A Napoli il primo arresto per «omicidio stradale»

Un automobilista (senza patente) ha invaso la corsia opposta uccidendo un giovane

Simone Di MeoNon un'autostrada né una tangenziale a scorrimento veloce né tanto meno una metropoli affogata nello smog: lo scenario del primo arresto per omicidio stradale in Italia è un'anonima arteria dell'hinterland partenopeo. È accaduto tutto sabato scorso, lo stesso giorno in cui è entrata in vigore la nuova legge che punisce chi provoca incidenti letali alla guida. A Somma Vesuviana, il conducente di una Opel Corsa ha invaso la corsia opposta e ha ucciso un automobilista al volante di una Toyota Yaris. Dopo due giorni di indagine, i carabinieri della stazione cittadina hanno notificato ieri all'uomo Alessandro Pepe, 37 anni un decreto di fermo agli arresti ospedalieri. Nell'impatto, infatti, Pepe ha riportato diverse ferite che ne hanno reso necessario il ricovero in una struttura sanitaria vicina. Per la vittima, il 28enne Antonio Tufano, non c'è stato nulla da fare: l'impatto è stato violentissimo. Le auto si sono accartocciate, e solo dopo diverse ore è stato possibile riaprire l'area al traffico. Il giovane è morto sul colpo.I militari dell'Arma hanno concluso le indagini in tempo record: hanno ricostruito, anche grazie ai testimoni, la dinamica del sinistro e hanno inviato una dettagliata informativa al pm di turno presso la Procura di Nola, competente per territorio. Appena 24 ore dopo, il provvedimento è stato notificato. Il gip ha già sulla scrivania la richiesta di convalida firmata dal sostituto procuratore e dal capo dell'ufficio inquirente, Paolo Mancuso.Con Pepe viaggiavano anche i due nipoti, di dieci e dodici anni. Non sono in pericolo di vita, ma i medici hanno preferito trattenerli in osservazione. Uno, in particolare, pur non versando in gravi condizioni, è rimasto ferito ed è ora in prognosi riservata al Santobono. La strada dove si è verificato lo scontro tra le vetture via San Sossio si trova ai margini della zona industriale di Somma Vesuviana. Una località pericolosa, soprattutto all'imbrunire. Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di scoprire che la Opel Corsa di Pepe correva a una velocità doppia rispetto a quella massima di 40 chilometri all'ora. Il contachilometri sfiorava i cento al momento dell'impatto. Tufano non ha avuto il tempo di rendersi conto di nulla, anche perché proseguiva tranquillamente nella sua metà strada. Pepe ha superato la linea di mezzeria e lo ha centrato in pieno, probabilmente per tentare un sorpasso. Pepe non poteva guidare: la patente gli era stata revocata nel 2011 con una ordinanza del prefetto di Napoli dopo essere stato coinvolto in una inchiesta per stupefacenti poi costatagli una condanna. L'auto era stata posta sotto sequestro nel novembre scorso perché l'uomo aveva continuato ad usarla nonostante il ritiro dei documenti. Era peraltro pure senza revisione.Sempre sabato scorso, a poche decine di chilometri, un'altra vita è stata spezzata sull'asfalto: quella della 56enne Patrizia Marro, ammazzata in via Variante. Faceva la badante a Cervinara, in provincia di Avellino. Era di ritorno dal lavoro e stava rincasando. Un'auto di grossa cilindrata l'ha travolta ed è fuggita senza prestarle soccorso. Il corpo senza vita della donna è rimasta sul ciglio della strada fino all'arrivo dei soccorsi. Gli inquirenti sono ora alla ricerca di tutti gli indizi utili alla identificazione del pirata. Si stanno rintracciando possibili testimoni e sono state passate al setaccio le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.