Da Pd a PdR: nasce il partito dei radical chic

Il Pd è stato investito da un'ondata di burian elettorale: -11 in Emilia Romagna e tra -9% nelle altre Regione Rosse. Il partito si salva solo in alcune grandi città grazie al voto dei radical chic

La grande sconfitta del Pd non ha precedenti. Fino a sabato era il primo partito della sinistra riformista in Italia e in Europa, oggi molti suoi elettori si chiedono come possa ritenersi l’erede del Pci di Enrico Berlinguer.

Pd(R), dal partito di Renzi al partito dei 'radical chic'

Fatti salvi alcuni capoluoghi di Regione e la Toscana, il confronto con le Politiche del 2013 mostra dei numeri impietosi. Solo a Bologna e Firenze, il Pd, riesce a vincere tutti i collegi. Nel capoluogo toscano, in Senato, nel collegio di Matteo Renzi ottiene il 37,4 ma cinque anni fa i dem presero 44,2%. A Milano, invece, anche se a vincere è stato il centrodestra, il Pd continua ad essere il primo partito con il 27% e nel centro storico riesce a vincere negli unici 4 collegi strappati al centrodestra in Lombardia. Nella Torino del sindaco grillino Chiara Appendino il Pd compie l’impresa di superare il Movimento Cinque Stelle confermandosi primo partito per soli due punti (26 a 24). A Roma, l’altra città a guida grillina, i dem si affermano solo nei due collegi del centro storico e del quartiere Parioli, a riprova del fatto che il Pd è sempre più il partito dei radical chic di sinistra. Da Roma in giù, infatti, prevale il monocolore giallo anche in città storicamente di sinistra come Napoli o Palermo. Agli occhi degli elettori del Sud il Pd non è apparso come quel partito capace di difendere gli ultimi, mentre gli operai del Nord votano, ormai, da anni per la Lega. Un dato che appare ancora più lampante guardando le percentuali perse nelle cinque (ex) ‘Regioni Rosse’.

Il crollo del Pd nelle Regioni Rosse

In Liguria, alla Camera, il centrosinistra è al terzo posto con il 24% e col 23% al Senato. Nel 2013 la coalizione di Bersani arrivò prima in Senato col 33% e seconda alla Camera col 31,1%. In cinque anni, invece, il Pd è calato di 8 punti a Palazzo Montecitorio (dal 27,7 al 19,7%) e di 9 punti a Palazzo Madama (dal 29 al 20%). A Genova, città medaglia d’oro per la Resistenza che fino allo scorso giugno è stata governata dalla sinistra, il Pd non vince neanche un collegio.

In Emilia Romagna, per la prima volta, il centrosinistra è arrivato secondo dietro al centrodestra, per soli 3 punti percentuali. Alla Camera e al Senato si è fermato al 30,5% con una perdita netta di 10 e 12 punti rispetto a cinque anni fa. Nel 2013, inoltre, il Pd era il primo partito della Regione con il 37% a Montecitorio e il 39% a Palazzo Madama. Ora, invece, ha ottenuto il 26% (-11%) per entrambi i rami del Parlamento è secondo dietro al M5S.

Nelle Marche il centrosinistra, con il 24%, si ferma in terza posizione sia alla Camera sia al Senato. Anche nel 2013 ci fu un risultato deludente ma soltanto alla Camera dove i Cinquestelle superarono di poco la coalizione bersaniana (32 a 31%), mentre al Senato il centrosinistra si impose sui grillini (33 a 30). Il Pd, a Palazzo Montecitorio, passa dal 27,7% al 18,7% (-9%) e dal 30 al 22% (-8%) a Palazzo Madama.

La Toscana, tra le ‘Regioni rosse’ è l’unica a tenere anche se di pochissimo. La distanza tra centrosinistra e centrodestra è di solo un punto e mezzo alla Camera (33,6 contro 32%) e di due punti al Senato (34,2 a 32,2%). Qui, cinque anni fa, la coalizione a guida Bersani ottenne rispettivamente il 41,5% e il 43,5% mentre il Pd prese il 37,5% per Palazzo Montecitorio e il 39,5%. Oggi i dem sono al 29,6% (-8 punti) nel primo ramo del Parlamento e al 30,5% (-9 punti) nel secondo.

Anche in Umbria il centrosinistra ne esce con le ossa rotte e ottiene una sconfitta che non ha precedenti. Tutta la coalizione renziana, alla Camera, raggiunge solo il 27,51%, dietro al centrodestra (36,8%) e al Movimento Cinque Stelle (27,52%), mentre al Senato è seconda davanti ai pentastellati (27,8 contro 27%). Una vera debacle se raffrontata con il risultato del 2013 quando il centrosinistra ottenne rispettivamente il 37,5 (-10%) e il 35,5% (-7). Il Pd, invece, perde 7 punti a Montecitorio (dal 32% al 24,8%) e 9 a Palazzo Madama (34,5% al 25,5).

Commenti
Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 07/03/2018 - 16:14

Che poi sono i peggiori di quel partito.

manfredog

Mer, 07/03/2018 - 16:23

..be', casomai PD.. Partito Distrutto; si, distrutto dall'avidità morale della maggior parte dei suoi discepoli, asservita poi all'avidità materiale senza limiti, anche se c'è il rischio che, tra poco, anche loro diventeranno i Pentammucchiati, perché il potere è il potere, e chi meglio della loro ideologia può rappresentarlo. Prove tecniche di traslazione..per mantenere le poltrone..senza che poi a noi la destra..ci rovini la..minestra..!! Questi non mollano, a costo di distruggere completamente il paese. mg.

yulbrynner

Mer, 07/03/2018 - 16:30

il pd e' diventato un parTito di borghesi una DC , lo sanno anche i muri e il popolo non li vota piu

diesonne

Mer, 07/03/2018 - 16:32

diesonne E' FINITA L'ALTA BORGHESIA LIBERALE COMBATTUTA DLA PCI E HANNO SPOSATO QUELLA PEGGIORE:LA FALSA BORGHESIA SINISTROSA: I SALOTTI SCIC SONO DIVENTATI SALOTTI SCIOCCHI-LA COMUNITA' IN CUI SI VIVE DA' GIOIE E SOIDARIETA' PER QUESTO NONN SI E' MAI SOLI

Flandry

Mer, 07/03/2018 - 16:34

Gli elettori hanno compreso che il PD non ha nulla di sinistra, essendosi trasformato in un partito neoliberista a tutto vantaggio delle imprese e svantaggio dei lavoratori (ancor più precarizzati e senza tutele con il job act). Insomma, il ceto medio, il ceto dei lavoratori dipendenti che pagano le imposte dirette e indirette fino all'ultimo cent, senza evadere, spesso sottopagati, che vedono l'età pensionabile sempre più lontana e incerta, ha decretato la sconfitta del PD. Il Centro Destra se ne deve rammentare, altrimenti alle prossime elezioni farà a sua volta la fine del PD.

yulbrynner

Mer, 07/03/2018 - 17:00

Flandry commento intelligente che riprende il mio BRAVO!

umbertoleoni

Mer, 07/03/2018 - 17:04

FLANDRY, affermare che il PD, sia il partito delle imprese, mi sembra una panzana stratosferica ! Forse volevi dire che e'il partito delle lobbies, dei poteri finanziari, delle multinazionali e degli editori ricchi che come de benedetti, lo hanno abbandonato solo quando stava per spirare l'ultimo respiro. Se il PD avesse davvero operato a favore delle imprese, invece di regalare bonus a chi bene o male campa decentemente, avrebbe provveduto ad abbassare le tasse ad azzerare la burocrazia demenziale che gravano come macigni sulle loro spalle ! Questo avrebbe portato a far riacquistare competitività' alle imprese medesime E QUINDI ALLA CREAZIONE DI NUOVI POST DI LAVORO VERI !

Ritratto di Risorgere

Risorgere

Mer, 07/03/2018 - 17:05

Gli italiani continuano ad essere per più di metà di sinistra. Solo che adesso il loro partito di riferimento è diventato il M5S. Il PD è un dinosauro politico rimasto privo di ragione sociale, privo di militanza, privo di ideali. Una scatola sempre più piccola riempita dai voti delle beghine che ubbidiscono ai preti, degli ultimi trinariciuti, di faccendieri e sfaccendati al soldo di pantalone, della classe dirigente e dell'alta borghesia (che però hanno cominciato a riposizionarsi), nonché della intellighenzia, talmente mediocre, aristocratica, autoreferenziale e accecata dal proprio senso di superiorità, che sembra quella francese alle soglie della rivoluzione.