvaguardia, tornerà alla grande il salario dei pubblici nella sua versione di moda negli anni Settanta. Una variabile indipendente del bilancio pubblico. Gli stipendi devono crescere anche se i conti vanno male, se la macchina dello stato non è efficiente. Il tutto, in cambio di niente, visto che è stata smontata la legge Brunetta.

A meno che non ci sia un improbabile conversione dell'Europa alle politiche finanziate in deficit o una crescita così solida da fare dimenticare ai mercati la dimensione del nostro debito pubblico, la prossima legge di Bilancio sarà una triste operazione contabile. Con pochissimi spazi per scelte di politica economica ed enormi sforzi per finanziare il conto lasciato nelle sessioni di bilancio precedenti. Quelle di Monti e Letta nel caso delle clausole di salvaguardia, la legge firmata dal premier Matteo Renzi e il ministro Pier Carlo Padoan, per quanto riguarda il ritorno della contrattazione pubblica vecchio stile. Senza limiti di spesa e senza merito.

Commenti

PorcaMiseria

Sab, 03/12/2016 - 09:11

Non si vuol capire che "Pier Paolo Padoan" è la testa di cuoio di Napolitano e di Renzi. L'imprinting dato da Napolitano a Renzi era di mettere un ministro maleabile e incapace di decisioni positive erp l'Italia.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 03/12/2016 - 09:19

Ovvio. Aumentano le "spese", mentre le entrate, anche se crescono a carico nostro, non coprono le spese. Del resto il povero Renzi capisce poco e chiacchiera molto. UN VERO DISASTRO! forse a Renzi converrebbe perdere il referendum per giustificare un'uscita "onorevole", prima dell'imminente e inevitabile disastro.

sergio_mig

Sab, 03/12/2016 - 09:29

Ovvio con tutte le mance elettorali fatte da Renzi, il suo aereo, soldi spesi X la propaganda del si, i viaggi all'estero fatti dai suoi monistri e le spese folli senza tagliare nulla porta a queste cose che poi noi dobbiamo pagare X CUI votare no X cacciare QUESTO governo anche se si tratta del referendum Perché votando si confermiamo QUESTO governo di incapaci che non ci toglieremo più X molti anni, quindi NO NO NO non abbiamo altre possibilità. Forse avessimo un Presidente della repubblica deciso a stroncare questa situazione anche i cittadini potrebbero avere più fiducia nelle istituzioni.

avallerosa

Sab, 03/12/2016 - 09:56

Aumenta il deficit, aaumentano le tasse,dovrebbero aumentare le entrate ma gli immigrati risorse per il PD ci buttano in mezzo alla strada.Renzzi dimettiti,se hai almeno un minimo di dignità,ma forse occorre prima spiegargli cosa vuol dire dignità

JosefSezzinger

Sab, 03/12/2016 - 11:49

A guardare i dati sulle entrate tributarie, i fondi non mancano: nel periodo Gennaio-Settembre si è avuto un incremento di ben 11 miliardi rispetto al 2015 e mancano ancora i dati di ottobre-novembre-dicembre. Bisogna anche considerare che da ben 20 anni il saldo primario del Bilancio dello Stato è sempre in attivo (cioè al netto degli interessi, la differenza tra entrate e spese è sempre stato positivo), record storico mondiale. In media nel periodo 2010-2015 è stato di circa 15 miliardi. Quello di cui lo Stato Italiano ha bisogno è abbattere il costo del debito, ossia il costo degli interessi e questo lo può fare solo avendo una Banca Pubblica che gli permetta di finanziarsi a costo zero e eseguire operazioni di riacquisto dei Titoli di Stato nei momenti favorevoli (=spread alto).

Ritratto di Azo

Azo

Sab, 03/12/2016 - 11:52

Ma dove vanno a finire tutto questo danaro??? Perchè, non si fa un controllo su come arricchiscono, PARLAMENTARI, PM, TOGHE ROSSE E DIRIGENTI DEGLI ENTI STATALI, CHE ENTRANO IN CARICA, CON LE PEZZE AL CULO E VANNO IN PENSIONE DA MULTIMILIONARI???

clandestino48

Sab, 03/12/2016 - 11:58

Bene, ma l'Italia è comunque in ripresa dice Renzi, che volete che siano 22miliardi di buco!

unosolo

Sab, 03/12/2016 - 12:31

campano alla giornata uno regala soldi per galleggiare e seguire la linea dell'ex , l'altro sottomesso , e avrà i suoi tornaconti sicuramente , quindi era ovvia la mancanza di soldi senza crescita produttiva del PIL vero , quando il PCM parla del PIL ci sono tutti i parassiti che noi paghiamo con i soldi che versiamo per avere i giusti servizi senza averli , il motivo è lo spreco continuo di un quarantenne che si crede uno ,,, mentre è solo un bamboccione cresciuto e allineato con esempio della sua famiflia , il debito no potrà mai scendere se lo spreco istituzionale aumenta , metteteci questi due ultimi mesi,,,,,,

Ritratto di riflessiva

riflessiva

Sab, 03/12/2016 - 13:05

illegibile. verità meno di zero. pazzesco .a tutto c'è un limite.

Ritratto di riflessiva

riflessiva

Sab, 03/12/2016 - 13:09

illegibile, incommentabile. verità meno di zero. pazzesco .a tutto c'è un limite. Ora le accise .ma quali accise? i contratti diventano mance elettorali. basta offendere milioni di lavoratori. Certo Berlusconi contratti non li rinnovava lui era un immenso statista che li bloccava , mentre apicella gli suonava la lira

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stenos

Sab, 03/12/2016 - 13:10

E allora? Basta tassare. Agli italioti piace pagare, se non fosse cosi' questi ceffi non li voterebbero.

Ritratto di hernando45

hernando45

Sab, 03/12/2016 - 13:13

La patata bollente passerà in mano a chi verra dopo di lui, che si vedra costretto ad aumentare le tasse per colpa sua!!!! AMEN.

carpa1

Sab, 03/12/2016 - 13:46

Qui si sta delineando, o meglio si è già delineata, la superporcata di renzi & C. In previsione di una disfatta, stanno cercando di ipotecare un futuro disastroso per il nostro paese elargendo mance più o meno laute a diverse categorie. L'intento è ovviamente quello di raccattare più voti e, nella peggiore delle ipotesi, lasciare in eredità una situazione che sia la più disastrata possibile, altro che riduzione delle tasse e l'Italia che riparte; le balle di questo disgraziato individuo sono di un'evidenza disarmante. Prima ce ne liberiamo e meglio sarà per tutti.