Niente adozioni per i single: bimbi solo alle coppie sposate

Salta la proposta Pd. Al di fuori del matrimonio resta l'affidamento. In aula anche il ddl sul divorzio breve

Passa al Senato il ddl sulle adozioni praticamente all'unanimità con 197 sì, nessun contrario e nessun astenuto con l'obiettivo di fare diventare legge la prassi, che dà una corsia preferenziale a favore delle famiglie affidatarie del bimbo dichiarato adottabile perché risulta impossibile ricostruire il rapporto con la sua famiglia di origine. Una corsia che opera solo quando la famiglia ha i requisiti previsti e l'affidamento sia andato avanti per un periodo prolungato. Il testo non prevede più la possibilità di seguire questa strada anche ai single come previsto da un emendamento del Pd, a firma Puglisi, poi ritirato, ma tuttavia lascia aperta una porta anche alle coppie di fatto ed ai single, che già oggi possono essere affidatari di un minore: prevede l'istituto dell'adozione in casi particolari, o speciali, quando l'orfano ha con questi un legame di parentela, quando sia stata constatata la impossibilità di un affidamento preadottivo del bambino perché non ci sono famiglie che sono disposte a farlo.

Attualmente in Italia, in base alla legge 184/83, l'affido dei minori è aperto anche alle persone single, l'adozione invece è riservata solo alle coppie sposate da almeno tre anni. «L'intento di quell'emendamento - ha sottolineato la senatrice Francesca Puglisi in Aula - non era aprire scorciatoie per l'adozione dei single, ma piuttosto equiparare i diritti dei bambini che vanno in affido familiare a single, come già la legge permette di fare, perché l'affido familiare, legato alla disponibilità delle persone, negli ultimi cinque anni è calato del 16%. Abbiamo ancora 14mila bambini che vivono in comunità di tipo familiare, che comportano altro genere di attenzione e cura alla crescita di bambini e bambine. Quindi, si tratta di equiparare i diritti dei bambini che un tribunale e i servizi sociali decidono di dare in affido ad un single a quelli dei bambini che un tribunale e i servizi sociali hanno invece affidato a famiglie regolarmente sposate. Di questo stiamo parlando: il diritto dei bambini all'integrità della propria storia, all'integrità dei propri affetti. Con il provvedimento in esame l'affido familiare continua ad essere un istituto distinto rispetto a quello dell'adozione». «Ritiro l'emendamento - ha concluso - perché so che l'ottimo a volte è nemico del bene e questa legge, se approvata, consente davvero di fare notevoli passi avanti in materia di diritti dei bambini».

L'ordine del giorno prevede anche la discussione di altri ddl recanti «disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi». Ovvero il cosiddetto «divorzio breve», che il Senato ha iniziato a discutere nel tardo pomeriggio. Il provvedimento prevede 12 mesi dal momento della comparizione in tribunale, in caso di separazione giudiziale, mentre in caso di separazione consensuale il periodo scende a 6 mesi. Nodo centrale, il cosiddetto «divorzio immediato», che si potrà ottenere subito se non ci sono figli minori o disabili gravi, o maggiorenni fino a 26 anni non autosufficienti economicamente.

Commenti

Tuthankamon

Gio, 12/03/2015 - 14:31

E' GIUSTO, non ai single a meno di casi rarissimi non e' una soluzione. Purtroppo ho visto troppe situazioni di bimbi affidati in maniera superficiale che poi si sono trovati con traumi ancora peggiori che restare in un istituto. I figli NON SONO UN DDRITTO, SONO UN DONO. E cosi deve essere anche per quelli adottati.