«Le mie casse acustiche come l'otre dei contadini»

Il cileno Pablo Ocqueteau, 33 anni, ha ricevuto una menzione speciale al Salone Satellite. La sua creazione, «Mapuguaquèn – The Sound of the Earth» è una cassa acustica. La particolarità è che il «suono della terra» è indipendente dalle musiche che si scelgono di ascoltare, ma deriva dai materiali utilizzati.

Puoi spiegarci meglio?

«Gli altoparlanti sono fatti di creta e legno di ulivo: è la terra che diventa suono. La forma è quella di un'otre, come quelle usate dai contadini cileni per raccogliere l'acqua: l'ho scelta perché è l'unica rappresentativa dell'identità del Cile, volevo realizzare qualcosa che fungesse da ponte ideale tra la tradizione – quella dei contadini e della creta lavorata a mano – e l'innovazione, con la musica».

È per questo che parli di “documentary design”?

«Sì, volevo creare un oggetto che rappresentasse una sorta di registro storico dell'umanità cilena, unendo idealmente una delle prime cose che gli uomini fecero con le proprie mani con qualcosa di moderno come le casse acustiche».

Perché dici che è anche una denuncia?

«Il Cile purtroppo è un Paese che si limita a vendere le materie prime, non si preoccupa della produzione: io penso che per essere competitivi dobbiamo ripartire dalla nostra storia. La situazione attuale è un problema anche per i designer: io stesso vivo in Germania da cinque anni. Ma per Mapuguaquèn ho lanciato una campagna di crowdfunding: voglio essere io a produrlo».