Il neo-presidente tutto casa (bianca) e tribunale

Il tycoon ha in sospeso 75 cause. Negli ultimi 30 anni ha dovuto affrontare 4000 processi

Donald Trump potrebbe dover passare più tempo in aule di tribunale che nello Studio Ovale. Oltre alla scelta dei membri del suo esecutivo e alla programmazione delle prime azioni da presidente degli Stati Uniti, il tycoon dovrà infatti difendersi nelle 75 cause legali ancora aperte delle oltre 4.000 in cui è stato coinvolto negli ultimi trent'anni. Per i detrattori è il segnale eloquente di una vita professionale costellata da affari poco chiari, mentre i sostenitori lo vedono semplicemente come il prezzo da pagare per gestire un business di enorme successo. Di certo, si tratta di una situazione senza precedenti in America, che potrebbe avere conseguenze di non poco conto sul suo operato. In particolare poichè secondo una sentenza della Corte Suprema del 1997, l'immunità presidenziale che protegge il Commander in Chief da responsabilità civili nel corso del suo mandato, non si applica ad azioni legali precedenti all'elezione. Prima di tutto, come spiega Michael Gerhardt, docente alla University of North Carolina School of Law, c'è il rischio che emergano testimonianze o documenti imbarazzanti, o ancor peggio che possano giustificare un impeachment. Pur se quest'ultimo caso è improbabile per un presidente repubblicano con un Congresso interamente in mano al Grand Old Party. In ogni caso, però, Trump potrebbe essere costretto a fornire deposizioni o a testimoniare pubblicamente in aula, rallentando fortemente la sua attivita' alla Casa Bianca. Usa Today ne fornisce un esempio: lo scorso giugno il tycoon è stato costretto a passare un giorno intero in tribunale per la causa in corso con due celebri chef, Geoffrey Zakarian e Josè Andres, che hanno deciso di non rispettare gli accordi firmati ritirandosi dalla gestione delle cucine del nuovo Trump Hotel di Washington, dopo le sue dichiarazioni contro gli immigranti messicani. Senza contare le potenziali questioni di conflitto di interessi. Una delle grane più incombenti per il presidente eletto è quella sulla Trump University, dove è coinvolto in tre cause separate con l'accusa di frode (tra cui una denuncia del ministro della giustizia dello stato di New York, Eric Schneiderman). L'udienza del primo procedimento civile è fissata per il 28 novembre, ma i suoi legali hanno chiesto di posticiparla a febbraio o marzo, quando Trump sarà già in carica, per non distoglierlo dagli impegni sulla transizione. E nel frattempo hanno detto di essere pronti ad un patteggiamento con gli ex studenti a cui il re del mattone avrebbe fatto sborsare migliaia di dollari con la falsa promessa di insegnare loro l'arte del fare affari. Ma quella sulla Trump University non è l'unica causa che rischia di distrarre il miliardario dagli affari di stato. A Manhattan una stratega repubblicana, Cheryl Jacobus, lo ha querelato chiedendo 4 milioni di dollari di danni per essere stata insultata su Twitter. In Florida deve affrontare una class action promossa dai membri del suo Golf Club che dicono di aver pagato le loro quote ma di non aver ottenuto il permesso di giocare. A Chicago, invece, il 29 novembre è in programma un'udienza sulla presunta violazione del Telephone Consumer Protection Act da parte della sua campagna, per l'invio di messaggi non richiesti che sollecitavano a effettuare donazioni.