Nadia, terapista accoltellata dal suo paziente marocchino

La giovane di 25 anni è andata a trovarlo, poi la lite Il compagno di stanza: un tipo instabile, imprevedibile

Doveva essere una mattina di routine per Nadia Pulvirenti. Venticinque anni e un lavoro difficile, delicato, ma che la appassionava. Terapista della riabilitazione psichiatrica. Non un lavoro per tutti, ci vogliono sensibilità e capacità, capire i disagi e intuire i bisogni, in una parola, aiutare il prossimo. E Nadia lo faceva con tutto il suo entusiasmo. Ieri, il suo giro di visite prevedeva anche un incontro con il paziente Abderrhaim El Moukhtari, un marocchino di 54 anni. È lui che ieri le ha dato almeno dieci coltellate e l'ha uccisa. Secondo la ricostruzione degli investigatori Nadia Pulvirenti, stava andando a trovare proprio El Moukhtari. Da chiarire la dinamica dell'accaduto. Immediato l'intervento medico per cercare di salvare la ragazza ma non c'è stato nulla da fare. L'aggressore è stato arrestato dai carabinieri in collaborazione con la polizia locale di Iseo nelle campagne mentre tentava la fuga.

La dinamica è ancora da chiarire, ci sono le indagini che stanno cercando di fare chiarezza sulla tragedia. Emergono particolari, stralci di una giornata finita nel sangue. Erano passate da poco le 11, la giovane che entra nel bilocale di Abderrhaim, che conosceva da almeno un paio d'anni. Un uomo - secondo il suo compagno di appartamento - difficile da trattare, un tipo imprevedibile. Ieri qualcosa deve averlo fatto infuriare. Eppure, nonostante il suo profilo, nonostante i tanti anni di cura per gli evidenti problemi psichici - si trovava nella struttura in condizioni di cosiddetta «residenzialità leggera» e condivideva un appartamento con un'altra persona. Come mai - ci si chiede ora - aveva accesso a dei coltelli? Il centro di igiene mentale di Franciacorta aveva trovato per lui una sistemazione a Cascina Clarabella, una cooperativa di Clusane, frazione di Iseo, che ospita malati psichici e li inserisce nel mondo del lavoro. «Gli ospiti qui sono malati instabili che si sottopongono a terapie pesanti», spiega un'infermiera. Una struttura davvero bella ed efficiente, fiore all'occhiello della zona, un centro ricco di iniziative, che organizza laboratori e gite anche per scolaresche, un agriturismo dove trascorrere belle domeniche di sole, in mezzo alla campagna, con la cantina, la fattoria didattica per insegnare ai bambini il mondo delle api, la natura. Basta aprire il sito per capire che si tratta di un posto innovativo, che sostiene il turismo etico, e che intanto garantisce un reinserimento a persone con problemi.

Ecco, Nadia aveva trovato impiego proprio in questa cooperativa, dopo la laurea un posto di lavoro in una struttura così all'avanguardia. A casa, un fidanzato che l'aspettava. Tanti sogni, una vita tutta da costruire ma spezzata in una mattina d'inverno.

Commenti
Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mer, 25/01/2017 - 10:11

Sempre queste facce da selfie.... sono tristi... gente che deve per forza farsi vedere super contenta, felice... sono patetici... prodotti di una società malata che non vale nulla.

maurizio50

Mer, 25/01/2017 - 10:18

Adesso salta fuori un'altra scelta intelligente degli intelligentoni di sinistra: da quando in qua il Popolo Italiano deve curare tutti gli africani pazzi, instabili, o afflitti da turbe?? Peraltro molto veloci a far girare i coltelli!!! Italiani, una sola parola: ribellione alle imposizioni dei cialtroni di sinistra!!!!

buri

Mer, 25/01/2017 - 10:31

tutto bello, progetto eticamente perfetto, però quella poveretta è stata sacrificata sull'altare dell'etica, ne valeva la pena?

gneo58

Mer, 25/01/2017 - 11:10

riaprire immediatamente i manicomi.

Keplero17

Mer, 25/01/2017 - 11:34

Sì un caso di ordinaria criminalità, possiamo stare tranquilli si tratta di brave persone che vengono qui per giocare a calcio, a carte, spacciare droga, favorire la prostituzione.

istituto

Mer, 25/01/2017 - 13:01

Per Maurizio 50. La cosa ancora PIÙ GRAVE è che ho appreso dal Gazzettino Padano di oggi, che il MAROCCHINO è in cura in questa struttura DA 10 ANNI. Domanda. Ma chi paga tutto questo , Pantalone come al SOLITO perché ci devono mangiare le solite Coop ROSSE ?