Il No Vax e il trapiantato, bimbi vittime del caos

Un alunno senza profilassi isolato all'asilo. Un piccolo leucemico costretto a stare a casa

Per un bambino isolato e messo in quarantena, ce n'è uno che chissà quanto darebbe per essere come gli altri: ritornare a scuola e unirsi ai compagni di classe. Un primo giorno di scuola anche per lui, che a solo otto anni ha già dovuto lottare come un leone per esserci, una leucemia mielode acuta e un trapianto, la scalata e finalmente l'idea dolce di una discesa verso la normalità, la routine di tutti i giorni che sa di vita finalmente; pensare alla cartella e ai quaderni da comprare, righe o quadretti, non più solo la lista delle medicine da prendere. E invece niente da fare. In classe ci sono cinque bambini non vaccinati e lui, ancora così fragile, non può permettersi di ammalarsi. E allora che fare, il bambino vive in una provincia del Veneto, e la scuola è piccola, un paio di sezioni in tutto e anche di là tre bambini dai genitori No Vax. E dunque resta a casa; a guardare gli altri passare con la cartella nuova in spalla e la merenda presa dal fornaio che sono i primi giorni di scuola ed è una festa. Lui intanto aspetta che qualcosa (non si sa bene cosa) possa succedere, forse cambiare scuola, costretto a errare in cerca di classi di compagni in regola con i vaccini.

Dall'altra parte del Nord, a Occidente, a Settimo Torinese, c'è un altro bambino al centro del ciclone ideologico dei vaccini, «il bambino No Vax», come lo sintetizzano i giornali. Finito in quarantena perché non può esibire alcun tesserino vaccinale. Ammesso a scuola ma con penalità: entra ma gioca da solo, isolato dagli altri. Come una cavia a guardare da un vetro. Casi opposti dal comune sapore di ingiustizia. E la legge che dice? La confusione che regna sovrana in un Paese abituato a fare e disfare, a colpi di «avanti tutta!» e di «dietrofront!». Due ministre della Salute che si succedono in prima linea. Beatrice Lorenzin e la sua campagna di sensibilizzazione, l'urgenza di immunizzare il gregge, le accuse e le dietrologie, chi fiuta l'inganno, vuoi vedere che dietro ci sono gli oscuri interessi delle case farmaceutiche coinvolte nel mercato dei vaccini da vendere. I No Vax che si armano di slogan, contromisure e trucchetti spacciati sul web per non capitolare. Hanno gioco facile a tenere duro perché in fondo questa è l'Italia, e una terza via si trova sempre, e allora via a giurare che «non sulla pelle dei loro figli», che il vaccino obbligatorio mai e poi mai.

Oggi il ministro Giulia Grillo, (del Movimento Cinque Stelle che appoggia i No Vax) promette di andare a fondo sulle falsificazioni dei certificati, ma ha prorogato l'autocertificazione fino a marzo 2019. Però. Però ci sono nomi concretissimi di questi bambini dietro alle bandiere sventolate sulle barricate. Costretti a combattere una battaglia più grande di loro, tra circolari e no comment di dirigenti scolastici imbarazzati e assessori regionali all'Istruzione che non si sbilanciano.