Moderati, cattolici e Sì Tav: ecco chi andrà nell'Altra Italia

Il progetto berlusconiano raccoglie le prime adesioni Il sì di Parisi e Lupi. Gli autonomisti Svp: «Dialogo»

Silvio Berlusconi prova a riaccendere la scintilla del centro moderato e a dettare un nuovo inizio, lanciando il progetto de L'Altra Italia, una forza liberale composta da politici, manager, rappresentanti della società civile ed esponenti provenienti dalla trincea del lavoro. L'obiettivo dichiarato è tornare a immettere contenuti forti nella politica, confidando nella fragilità della stagione politica attuale. «Non pensate di diventare uomini di successo, ma uomini di valore», dice Berlusconi citando Albert Einstein e facendo capire che mai come questa volta la traversata del deserto sarà dura.

Il progetto, contestato da Giovanni Toti che lo liquida come un auto d'epoca o una soluzione nostalgia, raccoglie molte adesioni nel mondo di centro e nella galassia dei moderati. Accetta subito l'invito Maurizio Lupi, con Noi con l'Italia. Pronto a sedersi a un tavolo anche Stefano Parisi con la sua Energie per l'Italia, forte del tour della Penisola fatto in questi anni alla ricerca di persone disposte a dare un contributo politico. Ha dato la sua adesione plaudendo al «risveglio del leone» Gianfranco Rotondi, presidente della fondazione Dc. Così come semaforo verde è arrivato da Stefano Caldoro, presidente del Nuovo Psi, da Saverio Romano con il suo Cantiere Popolare e da Lella Golfo, da sempre impegnata in una battaglia per il riconoscimento dei diritti delle donne nel mondo del lavoro. Pronto a dire presente anche Daniele Priori, di Gaylib. Si sono detti interessati al progetto Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), Francesco Pasquali, ufficio di segreteria nazionale del Pli e Clemente Mastella. Così come è pronto a rispondere alla chiamata Mino Giachino, il regista delle piazze Sì Tav e delle manifestazioni organizzate con le madamine e le Associazioni Produttive torinesi riempendo per tre volte in cinque mesi Piazza Castello di Torino. Lo stesso Giachino, peraltro, si è presentato con una lista Sì TaV alle ultime regionali piemontesi strappando un risultato molto buono.

Un primo segnale è arrivato anche dall'Alto Adige. La Suedtiroler Volkspartei, infatti, guarda con interesse all'idea di una federazione centrista, pur non volendo rinunciare al suo storico marchio. «Noi non saremmo parte integrante di questo progetto perché siamo un partito che rappresenta interessi particolari ma stiamo nel Partito popolare europeo e osserviamo lo sviluppo del quadro politico in Italia, che va sempre di più verso gli estremi, e ci piacerebbe un partner popolare e moderato con cui dialogare. Pensiamo a momenti di collaborazione, pur senza entrare nell'alleanza».

Se Dorfmann fa riferimento alla comune anima popolare, condivisa con Forza Italia, Fulvio Martusciello - europarlamentare azzurro appena rieletto - è pronto a raccogliere l'appello del Cavaliere e a dare una mano puntando proprio sull'ancoraggio popolare. «A settembre il Ppe organizzerà a Napoli un momento di confronto e di discussione con tutti i movimenti civici, con i sindaci senza casacca e con i tanti consiglieri regionali che non si riconoscono negli attuali partiti o schieramenti. Con l'Altra Italia tornerà a far politica nell'area moderata, chi aveva lasciato Forza Italia o chi ne era ai margini. Ci sarà spazio per le nuove energie per giovani amministratori e sindaci capaci. Raccogliamo l'appello per costruire l'Altra Italia: lavoreremo insieme a lui per questo».

Commenti
Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Ven, 02/08/2019 - 08:19

la democrazia cristiana versione 2019, non mi stupirei se Casini si presentasse alla porta...

antipifferaio

Ven, 02/08/2019 - 08:23

Ottimo inizio! Credo che da qui al prossimo anno l'Altra Italia possa attestarsi benissimo con un 15% o forse più. La gente al sud non ne può più delle promesse mancate dei 5S, per non parlare del fatto che la lega vuole i voti del sud, ma in sostanza è per la secessione. La gente sta prendendo coscienza di questo infatti le percentuali aumentano al nord, diminuiscono al sud. E' questo il motivo per cui oltre il 35% (sempre se i dati sono veri...ne dubito) la Lega non andrà. Oltretutto Salvini non rompe coi 5S proprio perché non è affatto sicuro di poter prendere i voti per governare con la povera Meloni che, dopo sforzi immani, è e resterà al 6%. Detto ciò, per emarginare e dissolvere la comica accozzaglia gialla è necessario un polo di centro dove le anime dei movimenti cattolici si ritrovino e ri-uniscano le forze che cambiare l'italia, e questa volta davvero.

Ritratto di abj14

abj14

Ven, 02/08/2019 - 10:36

LANZI MAURIZIO ...08:19 - Concordo; mi ha anticipato.

contravento

Ven, 02/08/2019 - 11:08

IL NUOVO CHE AVANZA....

Calmapiatta

Ven, 02/08/2019 - 12:12

Forse non è chiaro, ma chi entrerà nell'altra Italia è la stessa pletora di polticanti di mestiere che ha fatto di questa Italia una baraccopoli. Se il M5s esiste, gran parte della responsabilità va data proprio agli atritalianisti, ovviamente responsabili, e, in primis, a Silvio. Questi sono stati le levatrici morali dei gialloverdi. In questo particolare frangente, l'Italia di tutto ha bisogno tranne che dell'ennesimo esercizio di trasformismo responsabile.