Marra contrattacca e risponde al Gip. La sindaca: "Non temo le sue parole"

L'ex braccio destro rinnegato si difende: mai favori all'immobiliarista

Roma - Diceva di essere a disposizione all'immobiliarista Stefano Scarpellini, arrestato con lui per corruzione, ma per il fedelissimo di Virginia Raggi quelle parole erano soltanto un atto di gentilezza nei confronti di una persona che conosceva. Nulla di più. Raffaele Marra si difende così nel carcere di Regina Coeli, dove è rinchiuso da cinque giorni, mentre oggi toccherà all'ex assessore all'Ambiente Paola Muraro, indagata per reati ambientali, rispondere alle domande dei pm.

Un altro scossone per la giunta Raggi, che nonostante le nuove nomine e il tentativo di rilancio, scricchiola sempre di più, con l'opposizione che accusa di aver combinato solo disastri in questi sette mesi di governo. Marra ha negato di aver mai ricevuto favori dall'amico costruttore, tanto meno di essersi fatto pagare parte di un appartamento, come invece gli contestano i magistrati, che gli hanno chiesto di spiegare quei 367mila euro usati per l'acquisto di una casa in via dei Prati Fiscali, a Roma, provenienti dai conti del costruttore. Corruzione, per l'accusa. «Un semplice prestito, che ancora aspetto mi venga restituito», si è difeso Scarpellini, spiegando al Gip di non aver avuto alcuna contropartita da Marra: «Non poteva conoscere i miei interessi a livello istituzionale e politico e in ogni caso non avrebbe potuto intervenire in alcun modo». Nei prossimi giorni l'avvocato Francesco Scacchi produrrà tutta la documentazione bancaria attestante l'acquisto dell'immobile sotto accusa, risalente al 2013, mentre i legali di Scarpellini hanno depositato i contratti dell'altro appartamento, quello dell'Eur, ceduto nel 2009 a Marra con un fortissimo sconto.

Eppure la Procura sospetta che Marra abbia messo la sua funzione al servizio del gruppo Scarpellini, che negli anni ha stretto convenzioni urbanistiche milionarie con l'amministrazione capitolina grazie anche a provvedimenti del Comune. Per questo l'intercettazione in cui si sente il braccio destro della Raggi assicurare alla collaboratrice di Scarpellini di essere «totalmente a disposizione» dell'imprenditore, in cambio della sua intercessione presso l'editore Gaetano Caltagirone per far cessare gli attacchi nei suoi confronti, è finita nell'ordinanza di custodia cautelare.

La Raggi, intanto, dopo aver scaricato Marra, prima d'ora difeso contro tutti e tutto, definendolo soltanto uno dei 23mila dipendenti del Comune e chiedendo una verifica interna sulla regolarità di tutti gli atti firmati da lui, cerca di andare avanti, ostentando sicurezza sulla possibilità che il suo ex fedelissimo decida di raccontare cose compromettenti su di lei. Dice di non temerlo, anche se fino a poco fa sembra andasse in giro per il Campidoglio dicendo «se parlo io qui casca tutto», né tanto meno freme per la nuova inchiesta sulla nomina del fratello di Marra a numero uno del dipartimento Turismo.