Neonato morto dopo circoncisione a casa per i genitori l'accusa di omicidio colposo

Padre e madre nigeriani indagati. Ogni anno 5mila interventi clandestini

Aveva appena 5 mesi l'ennesima vittima di una circoncisione fatta in casa. Il bimbo, di origine ghanese, è deceduto sabato mattina all'ospedale Sant'Orsola di Bologna per emorragia dove era arrivato in condizioni disperate. L'intervento, effettuato dal padre nell'abitazione di Scandiano, ha avuto conseguenze fatali. Sulla vicenda la procura ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo a carico dei genitori. Secondo la prima ricostruzione, in casa erano presenti sia la madre che il padre, di 41 e 33 anni, entrambi di origine ghanese e regolari.

Spesso letali le circoncisioni fai da te non accennano a diminuire in Italia. Sono, infatti, tra i 5 e i 10mila i bambini stranieri che ogni anno vengono sottoposti alla circoncisione per motivi culturali, religiosi, igienici. In questa casistica rientrano anche i bimbi che pur vivendo qui in Italia, durante le festività (soprattutto mussulmane) vengono sottoposti all'operazione nei Paesi d'origine. Di questi, un buon 35%, subisce la pratica in modo clandestino col rischio di infezioni ed emorragie. L'ultimo decesso per circoncisione casalinga risale allo scorso dicembre a Monterotondo (Roma). La vittima, un bimbo di due anni figlio di nigeriani, circonciso assieme al fratello gemello che riuscì a sopravvivere in rianimazione. Nel 2016 morì un bimbo a Torino. Altre vittime a Treviso e Bari. In alcune regioni come Lazio e Veneto le famiglie di migranti (per lo più tunisini, egiziani, nigeriani, iracheni, siriani) possono accedere al Servizio sanitario con una spesa che varia dai 250 ai 400 euro. In Toscana invece c'è un regime di convenzione. Costi ancora troppo alti per chi vive in situazioni di indigenza. Ma c'è anche un altro aspetto che favorisce la clandestinità: nel Lazio, ad esempio, alcune strutture pubbliche sottopongono alla circoncisione solo i bambini che hanno compiuto i 4 anni, per altre, come il poliambulatorio di Civitavecchia, devono avere 12 anni per l'anestesia. «Ma il 99% dei genitori chiede di poterlo fare quando il bimbo ha pochi mesi», spiega Foad Aodi che lancia l'appello al Ministero della Salute perchè autorizzi «la circoncisione nelle strutture sanitarie con prezzi accessibili». Privatamente i costi possono raggiungere i 2500 euro, con picchi di 4000. Ad alimentare il mercato clandestino sono gli irregolari che ovviamente non possono rivolgersi a strutture autorizzate. Preoccupata la ministra della Salute Giulia Grillo che scrive su facebook: «Un altro bimbo morto per una circoncisione rituale fatta in casa in modo illegale. La circoncisione è un'operazione chirurgica e va fatta rispettando le norme igienico-sanitarie. Non fatelo in casa!». Infine la presidente della Commissione bicamerale per l'Infanzia e l'Adolescenza, Licia Ronzulli di Forza Italia: «È gravissimo che un neonato, oggi, in Italia, possa morire per circoncisione».