La modella svedese segregata a Milano e violentata per 6 mesi

L'aguzzino, già in cella per un reato identico, l'ha attirata promettendo amore e carriera Lei, 23 anni, trovata pelle e ossa e sotto choc

«Sembrava così dolce, ha detto di volermi sposare». Inizia e si esaurisce in questa frase l'ingenuità dei 23 anni della splendida modella svedese, rimasta prigioniera di uno stupratore seriale per sei mesi, a Cinisello Balsamo.

La storia di Ingrid (nome di fantasia) aveva il sapore di una fiaba. Una fiaba fatta della sostanza del sogno di una giovane miss che si immaginava sulle passerelle milanesi. Proprio per questo la bella svedese ha lasciato casa ed affetti e si è trasferita a Milano, forte della sua partecipazione a Miss Svezia . Arrivata in Italia ha aperto un profilo Facebook ad hoc per cercare agganci nel mondo della moda. È proprio attraverso il social network ha incontrato Carlo Rossetto, 42enne sedicente manager di moda. «Ti faccio diventare famosa, potresti sfilare per grandi marchi». E poi cene, chiacchierate e complicità. Così, spacciandosi per agente di modelle il 42enne ha carpito la sua fiducia, l'ha sedotta ed ha promesso di sposarla, fingendosi innamorato. Quando Ingrid ha acconsentito a seguirlo nel suo appartamento, per lei si sono chiuse le porte al mondo dei sogni e si è aperto il cancello della gabbia delle torture, delle botte, degli stupri e delle minacce.

Per sei mesi, da settembre ad oggi, l'ha tenuta prigioniera nel suo appartamento. Dopo averle distrutto il telefonino l'uomo la costringeva a telefonate settimanali alla sua famiglia, che la giovane poteva fare solo parlando in inglese e sotto il suo stretto controllo a suon di botte e minacce, così da non mettere in allarme i suoi cari.

Quando la giovane tentava di ribellarsi, lui la picchiava a sangue e poi la stuprava. In un'occasione la giovane ha raccontato di essere rimasta a letto una settimana intera «non ho mai provato un dolore così forte», ha raccontato poi ai carabinieri. A salvarla sono stati i carabinieri di Sesto San Giovanni, chiamati da un vicino che credeva di essere testimone di una lite in famiglia.

Accompagnata in ospedale, dove è ricoverata, Ingrid non è stata in grado di parlare per ore, tanto era forte il suo grado di choc. Poi, ormai ridotta a un mucchio di ossa, prostrata e sconvolta, una lacrima le ha rigato il volto e ha detto «sembrava un uomo dolce, ha detto di essersi innamorato e di volermi sposare». La giovane attende ora l'arrivo della sua famiglia dalla Svezia, forse nel Belpaese non ci tornerà più.

Il 42enne è stato arrestato per violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni aggravate e continuate. Lo stesso uomo nel 2008 era stato arrestato per una vicenda identica. Sempre spacciandosi per agente di modelle aveva sequestrato, stuprato e torturato una 18enne bulgara residente a Lecco. Condannato, era uscito dal carcere nel 2013. Nemmeno un anno ed è tornato a colpire, di nuovo. Forse le porte di quel carcere, come accade troppo spesso, avrebbero dovuto restare chiuse.

Commenti

Tuthankamon

Mar, 24/03/2015 - 17:16

Tutte le volte che la notizia sottolinea che chi ha commesso certi reati infammanti, e' stato messo fuori, mi viene da diventare una belva con quei poveri mentecatti che lo permettono. E' urgente che questa (amministrazione???) della giustizia (???) sia riformata in profondita' come purtroppo molti settori vitali dello Stato. Ormai non c'e' reato abietto o infamante che non sia legato a una omissione o alla mancata azione dello Stato. E quasi esclusivamente per applicare dei principi cartacei che sono nella testa di persone inette o incapaci che si appellano "all'autonomia" della giustizia (quale???).