A Milano foto a tradimento per l'accesso in città Il "tesoretto" vale 30 milioni

Forza Italia all'attacco. Gelmini: «Sbagliato costruire i bilanci sulle sanzioni ai cittadini»

L'entrata da multe costituisce la seconda voce del bilancio milanese. Si parla di un tesoretto da 330 milioni di euro scritto nel bilancio preventivo 2017 del Comune di Milano. Di questi, 30 milioni di euro «solo» da contravvenzioni per i nuovi sette autovelox che verranno installati entro l'estate. E non si dica che si tratta di una semplice stima perché i dati del bilancio di assestamento del 2016, ovvero i con soldi effettivamente incassati dall'amministrazione meneghina, parlano chiaro: 283 milioni di euro. Detto in maniera più spicciola significa che i vigili milanesi dal settembre 2015 all'ottobre 2016 hanno firmato 3 milioni 635 mila contravvenzioni, 255mila in più rispetto all'ultimo bilancio che già sfiorava quota 3,4 milioni. Il che significa che sono stati multati 9958 automobilisti al giorno in dodici mesi, 411 all'ora ovvero sette sanzioni al minuto. Numeri destinati a lievitare appunto con i sette autovelox che saranno sistemati nelle vie ad alto scorrimento entro l'estate. Gli occhi elettronici posizionati strategicamente nei grandi viali di accesso alla città fecero letteralmente una strage, facendo fioccare 5mila contravvenzioni al giorno per un totale di 1,6 milioni di multe in dieci mesi del 2014.

E non si dica che gli autovelox servono per migliorare la sicurezza stradale, come più volte è stato millantato dalle amministrazioni. «Costringono gli automobilisti a ridurre la velocità», il ragionamento. Peccato che vengano installati nelle grandi vie di immissione in città.

Ma proprio su quest'abitudine di costruire i bilanci dei Comune sulle multe, Forza Italia è tornata a chiedere chiarezza. Ieri il vicepresidente della Camera Simone Baldelli ha rinnovato l'appello al governo ad «attuare la mozione approvata in Parlamento all'unanimità nel gennaio 2016 e con la quale l'esecutivo si impegna a obbligare i Comuni a comunicare i proventi delle multe da autovelox e a multare le amministrazioni che non destinano il 100% di quei proventi alla sicurezza stradale, come prevede il codice della strada». Se c'è la legge, c'è sempre il modo di aggirarla: sono moltissimi i comuni, infatti, che non dichiarano le voci del bilancio e che quindi non vengono multati. «Bisogna obbligare i sindaci - attacca Baldelli - a dichiarare gli importi da multe al Ministero dei Trasporti, dopodiché si potrà controllare anche come vengono investite queste entrate». «Non è pensabile costruire il bilancio con le multe - spiega la coordinatrice regionale di Forza Italia e deputata Mariastella Gelmini - se la giunta è incapace di far quadrare i conti non può certo gravare costantemente sulle tasche dei cittadini». Una prassi, quella delle amministrazioni di centrosinistra, di fare cassa con le multe per non introdurre nuove tasse. «Una quota di questi proventi - spiegano gli azzurri - deve essere investita nell' illuminazione stradale e bisogna far ripartire gli appalti per la manutenzione».