Nel dramma ecco un po' di «Gioia» La gattina ritrovata sotto le macerie

La casa della padrona è crollata, la micia è rimasta cinque giorni imprigionata. È stata salvata dai vigili del fuoco

nostro inviato a Amatrice (Ri)

Una Gioia nel dolore, saltata fuori dalle macerie quando nessuno, tranne Daniela, ci sperava più. Il dolore, e la distruzione, sono quelli del sisma che la scorsa settimana ha raso al suolo Amatrice. Gioia è una gattina marezzata, bianca e tigrata, e Daniela naturalmente è la sua padrona. Nella storia ha un ruolo importante anche Andrea, vigile del fuoco dell'Aquila, uno che di soccorsi e di terremoti ne sa in abbondanza.

Tutto comincia alle 3.36 di sette notti fa, quando la terra fa tremare e dissesta Amatrice, e la casa dove vivono Daniela e la micia non fa eccezione. La donna si sveglia, terrorizzata, prende Gioia in braccio e cerca di scappare. Ma il palazzo si è inclinato, la porta è fuori squadra e non c'è modo di aprirla per fuggire in strada. Daniela batte dall'interno, ma fuori è il caos, così si affaccia alla finestra per chiedere aiuto. Un vicino la sente e appoggia una scala alla parete. Daniela si affaccia dal davanzale, mette un piede sul piolo ma si accorge che Gioia non è più lì accanto.

La gattina, terrorizzata, si è nascosta chissà dove. Prova a chiamarla, ma il tempo corre, le crepe sui muri non permettono di indugiare e così Daniela non vedendo arrivare l'animale scende in strada. Intorno è l'inferno, il caos, la donna viene portata al sicuro, ma poche ore dopo torna a cercare Gioia e trova una brutta sorpresa. I danni strutturali e le scosse successive hanno fatto crollare la casa. Al posto della palazzina c'è una montagna di macerie. Daniela prova a chiamare Gioia, ma il solo suono che sente sono i rumori dei soccorritori che scavano e i lamenti dei feriti. Poi il centro sconvolto dal sisma diventa zona rossa.

Ma Daniela non rinuncia a sperare. Ogni giorno lascia la sua tenda e arriva all'inizio del corso, vicino alla chiesa di Sant'Agostino, dove gli agenti la fermano ogni volta, e dove ogni volta lei chiede ai vigili del fuoco impegnati a cercare prima i feriti, poi i corpi delle vittime, di aiutarla a ritrovare Gioia provando, invano, a urlare il nome della micetta perduta, sperando di vederla riapparire. «Mi resta solo lei, non ho più nulla, cercatela per favore», ha implorato per cinque giorni.

Poi nel pomeriggio di lunedì Andrea e la sua squadra stanno scavando tra le macerie della casa di Daniela quando trovano una scatola, la muovono, e salta fuori la gattina, spaventata e debole, ma viva.

Ci hanno pensato i volontari dell'Enpa, l'ente nazionale protezione animali, che già il giorno prima avevano salvato un micetto sepolto per cinque giorni tra le macerie in una frazione di Amatrice, a visitare Gioia, poi restituita a Daniela.

Che ha perso tutto il resto, ma almeno, adesso, in tenda non è più sola.