Nigeria, schiave uccise: così non sposano i cristiani

di Non usiamo più la parola orrore, ormai è pura retorica. Bisognerebbe ormai usare le parole azione, salvezza, muoviamoci... Sono forse una settantina le donne che in Nigeria sono state massacrate nella città di Abubakar Shekau dai terroristi di Boko Aram in una logica passesca e nello stesso tempo congeniale alla visione jihadista. Le donne avevano sposato, costrette a forza, i guerrieri del califfato. Quando sono dovuti partire in missione, hanno immaginato che un eventuale loro «martirio» avrebbe lasciato le mogli libere di unirsi a dei cristiani... e hanno preferito ammazzarle tutte. Una di loro, scampata al massacro, Salma Mahmud ha raccontato che mentre le macellavano i mariti promettevano loro che si sarebbero ritrovati in paradiso. Questa è solo una delle inimmaginabili sofferenze cui le donne sono costrette a sottoporsi in gran parte del mondo. Ma le istituzioni se ne infischiano. Ridiamo per non piangere: chi è nel mondo il peggior violatore dei diritti delle donne? No, non è l'islam estremo. È Israele, secondo la più importante delle organizzazioni dell'Onu per i diritti delle donne il Csw. L'incontro annuale ha condannato solo Israele fra tutti i suoi 193 membri. Un esempio che dà la misura delle balle catastrofiche che si dicono su Israele. Scrive Anne Bayefsky sul suo famoso blog Eye on the U n che il Csw non si occupa della Siria dove il governo usa la violenza e le torture sessuali contro le donne come armi di guerra, e dove 240mila civili sono stati uccisi mentre donne e bambini sono profughi; non l'Arabia Saudita dove il burka è obbligatorio, l'esclusione dalla vita pubblica totale, le donne valgono la metà dell'uomo in tribunale; non in Sudan dove non c'è età minima per il sesso consensuale, o Gaza e gli altri Paesi arabi dove le bambine vanno in sposa a dei pedofili che si dicono mariti; non l'Iran dove le donne «adultere» vengono lapidate... La risoluzione ripete che «l'occupazione rimane il maggior ostacolo per le donne palestinesi nei confronti del loro avanzamento». Ah sì? Gli israeliani ce l'hanno con le donne palestinesi? E non saranno per caso i costumi arretrati che consentono a tutto il Medio Oriente di trattare le donne come cittadini di seconda classe? In Israele le donne costituiscono il 57,8% del personale accademico, il 32,5 dei manager, il 35,5 dell'high tech? Con Golda Meir è stato il terzo Paese ad avere un primo ministro donna e sono innumerevoli le minsitre e le parlamentari. Le studentesse sono il 57,3%, e quante ragazze arabe si vedono, fiere e forti, fra di loro! Le palestinesi soffrono perché la loro condizione sociale e culturale è soggetta ai pregiudizi tipici della loro gente, non a causa di Israele, e l'ossessione il Consiglio per i Diritti Umani, l'Hcr, di cui il Csw fa parte è solo una vergogna. Perfavore, Csw, non difendermi mai come donna.