Meno scettici, gli italiani restano europeisti

Sale il numero di giovani e istruiti che danno giudizi positivi sull'Ue

L'Unione europea è tornata al centro dell'attenzione del pubblico. Dell'elettorato nel suo insieme e di diversi leader politici. Molti ne prospettano il rilancio. Svariati indicatori tendono a suggerire l'esistenza di questo fenomeno, in vari contesti europei e anche per quanto riguarda l'opinione pubblica del nostro Paese.

In realtà gli italiani sono tradizionalmente stati nel passato il popolo più «europeista» del continente. I livelli di consenso manifestati nei confronti delle istituzioni comunitarie hanno infatti fatto registrare, specie all'inizio del percorso comunitario, tra i valori più elevati e si sono mantenuti per lungo tempo così. Poi, specie con l'inizio della crisi economica del 2008, il supporto nei confronti della UE è andato progressivamente diminuendo, toccando di recente il livello minimo, sotto al 30%, dopo avere raggiunto in passato anche l'80%. Il trend di contrazione dei giudizi positivi nei confronti della UE è proseguito negli ultimi anni in modo regolare, con continue correzioni all'ingiù.

Oggi l'andamento sembra essersi invertito, con una significativa crescita dei consensi, che pure rimangono a livelli medio-bassi. Naturalmente, nessuno può sapere se si tratta di una vera e propria inversione del trend negativo oppure di un episodio isolato. Dipenderà anche molto dalle politiche che gli stati europei e i loro leader assumeranno in futuro. E dall'andamento del contesto economico generale.

Sta di fatto che la percentuale di chi esprime un giudizio positivo sull'UE, dopo avere segnato nel 2016 il valore più basso in assoluto, ha ripreso quota negli ultimi mesi, raggiungendo oggi il 35%. Con anche questa è una novità un 7% di intervistati che si azzarda a manifestare una opinione «molto positiva». È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall'Istituto Eumetra Monterosa, intervistando telefonicamente un campione rappresentativo della popolazione italiana con età superiore ai 17 anni. Risultano relativamente più fautori della UE i giovani in età lavorativa, coloro che detengono un titolo di studio più elevato e chi esercita professioni come impiegati, insegnanti e commercianti. Insomma, gli strati che possiamo considerare come più centrali socialmente. Viceversa, permane un diffuso scetticismo verso la UE tra i settori che potremmo definire più «marginali«: gli anziani oltre i 65 anni, le casalinghe, gli operai e chi è in cerca di prima occupazione.

Sul piano degli orientamenti politici, si rileva una maggiore approvazione per la UE tra chi esprime l'intenzione di votare per il Pd, mentre sul lato opposto si registra una forte (e forse prevedibile) criticità nell'elettorato del M5S. Ma ed è un fatto significativo manifesta un atteggiamento più critico e sfiduciato verso l'Europa anche chi si interessa meno delle vicende della politica e ha maturato la decisione di astenersi alle elezioni. C'è insomma una consistente «area grigia» di ostilità alla UE tra quanti si pongono in misura più accentuata ai margini della vita politica e sociale e vedono di conseguenza le istituzioni comunitarie come lontane, se non ostili. L'atteggiamento di perplessità nei confronti dell'Europa, comunque riscontrabile in buona parte dell'elettorato del nostro Paese non significa che si vogliano abbandonare del tutto le istituzioni comunitarie. Di fronte a un quesito che evoca l'uscita dall'UE, infatti, la grande maggioranza del campione intervistato, dichiara di volere conservare l'appartenenza alla UE. È vero che permangono aree relativamente vaste di scetticismo nell'elettorato di Forza Italia, della Lega e del M5S. Ma anche in questi ambiti politici la maggioranza degli intervistati dichiara di volere proseguire l'esperienza della UE.

Insomma, l'Europa gode ancora del consenso della popolazione del nostro Paese. Non tanto l'Euro in sé che viene visto sempre più criticamente quanto il complesso delle istituzioni comunitarie. A patto, però, che queste ultime intraprendano la strada del rinnovamento, della maggiore efficacia e «vicinanza» ai cittadini del Vecchio Continente.

Commenti
Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Sab, 20/05/2017 - 09:23

giudizi positivi? sotto gli effetti dell'hascish, forse.....

nerinaneri

Sab, 20/05/2017 - 09:29

...escludendo i vecchi, sì...

Luigi Farinelli

Sab, 20/05/2017 - 09:43

Lo scetticismo verso l'Ue è in aumento, a dispetto di articoli e inchieste pilotate. Per es.: gli euroscettici in Francia, pur su sponde politiche anche opposte, sommando i voti di Fillon, Melenchon, Amon e Le Pen superano abbondantemente il 65% mentre solo pochi anni prima questa percentuale era molto più bassa. Fa pure ridere classificare i laureati quali "non populisti" per far passare i "populisti" come incapaci di discernere. Sia laureati "acculturati", sia "populisti" hanno capito benissimo che questa Europa non funziona ed è in mano a irresponsabili collusi con il processo di mondializzazione forzata. Basterebbe ascoltare Jacques Attali, vate di Macron, in merito all'immigrazione come "arricchimento", al laicismo imposto e il suo assalto alla famiglia monogamica naturale per capire quale sarà il futuro di questa Europa. I "populisti" l'hanno capito benissimo; i "superiori culturalmente e moralmente" della "Sinistra" al caviale ancora no.

cir

Sab, 20/05/2017 - 10:31

e' notoriamente appurato che i giovani spesso se laureati capiscono un belino. basta vedere chi ha fatto il maggio 68 in Francia per rendersi conto di siano ignoranti e presuntuosi.

lawless

Sab, 20/05/2017 - 10:43

gli europeisti che sperano o credono che i problemi li risolverà l'unione non si rendono conto della realtà. 10 anni di crisi economica non sono stati sufficienti alla UE per togliere un ragno dal buco. Solo bla bla bla e con l'ultima esternazione ci dice peraltro che la crisi non si sa quando avrà fine. Piccole nazioni piccoli guai, grandi nazioni grandi guai. Il miglior raccolto è quello che proviene dal TUO orto, il resto è noia.

Giorgio1952

Sab, 20/05/2017 - 11:03

"Meno scettici, gli italiani restano europeisti. Risultano relativamente più fautori della UE i giovani in età lavorativa, coloro che detengono un titolo di studio più elevato e chi esercita professioni come impiegati, insegnanti e commercianti", non gli zoticoni come quello che ha fatto il primo commento all'articolo.

Anonimo (non verificato)

Cheyenne

Sab, 20/05/2017 - 11:13

ormai i sondaggi sono pagati dai committenti

Ritratto di mortimermouse

Anonimo (non verificato)

gbgiangi

Sab, 20/05/2017 - 11:51

Europeisti? domanda fatta verso le 3.30 di mattina a un gruppo di giovani usciti dall'ultimo locale dopo aver bevuto un intero bar????????? chi oggi è europeista è un pazzo, l'europa il piu' grande fallimento/truffa del secolo.

Ritratto di Pippo1949

Pippo1949

Sab, 20/05/2017 - 12:17

Gli italiani europeisti ? Mannehimer era ed è rimasto un militante di sinistra. Nessuna meraviglia su certi sondaggi pilotati.....

VittorioMar

Sab, 20/05/2017 - 12:17

...DA "IGNORANTE" DICO :ITALEXIT DA UE ??...SI !!!

Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Sab, 20/05/2017 - 12:41

Fate quello che volete, basta che mi fate guadagnare un sacco di soldi in borsa, poi fatto il botto, me ne vado via dall'Italia.

Silvio B Parodi

Sab, 20/05/2017 - 12:49

italiani europeisti? un par de palle!!!

nopolcorrect

Sab, 20/05/2017 - 13:13

Caro Mannheimer, dalla fine della seconda guerra mondiale l'Italia non è più un paese indipendente, ha bisogno di protettori, si attacca alle code della giacca dello Zio Sam, alla gonna del Papa, a quella della Merkel e la giusta convinzione diffusa è che i nostri governanti valgono poco e niente a livello internazionale, siamo l'unico paese che accetta di venire invaso da invasori disarmati aiutandoli anzi a invaderci e mantenendoli a nostre spese. Allora abbiamo bisogno di essere governati da altri. E la UE può a volte essere matrigna ma è pur sempre una mamma...

Blueray

Sab, 20/05/2017 - 13:17

L'articolo è tutto nelle ultime 3 righe: l'euro è visto criticamente, e ci sarebbe consenso "a patto che le istituzioni comunitarie intraprendano la strada del rinnovamento, della maggiore efficacia e «vicinanza» ai cittadini del Vecchio Continente". Siccome ciò non avviene il consenso non c'è e comunque sarebbe subordinato. Sondaggio di parte.

Ritratto di Nahum

Nahum

Sab, 20/05/2017 - 19:52

La verità è dura da accettare, vero?