Marino sprofonda nei guai: rischia l'incriminazione per aver dichiarato il falso

Gli ex collaboratori smentiscono la versione data ai magistrati da Ignazio: non hanno firmato i giustificativi degli scontrini

Roma - Continua a collezionare smentite Ignazio Marino. Dopo quella clamorosa di Papa Francesco sul viaggio a Philadelphia («Io non l'ho invitato, chiaro?»), ecco quella del suo staff. Ora che l'ex sindaco di Roma non è più in Campidoglio, e con l'emergenza terrorismo a riempire i giornali, la notizia scritta ieri dal Messaggero rischia di passare inosservata, relegata alle pagine di cronaca locale.I suoi ex collaboratori, quelli sui quali aveva scaricato la responsabilità delle note spese sballate - convocati dai magistrati della Procura di Roma che hanno messo Marino sotto inchiesta per peculato e concorso in falso in atto pubblico - pare non abbiano confermato la tesi difensiva del chirurgo dem, il quale ha fin dal primo momento disconosciuto le firme sui giustificativi delle cene saldate con la carte di credito del Comune e raccontato che era la sua segreteria a compilarli a posteriori basandosi sugli appuntamenti in agenda.Le firme in calce dei sette giustificativi di spesa incriminati, corrispondenti ad altrettanti pranzi e cene «istituzionali» i cui commensali, dopo lo scoppio dello scontrino-gate hanno smentito gli incontri conviviali con il sindaco dimissionario, non sarebbero dunque le sue. Peccato, però, che i membri dello staff ascoltati finora dal procuratore aggiunto Francesco Caporale e dal pm Roberto Felici lo abbiano appunto smentito. Le firme, almeno, non sarebbero di Giampiero Bistoncini, membro della segreteria particolare di Marino, interrogato due giorni fa, il cui nome era stato fatto ai magistrati dal capo del Cerimoniale Francesco Piazza, il quale aveva suggerito la possibilità che i moduli fossero compilati dal segretario in persona. Bistoncini, però, ha negato fosse quello il suo compito, che si limitava invece alla preparazione dei moduli. I documenti sulle spese istituzionali venivano poi inviati in bianco al capo segreteria affinché li sottoponesse al primo cittadino. Se fosse davvero questa la procedura, i magistrati lo dovranno chiedere ad Enzo Foschi, il funzionario che ha diretto la segreteria di Marino fino a quando, nel febbraio 2014, in polemica con il sindaco, si è dimesso per un nuovo incarico nelle segreteria del Pd romano. E anche a Silvia Decina, che ha ricoperto lo stesso incarico. Se pure loro dovessero prendere le distanze dall'ex sindaco, per Marino le cose non si metterebbero bene. Il rischio, nel caso venisse fuori che è stato proprio lui a siglare le note spese, è quello che alle accuse venga aggiunta quella di false dichiarazioni al pm. In Procura ha sfilato inoltre l'ex capo della ragioneria comunale, Maurizio Salvi. Anche lui ha negato che fossero sue le firme sui giustificativi, anche perché il suo lavoro si limitava alla catalogazione delle spese. Dei giustificativi non era lui ad occuparsi.Dopo l'apertura dell'inchiesta, in seguito agli esposti di Fratelli d'Italia e M5S, il sindaco dimissionario si era presentato spontaneamente ai pm per dare la sua versione sugli scontrini. Prima ancora, sempre nel maldestro tentativo di togliersi d'impaccio, si era offerto di pagare di tasca propria i 20 mila euro delle spese contestate, seppur continuando a negare di aver falsificato i giustificativi. Un vero pasticcio, nonostante il quale Marino ha comunque deciso di ritirare le dimissioni. Fino all'atto di forza del Pd che ha fatto dimettere i consiglieri dem costringendolo a decadere dalla carica.PaTa

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 19/11/2015 - 08:40

C'erano dubbi forse? L'ignoranza dei sinistri non permette loro di comprendere che le balle hanno le gambe corte e i nodi vengono sempre al pettine. Unica magra consolazione, giusta figura di m. per il pd e tutti quelli che li votano.

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 19/11/2015 - 08:56

Nessun problema per PD e sinistri.E' un KOMPAGNO che sbaglia.

Accademico

Gio, 19/11/2015 - 10:33

Non succederà un capso. E sarà proprio il buon Renzi a mettere tutto a tacere. Ne ha tutto l'interesse, perchè se Marino s'incapsa, poi so' amari per tutti.

pc64

Gio, 19/11/2015 - 11:44

Benefits fai da te? Ahi ahi ahi...

Ritratto di mbferno

mbferno

Gio, 19/11/2015 - 11:55

Invito caldamente tutti quelli che secondo lui avevano firmato gli scontrini a denunciare questo squallido personaggio per calunnia.Lui che parlava di fogne le deve vedere da vicino, di persona.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 19/11/2015 - 12:08

Povero Marino! Rischia di essere trascinato nelle stesse fogne dove lui ci aveva collocati. Solo che le troverà vuote, pure se qualche nuovo arrivo può essere ipotizzabile, magari anche a breve termine.

MEFEL68

Gio, 19/11/2015 - 13:11

Ahi, ahi, questi kompagni che sbagliano. Ma chi ce li ha proposti e messi nei posti giusti? Non certo Berlusconi. Allora, non sarebbe giusto che anche i vertici che hanno disposto vengano mandati al macero?

unosolo

Gio, 19/11/2015 - 13:59

se era di FX sarebbe da tempo agli arresti domiciliari.,.,

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 19/11/2015 - 18:53

Nessuna simpatia per Marino. Però è tipico del bel paese che venga inquisito un personaggio che tutto sommato ha mostrato un modello morale ben superiore a certa politica, quella stessa politica che è fonte inesauribile di scandali di ogni tipo, qualche volta addirittura in collusione con la delinquenza comune, come è stato a Roma, a Venezia, a Milano, e non solo. Per il momento a lui viene imputata solo qualche cena in trattoria e l’uso della famigerata carta di credito, ma per somme assolutamente modeste, ben lontane da certi “magheggi” di cui la stampa ci ha dato notizia, per altro a volte fatti nel formale rispetto della legge, ma naturalmente sempre a spese dello Stato, cioè nostre.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 19/11/2015 - 18:56

Iraq e Libia, due colossali errori, il primo di matrice USA, il secondo su imput di Sarkò, sempre a favore degli arabi e dei loro interessi politici ed economici, ma soprattutto a vantaggio dell'Islam aggressivo, quello che oggi è drammaticamente rappresentato dall'Isis. Ora gli USA ed il loro peggiore presidente della storia vogliono far fuori anche Assad, colpevole di essere "cattivo", così spianando la strada allo Stato Islamico che potrà così impadronirsi completamente di Siria ed Iraq. Pertanto, dopo aver temuto per almeno 40 anni l'URSS, ora dobbiamo sperare che siano i Russi a salvare la baracca, sostenuti dai Francesi, svegliatisi dal sonno di Sarkò, uno dei maggiori responsabili della situazione attuale, per altro con l’appoggio del nostro presidente di allora, almeno a quanto è stato riferito di recente da Silvio.