Migranti, Salvini vede il vice-premier libico. "Pronti ad accordi"

Per Maitig Italia e Libia sono le più danneggiate dalla crisi migranti. E Salvini: "Il futuro del Paese spetta ai libici. Non interferiamo"

Maggiore sostegno per le forze libiche e dall'altro canto un ringraziamento all'Italia per "la collaborazione tra i due Paesi in diversi campi, primo fra tutti quello dell'immigrazione". È da una conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Interno Matteo Salvini che arrivano le parole di Ahmet Maitig, vice premier libico.

"Noi in Libia attendiamo la conclusione del dossier migrazione dall’Unione europea da oltre due anni, abbiamo sempre detto con franchezza che se non dovesse arrivare un contributo dall’Ue, faremo accordi unilaterali e l’Italia è sempre stata il nostro primo partner", mette in chiaro Maitig a conclusione dell'incontro con Salvini, che dal canto suo ricorda quali sono i problemi da affrontare per Roma e per il Paese nordafricano.

"Nell'incontro abbiamo parlato della fine dell'embargo, perché i trafficanti di armi e di esseri umani se ne disinteressano. La settimana prossimo incontrerò il rappresentante Onu per la Libia", dice, con Maitig che ricorda come questo sia tra i tasti più dolenti.

"La Libia paga il prezzo di un embargo che non le permette di rafforzare i mezzi della Guardia costiera e proteggere i propri confini, per noi questo rappresenta un problema serio", sostiene il vice premier libico.

Di oggi la notizia di una circolare del Viminale alle prefetture in cui si chiede anche un controllo maggiore sulla concessione della protezione umanitaria ai migranti.

"Da sovranisti quali siamo - ha aggiunto ancora Salvini - pensiamo che il futuro della Libia spetti ai libici, quindi a differenza di altri non ci permettiamo, dall'Italia, di indire o indicare una data per le elezioni".

Commenti

Gianni11

Gio, 05/07/2018 - 18:51

I libibi non vogliono vedere il loro Paese invaso da africani sub-sahariani. Hanno gli stessi interessi nostri di fermare l'invasione. Con i libici ci mettiamo d'accordo. Chi cerchera' di fermarci sono l'UE, la NATO e l'ONU, sottolineando il fatto che l'invasione e' voluta dai globalisti. Sono loro che vcogliono distruggere il nostro popolo e la nostra patria.