Droni, Internet e pattuglie: cosa si può fare per prevenire la furia terrorista

Il rischio zero non esiste. Ma sono molte le misure per cercare di ridurre al minimo il pericolo

New jersey in strada anche per manifestazioni

Nella maggior parte degli attentati terroristici, avvenuti negli ultimi mesi nelle varie città europee, i mezzi di trasporto sono stati protagonisti. A Nizza come a Londra, a Berlino come a Barcellona. Camion, furgoncini o automobili, come impazziti, hanno falciato la folla uccidendo numerose persone. Ecco, allora, che i new jersey possono costituire un valido aiuto al blocco di tir o vetture. Una misura già presa in diverse città d'Italia. Un esempio sono i divisori in cemento armato posizionati di fronte al Colosseo e di fronte a cui si trovano militari armati fino al collo. Difficile, se non quasi impossibile, per un qualsiasi malintenzionato, riuscire a sfondare il posto di blocco. Ecco perché, nel caso di manifestazioni con centinaia di migliaia di persone, forse sarebbe il caso di prevederli anche in via provvisoria.

Più potere all'intelligence e controllo del web

Un lavoro, quello dell'Intelligence italiana, che da tempo studia i profili social di islamici che potrebbero essere connessi con l'Isis o che, semplicemente, simpatizzano per il Califfato. Importantissimi anche i contatti con i servizi esteri, che permettono un costante scambio di informazioni. Si opera, poi, anche all'interno dei luoghi di culto musulmani acquisendo dati, in seno alle moschee, per risalire a presunti jihadisti. Allo studio anche le conversazioni telefoniche e la messaggistica. C'è poi un nucleo speciale, voluto fortemente dal comandate generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, che si occupa di acquisire dettagli in merito al finanziamento al terrorismo. Una unità, creata nell'ambito del Nucleo speciale Polizia valutaria che approfondisce le operazioni considerate a rischio terrorismo.

Pattuglie nelle vie e controllo del territorio

La prevenzione al terrorismo si attua anche per strada. Nelle principali città italiane operano, infatti, le Sos (Squadre operative di soccorso) e le Api (Aliquote di primo intervento), nuclei dei carabinieri specializzati per intervenire durante un attacco terroristico. È stato il comandante generale dell'Arma, Tullio Del Sette, a volerle creare. Intervengono prima delle forze speciali e controllano il territorio palmo a palmo, per numerose ore al giorno, per cercare di individuare eventuali pericoli. Per strada anche i numerosi militari dell'operazione «Strade sicure» che presidiano gli obiettivi sensibili, che potrebbero essere colpiti dagli attentatori, tra cui scuole, stazioni della metropolitana, luoghi di culto, monumenti. Fondamentale, inoltre, il lavoro delle forze dell'ordine, costantemente tra la gente.

L'occhio elettronico in città con telecamere ovunque

Per prevenire attacchi terroristici in più occasioni è stato proposto di potenziare il sistema di videosorveglianza già presente in tutte le città italiane. Numerosi sindaci hanno voluto le telecamere nelle piazze o per le strade per prevenir furti o atti vandalici. Ma oggi il rischio di attentati terroristici potrebbe far pensare a un nuovo utilizzo delle telecamere, che possono riprendere movimenti sospetti. Servono investimenti ingenti perché oltre allo strumento elettronico è sempre necessario l'occhio umano che possa verificare cosa realmente sta accadendo in una determinata situazione. Ma la fitta presenza di occhi elettronici sparsi per la città ha anche un fondamentale effetto deterrente. Sicuramente per il crimine cosiddetto «comune», da verificare per il pericolo terrorismo ma comunque utile al fine investigativo.

Segnalazioni dei cittadini per prevenire crimini

La prevenzione passa anche per il cittadino. Un senso civico spiccato può aiutare a salvare vite. In più di un'occasione le segnalazioni di residenti o persone di passaggio hanno consentito di far sventare furti o atti criminali. Ecco perché dare la propria testimonianza, nel caso in cui si notino movimenti sospetti, è fondamentale. Un presunto terrorista che voglia colpire può essere individuabile tra la folla. Un mezzo di trasporto che circola in una zona proibita qualche minuto prima di un possibile attentato, se viene segnalato in tempo, può essere bloccato. Pertanto, è di vitale importanza non aver paura a contattare le forze dell'ordine per segnalare qualcosa che non torna. I piani stilati dalle questure prevedono, infatti che, di fronte a segnalazioni sospette, l'intervento debba essere immediato.

Coi droni in volo dall'alto: riprese anche nascoste

Un sistema già in uso è, oltretutto, quello dei droni. In diverse manifestazioni sono stati usati perché ben occultabili, spesso invisibili da chi passeggia per le vie, ma utili a registrare qualsiasi cosa. I droni sono un occhio che dall'alto tiene d'occhio la città e può individuare eventuali attentatori pronti a colpire. Peraltro, i filmati possono essere guardati in diretta dalle sale operative della questura o dei carabinieri. Anche in questo caso, come per le telecamere, è fondamentale anche il lavoro umano per l'interpretazione delle immagini stesse ma il lavoro dei droni diventa di particolare importanza perché utilizzabili ovunque e senza i limiti di posizionamento fisso delle telecamere tradizionali. Inoltre non possono essere localizzabili da chi intende sfuggire alle riprese come è possibile fare con le telecamere fisse.

Utilizzo dei metal detector per ogni evento pubblico

Sono stati già utilizzati in versione portatile nel corso di eventi pubblici, quali manifestazioni di strada, ma i metal detector possono davvero costituire un valido aiuto. Blindare l'accesso a certe aree di aggregazione, sottoponendo ogni singola persona a un controllo puntuale, al fine di individuare la presenza di eventuali armi o esplosivi, è un'idea che già era stata messa in atto grazie a quanto previsto dal capo della polizia, prefetto Franco Gabrielli, che a inizio estate aveva dettato le regole antiterrorismo da applicare. L'unico problema è che, spesso, le apparecchiature non sono sufficienti al controllo di un ingente numero di persone. Pensare che in Italia esistono numerose ditte che realizzano metal detector e che basterebbe davvero poco, all'amministrazione, per comprarle. Sulla sicurezza, infatti, non si può mai lesinare.

Commenti

Giorgio5819

Sab, 19/08/2017 - 18:33

..."cosa si può fare per prevenire la furia terrorista..." solo una strada: rastrellamenti e deportazione di TUTTE le bestie musulmane presenti su territorio italiano ! Dobbiamo mettere LORO nella condizione di avere paura di noi...

DRAGONI

Sab, 19/08/2017 - 18:40

PER INIZIARE :IMBARCARE SU UNA NAVE MILITARE TUTTI I CLANDESTINI E SBARCARLI IN LIBIA.

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Maximilien1791

Sab, 19/08/2017 - 18:47

I droni per pattugliamento non sono operativi e forse non lo saranno mai , perché hanno una autonomia molto limitata . Non servono a prevenire ma semmai a coordinare l'intervento ed individuare eventuali fuggiaschi. Hanno il pregio di costare molto meno dell'elicottero utilizzato come pattugliatore solo per il calcio o grandi eventi.

Ritratto di giangol

giangol

Sab, 19/08/2017 - 19:03

soluzione delle zecche rosse: distribuire baci perugina nelle moschee.

wrights

Sab, 19/08/2017 - 19:09

Tra le misure di sicurezza, non non vedo quella più efficace, ovvero limitare l'ingresso alle persone, prive di documenti ed una netta diminuzione dei visti di entrata dalle zone "pericolose" ed incentivare il lavoro alle "risorse" interne e meno a quelle esterne. Ma probabilmente ne risentirebbe l'economia, quindi meglio mettere telecamere, così almeno possiamo vedere qualche reality.

Ritratto di onollov35

onollov35

Sab, 19/08/2017 - 19:24

La sicurezza e il pronto intervento e le varie comunicazioni dei cittadini,sono importanti ma,la Giustizia deve essere molto ma molto severa.

antonmessina

Sab, 19/08/2017 - 19:25

scusate ma noi dobbiamo vivere nell'incubo e barricati con mostri di cemento per strada solo per soddisfare gli orgasmi dei cosidetti buonisti che vogliono porte aperte? ma vi rendete conto che non si integreranno mai? ma vi rendete conto che dietro a ogni "colpo" c'è un regista di quelli potenti ?

Ritratto di centocinque

centocinque

Sab, 19/08/2017 - 19:27

sopratutto rendere innocui quei magistrati che fiancheggiano il terrorismo.

maricap

Dom, 20/08/2017 - 00:20

Per prevenire gli attentati, bisogna cambiare drasticamente le leggi .Gli uomini dei servizi segreti devono poter agire senza che nessuno possa andare a sindacare il loro operato Quindi si deve togliere la possibilità a gente come Piero De Petris di nuocere. Questo sostituto procuratore generale, per il caso Abu Omar, aveva chiesto 12 anni di detenzione per Pollari, ( Capo dei Servizi segreti) dieci per Mancini (Vice capo) e otto per gli altri tre. (Agenti) Chi ci deve difendere, non può essere poi incriminato da magistrati politicizzati ( Comunisti) P.S. Per Pollari e i suoi agenti il Calvario fu lungo, infatti,vennero assolti definitivamente, solo dopo dieci anni, dato che alle assoluzioni, chi li voleva in galera, faceva seguire i ricorsi.

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Dom, 20/08/2017 - 09:39

cominciamo dalle cose piu'0 semplice ,ovvie,e fattibili da domani mattina:ripristinare le frontiere!! come in svizzera;quando passi il confine,viene chiesto;:che ci viene afare qui?? lavoro? bene,esibisca il contratto!!ma l'abbattimento delle frontiere è una "conquista" prodiana e di napulitano..i risultati non si sono fatti attendere

maricap

Dom, 20/08/2017 - 09:49

Cambiare drasticamente le leggi, solo così si possono prevenire gli attentati. Gli uomini dei servizi segreti devono poter agire senza che nessuno possa andare a sindacare il loro operato Quindi si deve togliere la possibilità a gente come Piero De Petris di nuocere. Questo sostituto procuratore generale, per il caso Abu Omar, aveva chiesto 12 anni di detenzione per Pollari, ( Capo dei Servizi segreti) dieci per Mancini (Vice capo) e otto per gli altri tre. (Agenti) Chi ci deve difendere, non può essere poi incriminato da magistrati politicizzati ( Comunisti) P.S. Per Pollari e i suoi agenti il Calvario fu lungo, infatti,vennero assolti definitivamente, solo dopo dieci anni, dato che alle assoluzioni, chi li voleva in galera, faceva seguire i ricorsi.