Moda decollata: Babbo Natale arriva con i droni

Gli apparecchi senza pilota in tutto il mondo sono i nuovi oggetti del desiderio. Ecco come sceglierli

Questo sarà il natale dei droni, i piccoli multirotori radiocomandati che fanno impazzire i ragazzi (e non solo loro) perché gli permettono di fare riprese dall'alto e «selfie», cioè autoscatti, volanti sempre più di moda su Facebook . In apparenza giocattoli, ma in realtà macchine sofisticatissime dal punto di vista elettronico, hanno sensori e giroscopi che li rendono così stabili che tutti possono pilotarli, dopo averci preso la mano con qualche volo di prova. Non sono difficili da usare, ma per evitare delusioni è sempre bene fare i primi esperimenti in un luogo aperto, senza vento, e per gradi: prima impariamo a tenerlo in hoovering , cioè in volo stazionario, a un metro di quota, poi possiamo lanciarci nel «volato», cioè a passeggiare nel cielo. Chi è alle prime armi dovrebbe cominciare con un drone leggero e economico, prima di rischiare di sfasciare una macchina da mille o più euro.

Il drone è un oggetto del desiderio su scala planetaria, e se i ragazzi uzbechi dovranno farne a meno perché il presidente Shavkat Mirziyaev li ha messi al bando, forse prima nazione al mondo a proibirli, tutti gli altri sognano di trovarne uno sotto l'albero. E meglio ancora, vorrebbero che non fosse Babbo natale ma un drone stesso a consegnarglielo: affascinati dalle promesse di Amazon , più della metà degli americani ha detto di desiderare che quest'anno i regali arrivino con un drone. Un desiderio condiviso dal sindaco di Londra, Boris Johnson, che ha detto di desiderare che tutti abbiano un drone personale per portare a casa gli acquisti online, e decongestionare il pesantissimo traffico di furgoni che sotto le feste intasa la capitale inglese. I droni ci fanno sognare, ci fanno volare come supereroi. Alcuni modelli hanno la funzione FPV, il volo in prima persona, che ci dà l'illusione di volare come se fossimo a bordo: il segnale video della telecamera viene trasmesso a terra e visualizzato attraverso occhiali speciali (da acquistare a parte) o monitor da montare sul radiocomando. Ma attenzione, per la legge e per il buonsenso questo gioco si può fare solo se rimaniamo sempre in contatto visivo con il nostro drone, è vietato pilotarlo solo attraverso l'Fpv, i droni devono sempre essere sotto il controllo visivo diretto di chi li pilota.

I droni ci danno un enorme potere, quello di vedere il mondo dall'alto e riprendere magari la gara di mountain bike tra amici come fino a pochi anni fa solo gli elicotteri della televisione poteva sognare di fare. Ma come diceva l'Uomo ragno, che di supereroi se ne intende, a un grande potere corrisponde una grande responsabilità. Se usati bene i droni sono oggetti divertenti e sicuri, ma se usati male possono diventare pericolosi. Tant'è vero che chi li usa per lavoro è obbligato ad avere una specie di brevetto, molto simile a quello dei piloti di aerei ultraleggeri e un'assicurazione obbligatoria. Chi li usa per gioco invece non ha bisogno della scuola. E nemmeno dell'assicurazione, ma a chi vola spesso e con droni grossi consigliamo di farla: la Fiam, la federazione italiana aeromodellismo, offre un pacchetto assicurativo a 40 euro, che possono essere molto ben spesi.

* direttore di DronEzine