Meglio pochi ma forti come il Pibe

Nell'estate 1984 arrivò in Italia Diego Maradona. Lo attendevano Socrates e Rummenigge, Junior e Wilkins, Zico e Falcao, Platini e Briegel, Brady e Passarella, Souness e Boniek, Laudrup, Hansi Muller e Trevor Francis. Sedici squadre, 30 stranieri, due per club eccezion fatta per la Cremonese. I quotidiani titolavano: «Qui c'è il mondiale». I giornali stranieri editavano inchieste sugli imperatori mercenari e parlavano di un campionato di gala. L'Italia era campione del mondo del calcio da due anni, i giocatori italiani facevano gara con gli stranieri. Non risulta che la qualità rovini la qualità. Gli italiani apprendevano buon calcio dai campioni. Oggi cosa volete che imparino? L'Italia che urla contro lo straniero non ha memoria. Piuttosto meglio urlare contro questa indiscriminata invasione di stranieri di scarso peso, che mangia soldi e apporta poco allo spettacolo e alla crescita del calcio nostro e dei pochissimi giovani di valore. In Italia manca la qualità: negli italiani e negli stranieri. Quanti saranno i top dall'estero? Diciamo 10, stando larghi. E, forse, uno o due di loro potrebbero gareggiare con quelli del 1984. E qui oggi scriviamo: «Non c'è più il mondiale». Per colpa di giovani che non valgono e di stranieri che insegnano niente. Quest'anno, nonostante una regolamentazione più stringente, hanno giocato in serie A 310 stranieri o poco più, abbiamo il 58% di giocatori esteri. Solo la Premier league ci supera. Ma noi rischiamo di scegliere peggio: mancano i danari per acquistare quelli bravi. Il caso Gabigol parla da solo: non ha funzionato nemmeno per la pubblicità. Una volta avevamo oriundi come Ghiggia e Schiaffino, Angelillo e Monti, Sivori e Altafini, oggi abbiamo raccattato Amauri e Paletta, Schelotto e Vasquez, Eder e Jorginho. Cosa ce ne facciamo? Credete che i padroni cinesi verranno a far crescere i nostri giovani? Soltanto migliorando la qualità interna, si potrà gestire una miglior scelta all'estero. Le squadre giovanili esondano di ragazzi stranieri. Niente male, ma se ci fosse più competitività ne guadagnerebbe anche la selezione naturale. La qualità è l'anima del pallone.

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 15/11/2017 - 09:55

articolo azzeccatissimo ! mancano solo due parole sulle scuole calcio e sui vivai in'esistenti .