Morto Noriega, da agente Cia a super ricercato

L'ex dittatore di Panama aveva 83 anni. Negli anni '70 «faccia d'Ananas» era a libro paga Usa

Paolo Manzo

Si è spento a Panama a 83 anni Manuel Noriega, uomo simbolo delle relazioni pericolose tra la Casa Bianca e i regimi centroamericani a cavallo tra gli anni '60 e '80. Generale, presidente e dittatore di Panama tra il 1983 e il 1989, era malato da tempo di tumore.

Una biografia da montagne russe quella di Noriega. Da asset a libro paga della CIA negli anni Settanta, con un salario medio di 100mila dollari l'anno, a wanted esclusivo dal 1989, con tanto di numero di telefono diffuso dai network statunitensi affinché chiunque lo vedesse ne segnalasse la presenza alle autorità. Alleato degli Stati Uniti sin dai tempi della presidenza Ford in funzione anti-comunista, «Faccia d'ananas» Noriega era chiamato così sin da bambino per il suo viso, butterato e pieno di brufoli - passò poi dall'altra parte diventandone il «nemico pubblico numero uno». Celebre nel dicembre 1989 l'operazione statunitense Giusta Causa che costrinse Noriega a rifugiarsi nella nunziatura vaticana. Il 3 gennaio 1990, però, si consegnò agli americani e nel 1992 fu processato e condannato a 40 anni di carcere per spaccio di droga e violazioni dei diritti umani. Estradato in Francia nel 2007 dopo essere stato condannato a Parigi a 10 anni per riciclaggio di denaro ricavato dai traffici di coca. Noriega era poi stato rimandato a Panama nel 2011.

Con la sua morte si chiude la parabola romanzesca di un uomo simbolo di una parte di mondo in cui era facile mettersi al soldo degli statunitensi pur compiendo nefandezze, a patto che fossero in funzione antisovietica. Nel suo curriculum, è il caso di dirlo, non manca nulla, compresa una condanna per omicidio di rivali politici anche nella «sua» Panama ad oltre 60 anni. Noriega ha segnato letteralmente un'epoca per almeno due motivi. Innanzitutto il suo fu la prima volta in cui venne chiesto l'arresto di un capo di Stato straniero da parte di un tribunale Usa. Poi il suo caso fece scuola, inaugurando quel corso scelto da Washington in modo sistematico nei confronti di altri «personaggi» complessi come Saddam Hussein, che sono passati in un decennio dallo status di alleati a quello di nemici pubblici numero uno degli Usa.

L'inizio della fine di Noriega storicamente si lega a filo doppio con l'esplosione dello scandalo Iran-Contras, da cui emerse chiaramente il do ut des tra l'amministrazione Reagan e l'uomo forte di Panama. Il suo caso svelò le dinamiche di Washington. In cambio dell'aiuto per ripulire la sua immagine dopo la pubblicazione sul New York Times di un articolo di Seymour Hersh, Noriega diede infatti la sua disponibilità al tenente-colonnello della Marina Usa Oliver North, ad aiutare i Contras, che all'epoca si opponevano ai sandinisti in Nicaragua. North e Noriega si incontrarono il 22 settembre del 1986 a Londra per perfezionare l'accordo, ma tre settimane dopo fu abbattuto dall'esercito sandinista un aereo pieno di documentazioni compromettenti che fece esplodere lo scandalo. Fu l'inizio della fine per Noriega.