Mix droga-alcol, muore in discoteca

La 19enne è crollata davanti agli amici. La madre colta da malore, locale sequestrato

Doveva essere la serata della rinascita. Quella di un locale, l'ex Jaiss di Sovigliana di Vinci (Firenze), simbolo della musica techno italiana tra gli anni '80 e '90 che tornava ufficialmente al Mind Club.

Ma la sera del grande ritorno si è trasformata in tragedia. Una studentessa di 19 anni, Erika Lucchesi, è morta tra sabato notte e domenica all'interno della discoteca per un mix fatale di alcol e droga. Nessuno dei presenti, centinaia di ragazzi attratti dall'evento che prometteva ore memorabili tra passato, presente e futuro della musica elettronica, ha potuto far nulla per strapparla alla morte.

Erika era lì andata lì da Livorno con i suoi amici, che ora diventano i principali testimoni di quanto è accaduto. Avevano lasciato l'auto, poi si erano recati in viale Palmiro Togliatti. Avevano ballato, scherzato, bevuto. All'improvviso Erika si è sentita male. La richiesta di soccorso è arrivata al 118 alle 4.13. Quando i sanitari sono arrivati sul posto, però, era già troppo tardi. Erika era morta di fronte ai suoi amici, che non hanno potuto far nulla per aiutarla. Sul posto si sono precipitati i genitori della diciannovenne. La mamma entrando si è sentita male ed è stata soccorsa dai sanitari.

Ora bisognerà capire cosa ha ucciso Erika. Delle indagini si occupano i carabinieri con nucleo operativo radiomobile di Vinci e i colleghi di Firenze, coordinati dal pm della procura Fabio Di Vizio. Al lavoro anche gli ispettori del lavoro.

Nata negli anni Settanta, la discoteca nel 2004 aveva chiuso per motivi amministrativi. Un anno fa, poi, l'attività al Mind Club era stata sospesa per 15 giorni dalla questura di Firenze, perché le forze dell'ordine avevano accertato lo spaccio di sostanze stupefacenti, ritrovate nel guardaroba e nella hall, già suddivise in droga per essere distribuite. In quell'occasione la polizia municipale rilevò una serie di gravi violazioni delle prescrizioni indicate nella licenza comunale e per questo scattò la momentanea chiusura.

Un mese prima, durante ulteriori controlli, era finito in manette un frequentatore del locale per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e alcuni clienti vennero segnalati come consumatori.

Al vaglio dei carabinieri ci sono ora le immagini delle telecamere, utili per ricostruire gli spostamenti di Erika durante quelle ore in discoteca, allo scopo si spera di individuare chi le ha ceduto quello stupefacente, che l'ha condotta verso la fine. Una fine che sembra lontana dalle foto sorridenti che compaiono sulla pagina Facebook della ragazza. Erika sabato aveva messo decine di post, fino al pomeriggio. Uno sembra quasi un monito per chi non la conosceva e magari è tentato di giudicarla basandosi su come è morta. «Tu cerchi di capire chi sei per una vita - scriveva - e la gente pensa di sapere chi sei dopo tre frasi».