A Napoli primarie Pd truffa: seggi in pizzeria

Il trucco per aumentare l'affluenza. I giovani dem: "Rischio brogli"

Napoli - La pizza primaria arriva a Napoli e potrebbe diventare l'ultima creazione a tavola della fantasia partenopea, pronta ad apparecchiare piatti e presepi con le follie dell'attualità. Mentre il Pd rotola nei sondaggi delle amministrative di giugno con un provvisorio quarto posto, l'argomento di discussione dei democratici sotto il Vesuvio sono i seggi delle primarie nelle pizzerie. L'accusa interna del più giovane dei candidati Pd: tale è la smania di alzare i numeri e ottenere una partecipazione massima al voto nelle elezioni interne del 6 marzo in cui il popolo dem sceglierà il suo candidato sindaco, che si contravviene al regolamento e al decoro infilando le sedi delle primarie dappertutto. È vero che a Napoli la pizzeria è come un altare, simbolo della città, anima e cultura. Ma politica e a'muzzarell «insieme non ci devono stare» secondo il ventiseienne Marco Sarracino, presidente provinciale dei giovani democratici e al suo primo palcoscenico come candidato sindaco: far votare i simpatizzanti in pizzeria («e pure nei bar») è una scelta ad alto «rischio brogli». Lo studente di economia si è sfogato sul suo profilo Facebook con un post: «Ingiustificata proliferazione dei seggi nelle ultime ore».Sarracino scrive come sia contraddittorio che il Pd abbia proposto una app per telefonini contro le irregolarità nell'urna ma nello stesso tempo abbia aumentato il numero dei seggi a 85, «un numero che rende difficile il controllo democratico del voto, e in alcuni casi praticamente impossibile, visto che sono state proposte sedi risultanti come Caf, studi professionali privati, bar o pizzerie: luoghi nei quali, secondo il regolamento delle primarie, non è possibile insediare seggi», che devono essere aperti invece in luoghi «istituzionali». Solo così «sarà possibile ridurre al minimo i tentativi di inquinamento del voto». Il problema, si fa notare nei commenti al post del candidato, non sono tanto i numeri, quanto il fatto che, a meno di dieci giorni dal voto, non si sa dove «i seggi saranno ubicati» a Napoli. Il comitato organizzatore, dopo qualche ora di silenzio, ha replicato: «Non si voterà nei ristoranti». La lista delle sedi, di fatto, è però ancora cosa misteriosa.

I sondaggi partenopei per le amministrative danno intanto il sindaco uscente Luigi de Magistris saldamente al comando con il 40%. Testa a testa per il ballottaggio tra Movimento cinque stelle (nonostante il caso Quarto) e centrodestra. Pd al buio, quarto.