Mentana boccia la riforma ma strizza l'occhio alla Rai

La riforma della Rai? Così come è stata disegnata dal governo Renzi non va, «è un pannicello che viene messo perché sta per scadere l'attuale consiglio di amministrazione». Parola di Enrico Mentana ( nella foto ), direttore del tg di La7 , che in una lunga intervista al blog di Beppe Grillo boccia l'ipotesi del premier: «Così – sottolinea Mentana – non si riforma e non si ottiene davvero quel grado di separazione che bisogna instaurare tra la politica a livello esecutivo e a livello legislativo e la Rai servizio pubblico radiotelevisivo». Mentana però strizza l'occhio alla sua prima «casa»: «Confesso che avrebbe un senso vedermici tornare - spiega - tuttavia non ha senso nella Rai di oggi».

In Piemonte il partito di Alfano sembra aver perso la rotta e ormai naviga a vista. A Moncalieri l'Ncd sparisce dal consiglio comunale e sulle schede delle prossime elezioni: i tre alfaniani entrano nel gruppo dei moderati e appoggeranno il candidato sindaco del centrosinistra. Le cose non vanno meglio a Mondovì, dove Enrico Costa ( nella foto ), viceministro alla Giustizia, strizza l'occhio ai cugini di Forza Italia, mentre a Torino porge una mano alla coalizione di centrosinistra. In attesa di tirar fuori l'asso della manica, ossia rispolverare l'Unione liberale di Centro, fondata dal padre Raffaele nel 1993 e ancora presieduta dall'ex ministro Biondi.