Melina sul presidente Inps, Quota 100 è a rischio

Stallo sul successore di Boeri, in arrivo un commissario. Entro fine mese serve l'ok al bilancio

Roma - Reddito di cittadinanza e Quota 100 a rischio per il rinvio della nomina del presidente dell'Inps. Tutto rinviato. Tito Boeri non è più alla guida dell'Inps dalla mezzanotte di sabato, ieri il governo avrebbe dovuto fare un nome. Quello del nuovo presidente oppure di un traghettatore. Invece niente, nessun vertice, tutto congelato. «Nei prossimi giorni troveremo l'opportunità di nominare un commissario ma subito dopo, appena il decreto verrà votato, si potrà provvedere alla nomina di tutto il Cda e del futuro presidente», ha spiegato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon.

I nomi sono noti. La vecchia intesa prevedeva Mauro Nori presidente e Pasquale Tridico, nella inedita carica di vicepresidente Inps. Poi l'equilibrio è saltato e sono spuntati i nomi dei possibili traghettatori. In particolare Paolo Reboani, dirigente di primo piano del ministero del Lavoro, uno degli autori della legge Biagi. Nei giorni scorsi sono piovute le smentite, ufficiali e non, dei diretti interessati.

Risiko delle nomine a parte, il ritardo rischia di compromettere il funzionamento dell'Inps. «L'attesa per la nomina del commissario e quindi del presidente dell'Inps può durare ancora solo 2-3 giorni: se si prolungasse emergerebbero dei problemi», ha spiegato ieri il presidente del Civ (consiglio di indirizzo e vigilanza) Guglielmo Loy, che auspica una soluzione veloce.

Il governo sostiene che il direttore generale dell'Istituto può per il momento sostituire il presidente. Ma non è così. L'ordinaria amministrazione non crea problemi, ma la firma del presidente è necessaria anche eventi frequenti, ad esempio una causa nella quale l'Inps deve decidere se costituirsi. Un ritardo può significare perdere scadenze.

A fine mese l'Inps deve poi approvare la variazione del bilancio 2019. Quindi creare delle poste di bilancio che tengano conto delle novità legislative. Ad esempio quelle contenute nel decretone che riguardano da vicino l'Inps: quota 100 e il reddito di cittadinanza.

L'aspettativa è che il commissario sia nominato in tempi relativamente brevi e poi, nel giro di un mese, arrivi il presidente. Sarebbe auspicabile fossero la stessa persona, spiega Loy.

Serve continuità soprattutto ora che le strutture dell'Inps saranno messe a dura prova dalle richieste per la pensione anticipata prevista della riforma previdenziale del governo. Possibile che alla fine il governo gialloverde si converta alla gestione commissariale, rinviando la riforma della governance che dovrebbe vedere il ritorno del Consiglio di amministrazione dell'Inps e quindi di una gestione collegiale.