Manovra, Padoan risponde a Ue: "Scostamenti per spese eccezionali"

Dopo la lettera di Bruxelles all'Italia che mette in discussione la manovra presentata dal governo, arriva la risposta di via XX settembre

Dopo la lettera di Bruxelles all'Italia che mette in discussione la manovra presentata dal governo, arriva la risposta di via XX settembre. Il ministro dell'Economia Padoan chiarisce i punti della legge di stabilità e di fatto respinge le correzioni indicate dall'Unione Europea. Di fatto Padoan spiega, nella lettera di risposta, che l'Italia non farà passi indietro facendo leva sugli ingenti sforzi sostenuti per fronteggiare la questione migranti e l’emergenza terremoto, aggravata dai tragici eventi delle ultime ore. Nella missiva di risposta che il Tesoro sta mettendo a punto, il governo risponderà quindi puntualmente alle richieste di chiarimento avanzate dalla Commissione europea cercando di spiegare perchè il deficit strutturale peggiora e di specificare meglio perchè ritiene che vadano scorporate le spese per migranti e terremoto dal deficit. Il sisma che ha colpito nelle ultime ore il Centro Italia non fa che avvalorare la tesi che il nostro è un Paese molto esposto a eventi sismici gravi e pertanto qualsiasi spesa affrontata per la ricostruzione o la messa in sicurezza non dipende da scelte politiche discrezionali dell’esecutivo. "Data la frequenza di terremoti distruttivi e la sofferenza che hanno causato alla popolazione italiana, il governo - spiega Padoan - intende portare avanti un programma aggiuntivo per affrontare i rischi sismici; l’intervento è necessario per assicurare, per esempio, i nostri 42 mila edifici scolastici, 30% dei quali hanno bisogno di azioni di manutenzione strutturale o devono essere completamente ricostruiti", si legge nella lettera. Padoan fa notare che nel bilancio il costo per gli incentivi anti-sismici è stimato in 2 miliardi. Complessivamente l’aumento degli investimenti pubblici e incentivi fiscali antisismici comportano costi di bilancio vicini allo 0,2% del Pil. E ancora: "La spesa per affrontare il fenomeno dei migranti potrebbe arrivare fino a 4,2 miliardi di euro il prossimo anno. Mentre i costi legati al sisma ammontano a 2,8 miliardi di euro per un totale di 7 miliardi di euro", spiega il titolare di via xx settembre. Poi arriva il tema del referendum: "Il voto del 4 dicembre può avere un impatto significativo sull’economia. Allo stesso tempo - prosegue la lettera pubblicata questa sera - il lavoro per rispettare i nostri impegni di riforme è continuato con un buon ritmo, soprattutto nei settori del mercato del lavoro, della pubblica amministrazione, della governance del sistema bancario e delle procedure di insolvenza".

Intanto la Commissione europea ha confermato che tutte le spese per far fronte all’emergenza saranno considerate fuori dal deficit. "Secondo le regole Ue - ha detto all’Agi la portavoce, Annika Breidthardt - i costi per l’emergenza a breve termine in risposta a catastrofi naturali importanti possono essere considerati eccezionali e quindi esclusi dal calcolo degli sforzi strutturali di uno Stato durante la valutazione del rispetto delle regole del Patto di stabilità e crescita".

Commenti

Giulio42

Ven, 28/10/2016 - 09:12

Qualunque sia il motivo, a noi servono i soldi che porterebbero lavoro e potremmo anche utilizzare gli immigrati per svolgerlo. Con il debito pubblico alle stelle ci siamo sempre stati, il lavoro non mancava e neanche il benessere.

Giovanmario

Ven, 28/10/2016 - 10:38

il mago padoan aveva già previsto il nuovo terremoto??.. ma di quanti pollici è la sua sfera di cristallo??..