«Il mio erede non c'è: si faccia vivo presto»

Berlusconi per la prima volta nel salotto di Fazio: «Renzi e Salvini sempre in tv, a me è stato imposto di non andarci Grillo non è più un pericolo, la sua storia è finita»

B erlusconi sale per la prima volta sul ring del salotto radical chic di Che tempo che fa e si capisce subito che è particolarmente battagliero. Un ritorno in tv dopo tanto tempo. E Berlusconi infatti svela: «Sono stato impedito dall'andare in televisione, confinato in casa mia a causa di qualcosa di cui è meglio non parlarne oggi». Fazio prova a insistere ma Berlusconi ripete solo: «Ho avuto indicazione forte e precisa di non andare in televisione». Presumibile un «consiglio» della stessa magistratura.

L'esordio con Fabio Fazio è all'insegna delle battute, però: il Cavaliere consiglia di tagliarsi la barba e Fazio: «So che non gradisce ma giuro che non me la sono fatta crescere apposta». Poi la politica: «Chi sarà il suo successore?». Berlusca non abbocca: «Deciderà il popolo» e sulle primarie specifica: «Penso a qualcosa di diverso delle primarie classiche che sono manipolabili e hanno prodotto i peggiori sindaci che le città abbiano mai avuto. Si deve dare vita a un comitato elettorale, qualcosa tipo il partito Repubblicano per dare voce ai moderati che sono la maggioranza. Forza Italia deve aprirsi alle associazioni, ai privati. Rispetto alla Cdl si deve creare qualcosa che vada oltre ai partiti».

Poi ammette: «L'erede? Spero si faccia vivo presto. Io sono incandidabile ma potrò dare una spinta e girare l'Italia. Ma il carisma uno ce l'ha o non ce l'ha; ed è il popolo che deve decidere». L'ex premier ammette: «Anch'io ambirei a riposarmi un po'. Nella vita ho fatto tante cose e messo in campo progetti ambiziosi che spesso venivano irrisi. Non avevo intenzione di lasciare la mia professione di imprenditore, poi di fronte al pericolo che l'Italia cadesse in mano alla sinistra...». Ergo, resta ancora in campo.

Su Renzi dice: «Lui non è comunista ma si appoggia a un partito ancora zeppo di persone che si rifanno a quella ideologia. E poi oggi non siamo in una democrazia completa. È una democrazia sospesa». Obiezione di Fazio: i governi Monti e Letta li avete votati anche voi. Risposta: «Sì ma solo per senso dello Stato, per senso di responsabilità, sperando che questi governi facessero la rivoluzione liberale. Senza rivoluzione liberale il Paese non riparte».

Quando parla di Fini, Casini, Alfano e Fitto, che l'hanno abbandonato, il Cavaliere picchia duro Angelino: «Diciamo che è attaccato alla sua poltrona con forte affetto». Spazio anche al Berlusconi umano quando rievoca l'anno ai servizi sociali: «Non so se mi siano serviti, ma confesso che il momento più gradevole della settimana era il venerdì quando andavo vicino alle persone che soffrono». Quindi la bocciatura del governo Renzi: «Ha fatto tante cose che non hanno influito sull'economia. E non farà la rivoluzione liberale che serve al Paese e che a me non è riuscita per i piccoli partiti che me lo hanno impedito e perché ho avuto tre capi dello Stato ostili. In più ho avuto contro i giornaloni, la sinistra del tanto peggio tanto meglio e la magistratura».

Quindi la parola fine sul patto del Nazareno che non rinascerà: «Mi spiace ma è così. Quello era un metodo in cui ho sperato molto. Ma quando s'è trattato di votare il capo dello Stato, Renzi ha deciso da solo. Lui è professionista della politica, io sono imprenditore».

Quindi ricorda un suo merito: «Ho interrotto l'ascesa di Grillo che ora non è più un pericolo. Il disegno politico dei 5 Stelle è demenziale e anche lui ha capito che è un fallimento completo». E poi su Salvini: «Impensabile arginare uno che va in tv 6 ore alla settimana». Ma Berlusconi cercherà di recuperare: domani sarà da Vespa e giovedì a Virus da Nicola Porro.